Frattamaggiore, spedizione punitiva contro ristoratori: il raid del centauro killer
Il Mattino

Frattamaggiore, spedizione punitiva contro ristoratori: il raid del centauro killer

Venerdì 15 maggio 2026
3 visualizzazioni

Un assalto contro la pizzeria concorrente. Una sorta di raid punitivo nel pieno di una disputa nata tra commercianti. E, al centro del commando (o a capo del commando), quasi a capitanare una...

Un assalto contro la pizzeria concorrente. Una sorta di raid punitivo nel pieno di una disputa nata tra commercianti. E, al centro del commando (o a capo del commando), quasi a capitanare una spedizione punitiva, c’è un uomo che è stato condannato in via definitiva per un fatto gravissimo: l’omicidio stradale di una giovane donna, una barista che venne travolta sul lungomare di Napoli alla fine dell’estate di quattro anni fa.

APPROFONDIMENTI Paolo Piccolo, striscione in tribunale: «Ora condannateli all'ergastolo»Avellino, la banda della droga: botte e minacce ai rivaliPaolo Piccolo ucciso in carcere: botte per oltre 20 minuti

È di questi giorni una nuova denuncia (corredata da video e post sui social) che riguarda il centauro condannato per omicidio, che avrebbe preso parte a un’aggressione contro alcuni gestori di un ristorante. A sollevare il caso il parlamentare dei Verdi Francesco Borrelli, che ha raccolto e amplificato la denuncia di una famiglia di ristoratori di Frattamaggiore costretti a rintanarsi all’interno del proprio locale pur di sfuggire alle aggressioni.

Afragola, inseguito e bloccato con gli scooter: diciassettenne accoltellato alla coscia

La dinamica

Al centro di questa storia c’è lui: si chiama Gianluca Sivo è stato condannato a quattro anni per l’omicidio di Elvira Zibra, travolta a soli 34 anni al termine di una nottata di lavoro all’interno di uno degli chalet. Sivo è stato ritenuto responsabile di omicidio stradale, per aver guidato ad alta velocità in un tratto di strada trafficato come via Caracciolo e di aver travolto - mentre la ruota davanti si impennava - la malcapitata passante. Difeso dal penalista Giuseppe D’Alise, Sivo venne condannato a cinque anni e quattro mesi in primo grado, poi a quattro anni e mezzo in appello, dopo aver chiesto scusa alla famiglia della ragazza. Una invocazione al perdono che stride con le immagini di squallore, protervia e violenza postate sui social: al centro della scena c’è la compagna - e nota tiktoker - di Sivo, che aggredisce verbalmente i propri competitor, tanto da brandire una bomboletta di spray e un accendino. Non è tutto. Alcuni componenti del gruppetto di Sivo si sarebbero poi scagliati contro un’auto e l’ingresso del ristorante. Una vicenda nella quale il presunto aggressore non rinuncia a sostenere la propria versione dei fatti, anche alla luce di una denuncia che è stata inoltrata alle forze dell’ordine. In sintesi, quelli del gruppo Sivo sostengono di essere stati aggrediti e di essersi limitati a reagire dopo aver subito una prima azione di violenza. Verifiche in corso, resta però un tema: se una persona è stata condannata per un omicidio stradale - una pena che non è coincisa con uno stato di detenzione - può rendersi protagonista di una scena di violenza? Ma sentiamo l’affondo di Borrelli: «Violenza inaudita da parte di chi ha già ucciso. Gianluca Sivo e il suo commando devono essere fermati subito», attacca il parlamentare.

Il retroscena

Il deputato aggiunge: «Siamo di fronte a individui pericolosi che non mostrano alcun segno di ravvedimento. Gianluca Sivo ha ucciso una ragazza di 34 anni mentre, distruggendo una famiglia, eppure non ha scontato un solo giorno di carcere. Oggi lo ritroviamo a guidare spedizioni punitive e a sfasciare auto, spalleggiato da un “commando” familiare che agisce con metodi criminali».

Sant'Antimo, minorenne ferito da colpi d'arma da fuoco nella notte

Poi si entra nel merito anche dell’atteggiamento remissivo assunto nel corso del processo: «Le dichiarazioni rese in passato dal Sivo, in cui diceva di voler morire al posto di Elvira, appaiono oggi per quello che erano: un misero tentativo di ingraziarsi giudici e opinione pubblica. La realtà ci consegna una persona che continua a delinquere e a minacciare la serenità di onesti lavoratori. Quante altre cose devono commettere questi soggetti prima di essere fermati definitivamente? Chiediamo un intervento immediato e fermo delle autorità: questa escalation di violenza deve finire prima che ci scappi un’altra tragedia». A questo punto tocca alle forze dell’ordine raccogliere video, testimonianze ed esposti incrociati per ricostruire un brutto pomeriggio di violenza imposto alle tante persone perbene costrette ad assistere a un assalto estemporaneo.

Condividi questo articolo