Sistema Sorrento, altri sette arresti: mazzette per appalti e concorsi
Sette misure cautelari agli arresti domiciliari, due divieti di dimora nella regione Campania e un sequestro preventivo per 371mila euro. Ieri mattina i militari della Guardia di finanza di Massa...
Sette misure cautelari agli arresti domiciliari, due divieti di dimora nella regione Campania e un sequestro preventivo per 371mila euro. Ieri mattina i militari della Guardia di finanza di Massa Lubrense hanno notificato i provvedimenti emessi dal gip di Torre Annunziata, Maria Concetta Criscuolo, nell’ambito dell’inchiesta per il cosiddetto “Sistema Sorrento” che, un anno fa, il 20 maggio 2025, portò all’arresto in flagranza in un ristorante della città dell’ex sindaco Massimo Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio. Pochi minuti prima avevano intascato una tranche della tangente per l’appalto del servizio di refezione scolastica.
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I provvedimenti
Da allora la Procura della Repubblica ha messo insieme un corposo fascicolo grazie alle minuziose indagini delle Fiamme Gialle agli ordini del capitano Francesco Tartaglione. Attività investigativa, coordinata dal procuratore capo di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e dal sostituito Giuliano Schioppi, che ha portato a iscrivere altre 21 persone nel registro degli indagati. Un mese fa il gip ha stralciato la posizione di 6 di loro, disponendo gli interrogatori per altri 15 soggetti. E ieri la svolta con le 9 ordinanze.
I destinatari dei provvedimenti devono rispondere, a vario titolo, di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente. Ai domiciliari sono finiti l’ex consigliere comunale e commercialista Vincenzo Sorrentino, considerato dagli inquirenti uomo di fiducia dell’ex primo cittadino, e Giovanni Coppola, barbiere 86enne di Vico Equense, che avrebbe fatto da intermediario nel favorire assunzioni al Comune di Sorrento grazie a concorsi pilotati in cambio di somme che variavano tra 15-20mila euro. C’è poi la dirigente comunale Mariagrazia Caiazzo accusata di aver consegnato all’ex sindaco i test degli esami per le assunzioni così da favorire i raccomandati. Uno di questi, sempre secondo la Procura, è Marco De Martino, funzionario amministrativo dell’ente, anche lui finito ai domiciliari. Ci sono poi gli imprenditori della comunicazione Raffaele Guarino e Giuseppe Razzano, coinvolti nell’assegnazione di appalti per la promozione del brand Sorrento. Il giornalista Antonio Gnassi, infine, ha fatto parte di diverse commissioni che hanno aggiudicato gare che la Procura considera manipolate con lo scopo di favorire associazioni vicine all’ex sindaco Coppola.
Lo stadio
Disposto, invece, il divieto di dimora entro i confini della Campania, per l’ingegnere Gennaro Esposito, che gli inquirenti ritengono implicato nella vicenda relativa ai lavori di riqualificazione dello stadio Italia per adeguarlo alle prescrizioni della Lega Calcio e consentire al Sorrento di rientrare dall’esilio forzato a Potenza. Nel mirino della Procura di Torre Annunziata, sia l’appalto per la progettazione - oggetto anche di rilievi da parte dell’Anac - che quello per i lavori da 5 milioni di euro, tanto che era stato chiesto il sequestro dell’impianto che, però, il gip ha rigettato non ritenendo sussistenti i gravi indizi per la turbativa d’asta nell’ambito della procedura di affidamento degli interventi di restyling.
Divieto di dimora nella regione imposto anche nei confronti di Raffaele Nitti, legale rappresentante della società che ha gestito il Teatro Tasso. In totale vengono contestati undici capi d’imputazione: sette episodi di presunta corruzione e quattro legati alle gare pubbliche ed alla scelta dei contraenti. «Dalle emergenze istruttorie - spiega nell’ordinanza il gip Criscuolo - è emerso che il metodo della collusione, degli accordi tra pubblici ufficiali, faccendieri e imprenditori, delle rivelazioni di notizie per condizionare l’azione amministrativa era, in realtà, per alcuni indagati una modalità di gestione di relazioni ed attività professionali e/o imprenditoriali, più che un fatto legato alle gare e agli affidamenti eseguiti presso il comune di Sorrento nell’era Coppola».
Il sensitivo
Altro personaggio di spicco dell’intera vicenda è Raffaele Guida, meglio conosciuto come “Lello il sensitivo”. La Procura ritiene che abbia aiutato l’ex primo cittadino nel dare vita al sistema corruttivo. È per questo che ieri sono stati notificati dai finanzieri anche i decreti di sequestro per 200mila euro a carico di Coppola e 171mila euro per Guida. I due sono ai domiciliari fuori dalla Campania in virtù del filone principale dell’inchiesta, ma in questa fase, avendo collaborato alle indagini con le loro rivelazioni, figurano solo in qualità di indagati. E non si escludono ulteriori sviluppi considerato che il procuratore Fragliasso ritiene ci siano altre questioni da approfondire in merito ad un caso giudiziario che, per le sue ramificazioni, continua a far parlare l’Italia intera.