Policlinico a Napoli, la svolta di Fico: «Si lavora al pronto soccorso e al nuovo piano ospedaliero»
Il Mattino

Policlinico a Napoli, la svolta di Fico: «Si lavora al pronto soccorso e al nuovo piano ospedaliero»

Sabato 16 maggio 2026
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«Stiamo lavorando in maniera decisa per la realizzazione del pronto soccorso del Policlinico». È l?annuncio di Roberto Fico. Il governatore in questi mesi si è...

«Stiamo lavorando in maniera decisa per la realizzazione del pronto soccorso del Policlinico». È l’annuncio di Roberto Fico. Il governatore in questi mesi si è fatto notare per non avere l’attitudine all’ “annuncite”: preferisce parlare soltanto dei progetti realmente in campo, se possibile di quello che è già stato fatto. E anche stavolta non si smentisce, perché quando gli si chiede dei tempi, ribadisce: «Sapete che io i tempi non li dico mai. Ma ci stiamo lavorando». D’altronde è necessario evitare scivoloni su una vicenda, quella dei policlinici universitari, che si trascina da anni.

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Parlando con i giornalisti in occasione della cerimonia per il giuramento dei nuovi medici, è lo stesso Fico a ricordarlo: «Napoli è l’unica città in cui i policlinici universitari non hanno un pronto soccorso ad accesso diretto, nonostante ci siano da anni le convenzioni firmate con la rete di emergenza urgenza. Ora stiamo lavorando per la realizzazione del pronto soccorso».

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Un progetto che non è isolato. Perché il presidente della Regione, come aveva già fatto nel corso della sua prima uscita pubblica da governatore per un evento al Cardarelli, sta predisponendo un nuovo piano ospedaliero che tenga conto anche delle Case di comunità e degli ospedali di Comunità, presidi territoriali che sono il fulcro della visione di politica sanitaria proposta da Fico,

Il piano ospedaliero 

L’occasione del Giuramento d’Ippocrate è utile per Fico anche per rivendicare quanto già portato a casa, a partire dall’uscita dal piano di rientro: «Adesso possiamo programmare normalmente e fare degli investimenti anche sulle assunzioni avendo aumentato il tetto di spesa per le aziende sanitarie», spiega. In effetti sono già stati messi in campo 62 milioni di euro in più per le assunzioni nelle Asl e altri 98 per il rafforzamento della rete territoriale e in particolare di Case e ospedali di comunità.

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Elementi che non sono contenuti nell’attuale piano ospedaliero. «È assolutamente vecchio, non al passo con i tempi. Lo stiamo riscrivendo». Il metodo? Quello della partecipazione: «Chiederemo l’aiuto di tutti». Ma c’è anche un avvertimento: «Nessun potere costituito della sanità pubblica dovrà tirare per la giacchetta». La logica è sempre la stessa, su cui Fico insiste: «La politica deve essere fuori dalla sanità. La politica - spiega - ha il dovere di programmazione, di vigilare, di controllare, di finanziare, di creare le condizioni generali affinché valga il merito». Quanto al merito dei progetti, Fico rilancia i suoi obiettivi: «Puntiamo sul rafforzamento della medicina territoriale di prossimità e stiamo lavorando moltissimo anche sull’implementazione della telemedicina e sull’attenzione per le aree interne».

L'intervento

La priorità alla medicina territoriale, d’altronde, è una necessità. Condivisa anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci che è intervenuto ieri telefonicamente a Capri talks, il format ideato da Spin Factor iniziato ieri alla Certosa di San Giacomo. «Abbiamo la necessità di riformare profondamente la medicina territoriale. Per questo ci sono i fondi del Pnrr che sono stati utilizzati in particolare per la costruzione delle nuove strutture per le medicine territoriali. L'obiettivo è di avere un sistema sanitario più moderno, più alla portata dei cittadini, con meno soccorsi ingolfati, con più responsabilità per tutti gli operatori». Il ministro sottolinea ancora come ci siano ancore troppe differenze tra le Regioni: «L'accesso alle cure non può dipendere dal cap di residenza», spiega.

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