Sud, boom investimenti: «Un ruolo strategico nello sviluppo dell?Italia»
Secondo il Mediterranean Sustainable Development Index 2026, il Sud Italia sale al 2° posto tra le economie più attrattive e competitive dell?area mediterranea (a pari merito con...
Secondo il Mediterranean Sustainable Development Index 2026, il Sud Italia sale al 2° posto tra le economie più attrattive e competitive dell’area mediterranea (a pari merito con la Spagna). E si conferma primo per dotazione di risorse; 5° per performance economica; 8° per dimensione sociale mentre per innovazione e cultura cede due posti, scendendo al 7° assoluto. Il Libro Bianco presentato ieri a Sorrento da The European House Ambrosetti, in occasione della quinta edizione di «Verso Sud», dimostra perché il Mezzogiorno era e rimane strategico per il futuro dell’area euromediterranea.
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È qui, si spiega, che la combinazione di fattori diversi ma tutti decisivi (la dotazione di risorse, la potenziale capacità produttiva e il ruolo sempre più rilevante nei flussi energetici e logistici) continua a produrre risultati sia pure in un contesto geopolitico ed economico a dir poco preoccupante. Progressi che non nascondono criticità e incognite (frena il numero di nuove imprese manifatturiere, anche se sale il numero complessivo degli occupati; i rischi della denatalità restano preoccupanti; gli addetti a ricerca e innovazione sono ancora troppo pochi; le rinnovabili da mettere in rete ancora insufficienti) ma certificano una ormai riconosciuta solidità del sistema economico meridionale.
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Il dinamismo di alcune filiere ad alto contenuto di innovazione – aerospazio, difesa, farmaceutico e digitale – affianca i settori più tradizionali, come agroalimentare e turismo. E, soprattutto, crescono gli investimenti: «Dal 2021, anno di avvio dell’iniziativa “Verso Sud”, il Gruppo di Lavoro TEHA ha mappato nel Sud Italia investimenti nuovi o incrementali con orizzonte al 2030 per oltre 373 miliardi di euro, in grado di attivare più di 1,4 milioni di occupati. Si tratta di risorse che confermano l’interesse verso il Sud e il suo ruolo sempre più centrale nelle traiettorie di sviluppo del Paese e del Mediterraneo» dice Valerio De Molli, ceo di Ambrosetti.
Le testimonianze
Eloquenti, in tal senso, le testimonianze che arrivano a Sorrento da Edison, Fs e Gruppo Leonardo in chiave Sud. «Il futuro ce lo giochiamo sulla competitività industriale, come Italia e come Europa – dice Lorenzo Mariani, appena nominato ad di Leonardo -. L’industria della difesa e della sicurezza è sempre più centrale: c’è però bisogno di un sistema unico europeo competitivo sul piano mondiale», che superi anche le frammentazioni attuali. Le scelte passano allora per «nuovi investimenti in tecnologia, crescita della capacità produttiva, nuovi equilibri nel rapporto con le pmi per le forniture (4mila solo in Italia), maggiori investimenti pubblici». Un percorso che coinvolge anche il Sud dove Leonardo è presente sul piano produttivo in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, con oltre 8.100 dipendenti, 11 siti industriali principali, più di 500 fornitori locali e un’occupazione di oltre 26.000 unità tra diretti, indiretti e indotto.
Sud per il Gruppo Fs vuol dire molto sul piano degli investimenti, tra Alta Velocità/Capacità e trasporto regionale. A quest’ultimo, racconta Maria Giaconia, direttrice operations regionale di Trenitalia (Gruppo Fs), «sono destinati al Sud 1,9 miliardi di euro per il rinnovo della flotta regionale, con treni di nuova generazione sempre più sostenibili, accessibili e confortevoli. A questo si affianca un importante piano industriale sugli impianti manutentivi: abbiamo attivato nel Mezzogiorno e nelle Isole cinque masterplan dedicati per un valore di 55,6 milioni di euro». Ma il Mezzogiorno è protagonista anche sul fronte delle competenze: «450 assunzioni nel triennio 2024-2026 nelle direzioni regionali del Mezzogiorno, e con progetti ad alto contenuto innovativo come il nuovo simulatore di condotta in realtà virtuale sviluppato a Catania, che rappresenta un investimento sul futuro della formazione ferroviaria e delle professionalità del settore» sottolinea Giaconia.
E poi gli investimenti in energia che, racconta Nicola Monti, ad di Edison, sono ormai da tempo una scelta obbligata. «Il Sud ospita già adesso il 66% degli impianti di pompaggio idroelettrico tecnicamente fattibili. E nel nostro piano ci sono 1,5 GW da installare tra Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia».
La svolta
Ma è la Zes unica la svolta destinata a incidere di più sui territori. «Verso Sud» le dedica una sessione con gli interventi di Cetti Lauteta, responsabile dello Scenario Sud di TEHA, e il Capo del Dipartimento Sud Giosy Romano. L’Osservatorio creato da Ambrosetti per monitorare i progressi della Zona economica speciale è in costante aggiornamento: ad esempio, con l’ingresso di Umbria e Marche il perimetro della Zes unica è passato da oltre 123mila km² a quasi 141mila km², di fatto la più grande Zes del Mediterraneo. Gli interventi del governo, che ha reso strutturale il credito d’imposta nel triennio, stanziato 2,3 miliardi nella legge di Bilancio 2026 e 300 milioni per i cantieri infrastrutturali, hanno garantito una spinta robusta, con le autorizzazioni uniche arrivate a circa 1300, per un totale di oltre 7,7 miliardi di euro investiti e ricadute occupazionali di oltre 22mila unità (che arrivano a 60mila calcolando anche indotto e indiretti). «Gli investimenti medi mensili nel 2026 risultano pari a 430,2 milioni in crescita del 54,4% rispetto all’anno precedente mentre le ricadute occupazionali medie mensili sono +64,5%».
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Insomma, difficile non concordare con De Molli quando sottolinea che «il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri globali ed è oggi uno degli snodi strategici di questa nuova fase. È ora essenziale consolidare questo percorso con continuità negli investimenti, nello sviluppo delle infrastrutture, nell’energia e nel capitale umano, per trasformare questo posizionamento in crescita stabile e duratura, e far fronte alle importanti sfide che lo scenario economico e geopolitico sta riservando al territorio».