Paolo Piccolo, striscione in tribunale: «Ora condannateli all'ergastolo»
Il Mattino

Paolo Piccolo, striscione in tribunale: «Ora condannateli all'ergastolo»

Giovedì 14 maggio 2026
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Omicidio volontario del ventiseienne di Barra Paolo Piccolo: la pesante accusa ora viene contestata anche a tre imputati già condannati al termine del rito abbreviato. La Procura di...

Omicidio volontario del ventiseienne di Barra PaoloPiccolo: la pesante accusa ora viene contestata anche a tre imputati già condannati al termine del rito abbreviato. La Procura di Avellino dopo il decesso di Paolo Piccolo avvenuto nell'ottobre del 2025 ha rispedito gli atti, con il nuovo capo di imputazione (da tentato omicidio a omicidio volontario aggravato dalla crudeltà) sia nei confronti di chi era stata solo rinviato a giudizio per affrontare il processo ordinario, sia nei confronti di chi aveva scelto di essere giudicato con il rito abbreviato ed era già stato condannato. Un primo traguardo per i familiari di PaoloPiccolo che ieri hanno preso parte all'udienza preliminare. Ieri mattina il padre, i fratelli e gli zii del ventiseienne hanno affisso un cartellone sotto il tribunale di Avellino con una foto di Paolo «per chiedere giustizia e per far vedere a tutti come era stato ridotto Paolo dopo il brutale pestaggio avvenuto nel carcere di Bellizzi Irpino nell'ottobre 2024 durato oltre quaranta interminabili minuti».

La zia di Paolo Piccolo, tutrice del giovane, SofiaRizzo non chiede solo «l'ergastolo per tutti i partecipanti alla violenta aggressione nei confronti del nipote», ma ora preannuncia battaglia. «Non ci fermeremo fino a quando non avremo giustizia, non ci fermeremo per come hanno ridotto mio nipote, non ci fermeremo affinché vengano accertate le responsabilità in capo anche agli agenti di turno la sera del massacro. Continuo a chiedermi perché non sono intervenuti gli altri agenti presenti nel carcere per fermare quel brutale pestaggio durato quaranta minuti. Se fossero intervenuti tempestivamente questo massacro non si sarebbe consumato». Presenti ieri mattina anche i legali di parte civile Antonio De Simone, CostantinoCardiello e Elena Manzi: «siamo soddisfatti perché sono stati condotti a giudizio anche coloro per i quali era stato celebrato il processo per tentato omicidio con l'abbreviato. Era quello che noi difensori di parte civile auspicavamo maggiormente».

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Nel corso dell'udienza preliminare ieri mattina non è stata affrontata alcuna questione in quanto è emerso un difetto di notifica per i legali degli imputati. L'udienza è stata rinviata al 17 giugno quando il giudice deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei confronti di dieci imputati, dal pubblico ministero. Dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Avellino Francesco Sabato Crisci, Giovanni Flammia (due irpini), Nelly Osemwege, Valentino Tarallo, Raffaele Zona, Giovanni Capone, Pasqualino Milo, Luigi Gallo, Luciano Benedetto e Manuel Capuano. L'aggressione ha avuto inizio alle 22.15 del 22 ottobre 2024. In particolare Valentino Tarallo e Agrippino Paudice - armati di bastoni di legno di ritorno dagli ambulatori e dalla infermiera sono riusciti ad introdursi nel box riservato alla penitenziaria e dopo aver minacciato di morte i due agenti sono passati subito alle vie di fatto.

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Hanno bloccato, spingendolo contro il muro, uno dei due uomini in divisa, nel tentativo di sottrargli le chiavi del piano terra destro dove era ristretto il loro bersaglio. Non contenti tre detenuti hanno colpito i due agenti con dei violenti schiaffi al volto. Alla fine tutti insieme hanno costretto uno dei due agenti a seguirli fino al primo piano, mentre un altro ristretto è rimasto all'interno del box per sorvegliare l'altro agente di turno, affinché non facesse scattare l'allarme sonoro, sotto minaccia di morte. «Non torni a casa se ti muovi». Queste le parole proferite da uno dei detenuti coinvolto nel pestaggio. Dopo aver sottratto le chiavi, i dieci della spedizione punitiva sono riusciti ad entrare dove era ristretto Paolo. Il ventiseienne prima è stato colpito nella cella, poi una volta trascinato fuori è stato colpito con calci, pugni e mazze metalliche.
 

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