Sant?Antonio Abate, La Sonrisa resta aperta, Il Consiglio di Stato: «Tutelare l?occupazione»
Il Mattino

Sant?Antonio Abate, La Sonrisa resta aperta, Il Consiglio di Stato: «Tutelare l?occupazione»

Giovedì 14 maggio 2026
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Dal ritiro della licenza alla sospensiva del provvedimento in meno di 48 ore. Il Grand Hotel ?La Sonrisa? di Sant?Antonio Abate non chiude, almeno per ora. Lo ha deciso il...

Dal ritiro della licenza alla sospensiva del provvedimento in meno di 48 ore. Il Grand Hotel “La Sonrisa” di Sant’Antonio Abate non chiude, almeno per ora. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso degli avvocati della famiglia Polese, adducendo come motivazione principale quella sociale e lavorativa. Lo scrive nel provvedimento di accoglimento del ricorso il presidente Marco Lipari: «Prevale l’esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche».

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La sentenza

La discussione in camera di consiglio è fissata per il prossimo 4 giugno, fino ad allora il giudice ha sospeso il ritiro della licenza disposta dal tribunale amministrativo e bloccato la chiusura immediata. Una boccata di ossigeno e l’ennesimo rinvio per la comunità del Castello delle Cerimonie che potrebbe avere il tempo di vivere una nuova estate fatta di matrimoni e cerimonie dove ogni eccesso è consentito. Di fatto i provvedimenti giudiziari in corso, sono molteplici e tutti messi in campo dai Polese per evitare la fine delle attività.

Il ricorso contro il ritiro della licenza è solo l’ultimo atto, annunciato già poche ore dopo la sentenza del Tar, parallelamente c’è la richiesta di revisione del processo terminato con una sentenza definitiva di lottizzazione abusiva, presentata il 5 maggio scorso sempre al Consiglio di Stato. Secondo Andrea Vennetiello, legale di Concetta Polese, figlia del defunto Antonio, noto come il "boss delle cerimonie", il reato di abusivismo era già prescritto quando fu emessa la sentenza di primo grado l’8 novembre 2016. Una tesi che punta a smontare tutto il procedimento in corso e che rappresenta l’ultima vera speranza per chi non vuole la fine della Sonrisa.

Sant'Antonio Abate, il Consiglio di Stato sospende la chiusura del Castello delle Cerimonie

Il comune 

Di fatto le azioni messe in campo dall’amministrazione guidata dalla sindaca Ilaria Abagnale hanno messo spalle al muro le attività che proseguono nella totale incertezza. Procedimenti amministrativi obbligati per il Comune che dal 29 aprile scorso è diventato proprietario di tutti i beni immobili costruiti in 30 anni nell’ex terreno agricolo di 44 mila metri quadrati. Case, villette, strutture alberghiere e di ristorazione, piscine e il cosiddetto “Castello” diventato negli anni la meta preferita di sposi stravaganti che amano festeggiare all’interno di sale dorate con arazzi, decorazioni e troni dorati.

Fino a sette eventi contemporaneamente può ospitare la Sonrisa e la mole di lavoro per tutta la comunità dei Monti Lattari e davvero imponente. Nell’impero della famiglia Polese lavorano 20 dipendenti tutto l’anno, 80 circa nei mesi estivi quando matrimoni e comunioni si tengono ogni giorno della settimana, e oltre un centinaio fanno parte dell’indotto.

Il sindaco 

Tutto questo potrebbe interrompersi dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, intanto l’iter comunale va avanti: «Contestualmente – spiega Ilaria Abagnale – in seguito alla prima ordinanza di sgombero per i soli tre immobili ad uso abitativo emessa il 29 aprile scorso, gli uffici comunali hanno emesso la seconda ordinanza di sgombero per quanto riguarda anche la parte commerciale del complesso immobiliare, già di proprietà del Comune di Sant'Antonio Abate.

Si tratta di due provvedimenti che rientrano nella normale presa di possesso dell'intero compendio assegnato all'Ente comunale in seguito ad una sentenza definitiva per lottizzazione abusiva che ha stabilito l'acquisizione di tutti gli immobili e i terreni che ricadono in quella area. Nel frattempo – conclude Ilaria Abagnale – come già avvenuto nei giorni scorsi, prosegue l'interlocuzione con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha già istituito un tavolo apposito per la gestione di tutta la fase di acquisizione dei beni immobiliari».

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