Sicurezza alla guida, genitori in campo: «Stop indifferenza»
Sono passati quindici anni da quella notte drammatica in cui persero la vita tre ragazzi appena maggiorenni. Ma ancora una volta il dolore per la morte di Gianluca Del Torto, Gianmaria de Gregorio...
Sono passati quindici anni da quella notte drammatica in cui persero la vita tre ragazzi appena maggiorenni. Ma ancora una volta il dolore per la morte di Gianluca Del Torto, Gianmaria de Gregorio e Oliviero Russo si traduce in un impegno serio e concreto per la sicurezza stradale. Nel ricordo di quell’incidente, il 15 maggio del 2011, quando in via Petrarca la Mini One sulla quale viaggiavano finì contro la fragile ringhiera di ferro che faceva da parapetto volando nel vuoto per oltre 50 metri, l’associazione XV Maggio MMXI ha scelto di investire sui giovani, mettendo a disposizione degli studenti borse di studio e percorsi di guida sicura.
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I premi
La consegna dei riconoscimenti si è svolta nei giorni scorsi durante la manifestazione “Sii Saggio, Guida Sicuro”, una campagna incentrata sulla prevenzione rivolta in modo particolare agli alunni delle scuole superiori e agli studenti universitari della Campania. Una iniziativa nata con l’obiettivo di promuovere comportamenti responsabili alla guida, affrontando temi come alta velocità, alcol, droghe, uso del casco e - soprattutto - rispetto del codice della strada. A premiare i più meritevoli, Federica Spada e Carmine de Gregorio, genitori di due delle giovanissime vittime dell’incidente in via Petrarca e anime dell’associazione nata per trasformare una tragedia in un progetto di sensibilizzazione permanente. I ragazzi selezionati avranno la possibilità di partecipare ai corsi di guida sicura organizzati sulla pista del circuito internazionale del Volturno di Limatola, in provincia di Benevento.
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A distinguersi - come spiegano i promotori di una iniziativa dal grande valore sociale - sono stati gli studenti dell’Istituto tecnico superiore “Luigi Galvani” di Giugliano con il progetto “Se pensi, ci salviamo”, quelli dell’Istituto superiore “Vittorio Veneto” di Napoli con lo slogan “Strisce pedonali intelligenti”, e gli alunni del tecnico superiore “Galileo Ferraris”, anche loro di Napoli, con il progetto “Uso il casco”. Idee diverse ma unite dallo stesso obiettivo: promuovere comportamenti responsabili e aumentare la consapevolezza dei gravi rischi legati alla strada.
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L’impegno
Un lavoro intenso e impegnativo, quello dell’associazione nata all’indomani dell’incidente in via Petrarca. Dal 2011 a oggi ha infatti portato avanti una serie di incontri nelle scuole, campagne di prevenzione e iniziative dedicate esclusivamente ai ragazzi, nella convinzione che la sicurezza stradale debba partire soprattutto dall’educazione. Una necessità - aggiungono Federica Spada e Carmine de Gregorio - confermata anche dai dati più recenti: secondo l’Istat, in Campania, il più alto tasso di mortalità per incidenti stradali registrato nel 2024, riguarda proprio i giovani tra i 15 e i 29 anni.
«Basta così. Bisogna intervenire partendo dalle scuole che rappresentano una componente essenziale in questa nostra campagna: - sottolineano Federica Spada, mamma di Gianluca, e Carmine de Gregorio, papà di Gianmaria - i ragazzi devono essere educati e formati, non solo a guidare un’auto come si deve, ma a comprendere fino in fondo il valore della responsabilità che ci si assume quando ti metti al volante». Non solo. L’associazione sta inoltre lavorando a una proposta di revisione del sistema per il conseguimento della patente, con l’obiettivo di rendere la formazione più aderente alle condizioni reali della circolazione.
Le proposte
Tra le richieste avanzate: più ore obbligatorie di pratica, corsi di guida sicura in pista con simulazioni di emergenza, guida su fondo bagnato e manovre destinate a evitare gli ostacoli, e ancora: moduli dedicati ai sistemi di assistenza alla guida e alla gestione degli inevitabili imprevisti. «Serve un cambiamento culturale - spiegano ancora Federica Spada e Carmine de Gregorio -. I giovani devono imparare a conoscere davvero il mezzo che guidano e a gestire anche le situazioni più difficili. Solo così si può costruire una maggiore consapevolezza e provare a prevenire nuove tragedie». A distanza di quindici anni, quella notte in via Petrarca resta una ferita ancora aperta, ma anche il punto di partenza dal quale è nato un impegno inarrestabile. Un lavoro costante che prova a trasformare il ricordo in responsabilità concreta, con un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: la strada non ammette distrazioni né leggerezze, e ogni scelta al volante può fare la differenza tra la vita e la morte.