Furbetti del cartellino all'Asl di Caserta, sospesi quattro medici e due infermieri
Si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per faccende private, pur risultando in servizio. È quanto contestato a sei operatori sanitari, quattro dirigenti medici e due infermieri, in...
Si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per faccende private, pur risultando in servizio. È quanto contestato a sei operatori sanitari, quattro dirigenti medici e due infermieri, in servizio all'Asl di Caserta, cui i carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazione) hanno notificato i provvedimenti di sospensione dal lavoro per un anno emessi dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere per i reati di false attestazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
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Sono coinvolti dipendenti del distretto sanitario 12, quello che comprende la città di Caserta, vale a dire i medici Ubaldo Lanzante, dell'Unità Operativa Materno Infantile del Distretto sanitario numero 12 (comprende la città di Caserta e i comuni limitrofi di Castel Morrone, Casagiove e San Nicola la Strada), Paolo Goglia, specialista ambulatoriale di odontoiatria, Michele Zampella, assegnato all'ufficio di esenzioni ticket per patologie e reddito, Fabio De Fazio, titolare dell'incarico di continuità assistenziale, e i due infermieri Mauro Aldi e Umberto Mezzacapo, assegnati all'Unità Operativa Complessa di coordinamento delle cure domiciliari. Le indagini del Nas, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, sono partite da servizi di osservazione e pedinamento dei sei dipendenti Asl, da cui emergevano condotte di assenteismo; sono state così installate su input dell'autorità giudiziaria delle telecamere negli uffici Asl, in particolare nei pressi dei varchi di accesso dove c'erano le postazioni marcatempo; i sei tra infermieri e medici, è emerso, timbravano il cartellino e poi abbandonavano l'ufficio per andare a svolgere faccende proprie, anche familiari.
Le indagini, partite da segnalazioni giunte ai Carabinieri del Nas di Caserta, fotografano le numerose situazioni di assenteismo da fine 2023 al marzo 2025 avvenute al Palazzo della Salute di Caserta, sede di molti uffici Asl e del distretto 12: il primo dipendente Asl a essere scoperto è stato, nel dicembre 2023, il dirigente medico Lanzante, visto dai carabinieri del Nas mentre tornava in ufficio, accompagnato in auto dalla moglie, poco prima delle 15, per poi uscire immediatamente dopo aver timbrato il cartellino. I carabinieri hanno accertato che Lanzante quel giorno risultava formalmente in servizio dalle 8.01, orario di ingresso, alle 14.51, orario di uscita; dunque, secondo gli inquirenti, il dirigente sarebbe tornato in ufficio solo per timbrare l'uscita. Stessa situazione pochi giorni dopo, nel gennaio 2024. E proprio Lanzante viene filmato nel settembre 2024 mentre timbra all'orario di entrata vestito con pantaloni lunghi e all'orario di uscita con pantaloni corti. Nel novembre successivo va in «missione» all'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, quindi esce dalla struttura e timbra per tornare alla sede Asl di Caserta, in cui presta servizio, ma per farlo impiega 4 ore, un tempo in cui secondo gli inquirenti avrebbe svolto faccende private. Pochi giorni dopo i carabinieri lo seguono, scoprendo che dopo aver timbrato, esce e va a San Nicola la Strada a controllare lo stato dei lavori di un palazzo storico, poi si reca ad un negozio di gastronomia, quindi va a casa e alle 15 torna al Palazzo della Salute per timbrare l'uscita. Anche l'altro indagato Goglia viene pedinato mentre torna più volte a casa dopo aver timbrato il cartellino d'entrata. Per Zampella i carabinieri hanno accertato una sua visita dal barbiere durante l'orario di lavoro. L'indagato Di Fazio viene scoperto perché indossa tra l'entrata mattutina e l'uscita pomeridiana dall'ufficio una t-shirt di colore diverso; in un'altra circostanza viene visto con il figlio durante l'orario di lavoro mentre i due raggiungono un'officina meccanica. Faccende private anche per i due infermieri dell'Adi (assistenza domiciliare), spesso in giro ad assistere malati, e che, è emerso dalle immagini delle telecamere piazzate dai carabinieri, timbravano spesso l'uno per l'altro, prestandosi i badge per timbrare quando serviva. Mauro Aldi viene poi visto mentre va a comprare la frutta, o si ferma al centro commerciale.