Napoli, centauro killer condannato e libero: «Sentenza al palo: ora sconti la pena»
Il Mattino

Napoli, centauro killer condannato e libero: «Sentenza al palo: ora sconti la pena»

Sabato 16 maggio 2026
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Sostiene di essere stato picchiato, spiega di essersi limitato a difendersi dall?assalto di alcuni parenti invidiosi della sua bravura di pizzaiolo. Insiste su un punto: «Non ho...

Sostiene di essere stato picchiato, spiega di essersi limitato a difendersi dall’assalto di alcuni parenti invidiosi della sua bravura di pizzaiolo. Insiste su un punto: «Non ho organizzato una spedizione punitiva, come sembra emergere dalla visione di alcuni filmati, ma sono intervenuto per evitare che la mia compagna o mio fratello commettessero una scommessa, dopo aver subito aggressioni e intimidazioni». Eccolo Gianluca Sivo, quello che viene bollato come il centauro assassino di Elvira Zibra capace di scatenare una rappresaglia contro un ristorante rivale sul territorio. Un caso, il suo, che va decisamente al di là della contrapposizione in corso tra i litiganti in una sorta di rissa familiare e stracittadina. Motivo? Perché il presunto responsabile di una rissa immortalata dai video in questi giorni non doveva essere a piede libero.

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Anzi: doveva essere detenuto ai domiciliari, come disposto di recente da una sentenza in corte di appello. Sivo è infatti destinatario di un provvedimento cautelare di detenzione domiciliare. Da oltre un anno attende di scontare la pena diventata definitiva. Di recente è stato contattato da una caserma del comune di residenza, per conto del giudice di sorveglianza, ma i domiciliari non sono stati ancora scattati. Nulla di patologico, sembra di capire, alla luce degli alti numeri in materia di esecuzione delle condanne che appartengono agli uffici giudiziari napoletani. Proviamo a riannodare il nastro: Sivo viene condannato a quattro anni di reclusione in corte di appello a marzo del 2025; la sentenza diventa definitiva a giugno del 2025, anche sulla scorta della legge Cartabia che assicura comunque dei benefici a chi decide di non fare ricorso per cassazione.

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Sono gli stessi giudici della Corte di appello a stabilire che Sivo potrà scontare la pena in detenzione domiciliare. Tutto chiaro? Resta il fatto che dopo 14 mesi, l’ormai ex imputato resta a piede libero. Eppure lo scorso due marzo la Corte di appello di Napoli aveva trasmesso in Procura la sentenza per la messa in esecuzione. Giustizia lenta e beffarda. Sarebbe bastata la notifica del provvedimento esecutivo per evitare che si tornasse a parlare di lui. Sarebbe bastato che la condanna diventasse esecutiva per impedire un’aggressione a carico dello stesso Sivo (come denunciato di recente alle forze dell’ordine) e la possibile reazione messa a segno subito dopo e immortalata all’interno di un video poi finito nei social (postato dal parlamentare Avs Francesco Borrelli).

La svolta 

Ma restiamo alle date: lo scorso 18 aprile, Sivo è stato contattato dalle forze dell’ordine che gli hanno notificato il provvedimento, senza però far scattare i domiciliari. Gli è stato concesso di lavorare nella pizzeria in cui è stato assunto e con il cui stipendio punterà a riparare il danno arrecato alla famiglia della donna investita. Non ha ancora trascorso un solo giorno di detenzione domiciliare, bisogna capire cosa accadrà ora all’indomani del coinvolgimento in questa rissa.

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Difeso dal penalista Raffale D’Alise, Sivo chiede a Il Mattino di precisare la storia che lo vede invischiato nella zuffa di Frattamaggiore: «Non ho capitanato un commando, né una spedizione punitiva. La mia compagna voleva replicare all’aggressione che ho subito da un parente che è invidioso per il nostro successo come imprenditori nel campo della ristorazione. Ho cercato di impedire il peggio, resta il fatto che sono stato aggredito». Nel video si nota la donna armeggiare una bomboletta spray e un accendino con fare minaccioso. Si sente un audio carico di volgarità e insulti destinato a finire al centro del braccio di ferro tra due cittadini a Frattamaggiore. Ma a voler andare oltre il caso di specie, resta una domanda: come mai Sivo non è ai domiciliari? Come mai chi ha ucciso Elvira non ha iniziato a scontare la sua pena?

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