Movida a Napoli, rissa in largo Giusso: divieti ad horas tramite l?app
Il Mattino

Movida a Napoli, rissa in largo Giusso: divieti ad horas tramite l?app

Sabato 16 maggio 2026
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Una app per regolare la movida partenopea. Sull?uso della tecnologia sta lavorando la Commissione Legalità e Sicurezza di via Verdi, per sciogliere il rompicapo del by-night. Un rebus...

Una app per regolare la movida partenopea. Sull’uso della tecnologia sta lavorando la Commissione Legalità e Sicurezza di via Verdi, per sciogliere il rompicapo del by-night. Un rebus che tra sentenze, ordinanze restrittive, diritti, proteste e risarcimenti, sta andando in scena da mesi nel capoluogo partenopeo.

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Proprio ieri, in proposito, si è svolta l’udienza al Tribunale Civile riguardo ai risarcimenti richiesti dai residenti di Vico Quercia a causa dell’inquinamento acustico. Nelle stesse ore, alla Commissione in via Verdi, hanno avuto luogo le audizioni dei giovani, in presenza anche dell’assessora alle Attività Produttive Teresa Armato. Il 21 toccherà all’incontro dei consiglieri con i residenti. All'inizio della prossima settimana, invece, probabilmente il 19, in via Verdi sarà l'ora della riunione con le associazioni dei bar.

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 Ricordiamo che il quadro è delicato e complesso anche da un punto di vista giurisprudenziale, e che i giudici hanno condannato non le attività commerciali, ma Palazzo San Giacomo «in quanto proprietario del suolo da cui deriva l’inquinamento acustico». In sostanza, escludendo le nuove decisioni attese su Vico Quercia e Chiaia (i cui residenti hanno presentato ricorso il mese scorso), l’amministrazione deve già risarcire 1,2 milioni di soldi pubblici ai residenti di alcune aree del centro storico.

L’app 

L’idea dell’applicazione digitale al servizio della riduzione del rumore antropico verrà presentata in commissione nei prossimi incontri. Dopo varie fumate nere in tema di movida, la prossima discussione in consiglio – apprende Il Mattino – dovrebbe avvenire entro giugno, e dovrebbe essere propedeutica alla stesura di una delibera generale, che possa portare regole comuni su tutto il territorio cittadino. Tornando alla tecnologia, il sistema che verrà proposto si chiama «zonizzazione dinamica», e modula restrizioni e permessi in tempo reale, in funzione del rumore antropico e della folla.

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Sistemi simili, di pianificazione urbana digitale, vengono adottati anche a Barcellona, dove “NoiseCapture” monitora l’inquinamento acustico area per area. O nel Nord Europa, dove “Nightli” offre una mappa interattiva del by-night. L’idea, naturalmente, è collegare tali app non solo agli smartphone degli utenti, ma anche alle centrali operative delle forze dell’ordine, che in tal modo potrebbero ottimizzare gli interventi sul territorio urbano. Un modo per combattere la cronica penuria di risorse della Polizia Municipale di Napoli, che conta su per giù appena 1200 uomini.

Lo scenario 

Il puzzle è articolato e di difficile soluzione. I giusti diritti alla vivibilità dei residenti, da un lato. I diritti al lavoro di quelle imprese che rispettano le regole, e non sono responsabili di ciò che avviene sul suolo pubblico, dall’altro. Nel mezzo, il Comune condannato a spendere soldi pubblici in risarcimenti. Nei fatti, venerdì scorso, intorno alle 23 si è registrata una violenta rissa tra baby-gang di napoletani e nordafricani in Largo Giusso, una delle zone attualmente oggetto di restrizioni disposte da un’ordinanza comunale a fine aprile, per 4 mesi: il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande dalle 22.30 alle 6, più chiusura all’una da domenica a giovedì e alle 2 venerdì e sabato. Si giocano varie partite, insomma: in via Verdi, in strada e in Tribunale. Il giudice ieri si è riservato, in merito ai risarcimenti di Vico Quercia, e non si esclude una nuova ordinanza ad hoc su questa strada, ipotesi che il Comune tornerebbe a varare per non incorrere in nuovi risarcimenti.

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