L?intervista Bruno Zuccarelli: «Ecco 700 nuovi medici ma vanno pagati di più»
Il Mattino

L?intervista Bruno Zuccarelli: «Ecco 700 nuovi medici ma vanno pagati di più»

Venerdì 15 maggio 2026
3 visualizzazioni

Investire sui giovani: oggi, alle ore 10, a Città della Scienza, si celebra il Giuramento di Ippocrate per 700 nuovi medici e odontoiatri napoletani che si avviano alla professione. Una...

Investire sui giovani: oggi, alle ore 10, a Città della Scienza, si celebra il Giuramento di Ippocrate per 700 nuovi medici e odontoiatri napoletani che si avviano alla professione. Una cerimonia che si svolge sotto l’egida dell’Ordine dei medici e odontoiatri di Napoli e provincia. Intervengono tra gli altri il cardinale di Napoli don Mimmo Battaglia, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, i rettori della Federico II Matteo Lorito e della Vanvitelli Gianfranco Nicoletti, Lucio d’Alessandro per l’Università Suor Orsola Benincasa e Antonio Garofalo per l’Università Parthenope. Ne parliamo con il presidente dell’Ordine Bruno Zuccarelli, intervistato sulla web tv de Il Mattino dal caporedattore e coordinatore delle Cronache Gerardo Ausiello.

APPROFONDIMENTI Prevenzione tumore colon-retto: arriva il progetto in realtà virtuale con il “Colon VR”

Hantavirus, il topo selvatico colilargo indiziato. «In Italia non c'è, ogni virus ha il suo animale-serbatoio»Hantavirus: per Crisanti nessun rischio Covid, ma avverte sulla scarsa preparazione scientifica delle redazioni italiane

Dottore Zuccarelli, il Giuramento di Ippocrate è un appuntamento molto sentito dai giovani medici.

«Sì, è un momento alto di avvio della professione che si svolge nel nome della deontologia professionale, dettata da Ippocrate nel V Secolo avanti Cristo ma che si rinnova nei principi della tutela del malato e nella sacralità del paziente. Oggi si parla tanto di Intelligenza artificiale ma la cura garantita da uno sguardo di una intelligenza naturale e la partecipazione empatica del curante alle sofferenze del paziente possono fare la differenza».

L’Ia e la digitalizzazione sono solo alcune delle grandi questioni aperte del governo della Salute.

«La Sanità campana esce dal tunnel di quasi 20 anni di Piano di rientro. Ora è il momento degli investimenti. Finalmente i paletti che hanno limitato l’azione della Regione possono essere superati con risorse che quando necessario possono essere attinte dal bilancio dell’Ente di Palazzo Santa Lucia. Occorre puntare al potenziamento della prevenzione e degli screening. I cittadini campani hanno la più bassa aspettativa di vita alla nascita nel Paese. La prevenzione primaria e secondaria possono diventare il paradigma di questa svolta. Non è vero che la Campania ha una Sanità che non funziona. La rete oncologica è stata valutata dall’Agenas al terzo posto in Italia ed ha anche invertito la migrazione sanitaria. Dobbiamo evitare fughe all’estero e nel privato rendendo attrattivi i nostri ospedali per i giovani».

Cosa determina questa fuga?

«La qualità della vita lavorativa nelle corsie, la remunerazione insufficiente di chi è sottoposto a turni massacranti in prima linea, le carenze strutturali, organizzative e di personale che in alcune realtà penalizzano i colleghi che per 15 giorni di ferie devono lavorare il doppio, sottratti per questo a una vita familiare e privata come tutti gli altri professionisti».

Le carenze di cui parla incidono anche sui malati: spesso attendono in pronto soccorso per molte, troppe ore.

«Certo, le carenze determinano una disumanizzazione delle cure. Se medici, infermieri, tecnici e Oss sono insufficienti il personale non avrà il tempo di dedicarsi all’ascolto del malato. Ma non è colpa degli operatori».

Anche per questo alcuni bandi per alcune scuole di specializzazione vanno deserti.

«Anche questo indubbiamente incide. Abbiamo registrato timide inversioni di tendenza in alcune discipline come quelle chirurgiche ma è chiaro che, a fronte di turni proibitivi, altissime responsabilità professionali, remunerazioni insufficienti e talvolta anche un’informazione poco equilibrata che di sanità parla soprattutto nel caso di episodi negativi, molti giovani scelgono il privato o l’estero o discipline meno rischiose. Senza contare lo sciacallaggio di organizzazioni e sodalizi che spingono al contenzioso medico legale anticipando anche le spese, quando sappiamo che il 99 per cento dei procedimenti penali si esauriscono con il proscioglimento del medico coinvolto in contenziosi. Un danno per la collettività che crea disaffezione nei giovani che si orientano su discipline meno rischiose».

La violenza in corsia: una piaga ancora attuale.

«Dobbiamo dare atto al prefetto Michele di Bari di avere svolto un grande lavoro di monitoraggio e di repressione ma questa è una partita che si gioca, al netto di episodi delinquenziali, anche sul piano della comunicazione e informazione al paziente, dell’accoglienza e umanizzazione. Sperimentazioni come quelle in corso al Cardarelli per l’utilizzo di personale sanitario (assistenti sanitari) dedicato esclusivamente a queste funzioni stanno dando frutti concreti. La Regione potrebbe istituire figure dedicate a fornire informazioni ai familiari dei pazienti. Questo contribuirebbe certamente ad alleggerire le tensioni in pronto soccorso».

Condividi questo articolo