Domenico Caliendo, ascoltati dai pm i medici arrivati a Bolzano
Si è concentrata sull'equipe del Monaldi che, da Napoli si è recata a Bolzano per prelevare il cuore da trapiantare al piccolo Domenico Caliendo, l'attenzione della Procura...
Si è concentrata sull'equipe del Monaldi che, da Napoli si è recata a Bolzano per prelevare il cuore da trapiantare al piccolo DomenicoCaliendo, l'attenzione della Procura di Napoli che oggi, con il sostituto procuratore GiuseppeTittaferrante e il procuratore Antonio Ricci, alla presenza dei carabinieri del Nas, ha ascoltato la cardiochirurga GabriellaFarina e il suo assistente Vincenzo Pagano. La descrizione di quanto accaduto dopo l'espianto dell'organo da trapiantare, fino all'arrivo dell'equipe a Napoli e poi in ospedale, confermerebbe la circostanza che il cuore malato del bimbo era già stato prelevato quando il muscolo cardiaco da trapiantare è giunto in sala operatoria.
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Si tratta di un passaggio importante che potrebbe confermare le ipotesi di falso formulate dalla Procura nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua vice EmmaBergonzoni, circa gli orari riportati sulla cartella clinica. Con i due sanitari ascoltati oggi, è stato ripercorso, passo passo, quello che è accaduto il 23 dicembre 2025, giorno del trapianto, con particolare attenzione alla fase di espianto del cuore da trapiantare. L'interrogatorio di Farina è durato circa quattro ore durante le quali è stata confermata la dinamica già delineata dagli inquirenti: la dottoressa ha confermato che il ghiaccio chiesto, poi rivelatosi essere quello secco (capace di raggiungere anche i -80 gradi) era stato messo nel box frigo privo di sistema di controllo della temperatura dall' operatore sociosanitario di Bolzano.
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Sia Farina, sia Pagano, prima della partenza verso Napoli, non si sono accorti che il refrigerante era di una tipologia sbagliata. Più breve - qualche ora - è durato invece l'interrogatorio dell'indagato Vincenzo Pagano, che ha assistito la cardiochirurga Farina nella missione a Bolzano e che ha avuto un ruolo minore nella vicenda. I magistrati della sezione 'Lavoro e Colpe Professionali' della Procura partenopea contestano a sette medici il reato di omicidio colposo in concorso e al cardiochirurgo e alla sua vice, che a Napoli hanno eseguito il trapianto del cuore giunto in sala operatoria danneggiato dalle basse temperature, il reato di falso in relazione alla compilazione della cartella clinica di Domenico.