Vip spiati, scatta il blitz. Scoperto il superserver: «La banca di vite altrui»
Il Mattino

Vip spiati, scatta il blitz. Scoperto il superserver: «La banca di vite altrui»

Venerdì 15 maggio 2026
3 visualizzazioni

Un superserver di dati sensibili. Come un pozzo senza fondo, una sorta di contenitore occulto e clandestino che aveva ingoiato per anni notizie destinate a rimanere private. È la svolta che...

Un superserver di dati sensibili. Come un pozzo senza fondo, una sorta di contenitore occulto e clandestino che aveva ingoiato per anni notizie destinate a rimanere private. È la svolta che emerge nel corso dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli su una sorta di spectre organizzata per rubare dati sensibili da rivendere al migliore offerente. Una vicenda culminata due giorni fa in arresti e sequestri.

APPROFONDIMENTI

Vip spiati dalla spectre di Napoli, da Britti a Cordaz spuntano i nomiCaso Equalize: Bobo Vieri, Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi tra gli spiati. Così funzionava la rete dei dossier illegali
Spiati conti correnti di Giorgia e Arianna Meloni, Giambruno e La Russa. Licenziato bancario di Bitonto. La premier: «Dossieraggio quotidiano»

Poche ore fa c’è stata una svolta: è stato sequestrato un superserver che è riconducibile alle attività svolte da un manager nel campo della investigazioni private. Quanto basta a partire da una certezza: oltre alle centinaia di migliaia di target della intelligence clandestina finora riscontrati (nelle indagini condotte dal 2021 al 2023), potrebbero esserci ancora altri migliaia di cittadini violati (a loro insaputa) nei propri dati sensibili.

Spari a Giugliano, ragazzo di 18 anni ferito ai piedi: ricoverato in ospedale in codice giallo

Le verifiche 

Inchiesta condotta dai pm Claudio Onorati, Ciro Capasso, Maria Sofia Cozza e dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, in una attività coordinata dallo stesso procuratore Nicola Gratteri, parliamo di una storia che ha sollevato allarme per il coinvolgimento di agenti e militari nell’organizzazione. Nel corso di questo blitz, ha fatto notizia il caso dei vip parti offese. Parliamo di personaggi del calibro di Alex Britti, Lori Del Santo, ma anche del portiere dell’Inter Alex Cordax e dell’ex portiere Julio Cesar, oltre a decine di nomi legati al mondo dell’industria e della moda, del polo farmaceutico e del ramo tecnologico. Ora si teme una nuova ondata di parti offese, alla luce di quanto sequestrato nelle ultime ore, grazie a un blitz del capo della squadra mobile Mario Grassia.

Siamo a Modena, centro dell’azienda riconducibile a Mattia Galavotti, imprenditore specializzato nella gestione di aziende di investigazione privata. Nato a Ferrara, residente a Modena, dove ha uno dei centri logistici la Sole investigazione e sicurezza, che rappresenta il motore di tante ricerche clandestine.

Il retroscena

A leggere le accuse, le cose sarebbero andate in questo modo: da un lato gli investigatori privati chiedono dati sensibili di migliaia di cittadini, che vengono recuperati da agenti di polizia (ce ne sono tre indagati in questa storia), un esponente della Guardia di Finanza, ma anche direttori delle poste e esponenti delle Agenzie delle entrate e dell’Inps; in un secondo momento poi questi dati vengono consegnati ai clienti delle agenzie, interessati ad affermarsi in contenziosi giudiziari nati nel corso di cause di divorzi o per motivi economici, lavoristici, previdenziali.

Vincenzo Coviello, a chi spiava i conti bancari? Totti, Al Bano, Venditti, Draghi, Renzi, D'Alema e Vannacci. Caccia ai mandanti e la pista del dark web

Ma torniamo al sequestro più recente. Chi è Mattia Galavotti? È socio al 35 per cento della Sole, indicato come promotore del sodalizio, che avrebbe diretto l’attività di procacciamento dei dati sensibili. Attorno alla posizione del manager emiliano, c’erano altri soggetti a capo di agenzie di investigazioni. Tra i soggetti coinvolti anche due ex viceispettori di polizia in forza al commissariato di Secondigliano (Alfonso Auletta e Piermassimo Capasso) e un ex agente della Mobile (Giovanni Maddaluno), che avrebbero sistematicamente - e in modo massivo - attinto migliaia di dati riservati usando le proprie credenziali. Parliamo degli accessi allo sdi (sistemi di indagine), per i quali c’è un retroscena non banale e riguarda la linea difensiva di Auletta e Capasso dopo le primissime indagine. Entrambi hanno sostenuto di aver lasciato le proprie credenziali in un cassetto della scrivania, sostenendo che - di fatto - erano nella disponibilità di tutti i colleghi. Versione non ritenuta attendibile, dal momento che il gip Vinciguerra non ha esitato a firmare gli arresti domiciliari per i due poliziotti di Secondigliano. Un’inchiesta dai grandi numeri: quattro arresti in carcere, sei ai domiciliari, 18 obblighi di dimora, in uno scenario complessivo che vede 85 indagati. E migliaia di parti offese. Un numero destinato a crescere alla luce del server sequestrato poche ore fa. Riflettori puntati anche sulle attività di un commercialista, parliamo di Pietro De Falco, a cui viene contestato un ruolo di organizzatore. Chiare le accuse da cui dovrà difendersi: avrebbe creato false fatture per giustificare incassi creati - di fatto - dalla compravendita di dati sensibili. Sempre grazie alla triangolazione con clienti avidi di notizie top secret e pubblici ufficiali infedeli disposti a vendere le vite altrui.

Condividi questo articolo