Cosentino, ok allo sconto sulle condanne definitive: «Scarcerato tra due anni»
Il Mattino

Cosentino, ok allo sconto sulle condanne definitive: «Scarcerato tra due anni»

Venerdì 15 maggio 2026
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C?è continuazione tra il ruolo di concorrente esterno della camorra casalese e la corruzione di un agente di polizia penitenziaria a Secondigliano. Due fasi differenti della vita...

C’è continuazione tra il ruolo di concorrente esterno della camorra casalese e la corruzione di un agente di polizia penitenziaria a Secondigliano.

Due fasi differenti della vita di Nicola Cosentino, che risalgono al 2009 (contatti con i casalesi) e al 2015 (roccobabà ad un agente di polpen durante la detenzione a Secondigliano), che vengono inseriti nello stesso «modo di intendere la politica» da parte dell’ex potente sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. È con questa ragione che i giudici della Corte di appello di Napoli hanno accolto la richiesta di continuazione tra le due vicende, per le quali Cosentino era stato condannato rispettivamente a dieci anni e a quattro anni di reclusione. Ebbene, grazie a questa istanza difensiva e in virtù della continuazione dei due verdetti, Cosentino ha ottenuto una sorta di sconto di pena. In sintesi, gli vengono scontati circa un anno e due mesi di reclusione rispetto al computo finale, al punto tale che ora l’ex politico azzurro vede la possibilità di accedere - nei prossimi mesi - a una serie di benefici.

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Il retroscena

Ma andiamo con ordine, restiamo al recente pronunciamento in materia di continuazione delle due pene. A firmare il provvedimento sono i giudici della quarta Corte di appello (presidente Luisa Toscano, relatore Nicola Russo, a latere Federica De Maio), che hanno accolto un’istanza avanzata dal penalista Dario Vannetiello, subentrato nel caso Cosentino per la storia della continuazione tra le due condanne. Ed è lo stesso avvocato Vannetiello a parlare di decisione «sorprendente e innovativa» nel commentare l’ordinanza della Corte di Appello di Napoli sul vincolo della continuazione tra i reati per i quali Cosentino è detenuto a Spoleto. Ma torniamo al calcolo. Questo pronunciamento ha prodotto l’effetto della riduzione della pena di un anno e due mesi portando a due anni circa il periodo ancora da scontare in cella (calcolando il pre-sofferto di circa quattro anni, ma anche i possibili benefici della liberazione anticipata per il calcolo della cosiddetta buona condotta). In sintesi, grazie alla decisione che ha unificato i due reati, Cosentino avrà la possibilità di usufruire di benefici penitenziari come l’affidamento in prova.

Spiega l’avvocato Vannetiello: «La decisione - spiega il legale - è giunta a riconoscere la sussistenza di un atipico medesimo disegno criminoso tra il reato di concorso esterno in associazione camorristica ed i reati di corruzione, nonostante questi ultimi si siano verificati a distanza di molti anni dalla consumazione del reato associativo e nonostante lo scopo dei reati di corruzione fosse finalizzato solo ad agevolare la persona, e non il clan dei casalesi. Ci troviamo di fronte ad una decisione completamente nuova nel panorama giurisprudenziale, presa da magistrati di notevole preparazione giuridica, come dimostra la articolazione ed il contenuto del provvedimento, anche perché era stata pure preceduta da un rigetto assunto anni prima dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ma la competenza a decidere - sottolinea Vannetiello - era ed è della Corte partenopea e non dei giudici sammaritani, come riconosciuto nella ordinanza di riduzione della pena». L’avvenuta unificazione della pena «legittima oggi la ammissibilità per Cosentino della richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali sulla residua pena per il delitto di corruzione, visto che il periodo di custodia cautelare sino ad ora scontato può essere attribuito al reato di concorso esterno in camorra, con conseguente possibilità per Cosentino di lasciare finalmente il carcere», conclude Vannetiello.

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Le motivazioni

Ma restiamo al dettato dei giudici. Cosa ha spinto a considerare un unicum tra i contatti con i casalesi nel 2009 e la corruzione di un agente in quel di Secondigliano? Lo stesso «modo di intendere la politica da parte dell’imputato (cioé un’occasione di malaffare, corruzioni, rafforzamento di legami di potere e criminali anche mediante il soddisfacimento diffuso di richieste di raccomandazioni di varia natura)». Un provvedimento che ripercorre una delle stagioni investigative più intense della storia giudiziaria - non solo napoletana - degli ultimi decenni. Ricordate le indagini? Erano gli anni della conferma in appello delle condanne del processo Spartacus (anni 2008-09) contro il gotha dei casalesi, ma anche dell’emergenza rifiuti in Campania, quando Cosentino finì sotto inchiesta in relazione alla gestione della azienda Eco4. Un’azienda «infiltrata» da assunzioni in odore di camorra, in uno scenario di appalti veicolati a ditte legate ai clan, secondo una ricostruzione confermata in tutte le sedi e i gradi di giudizio.

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