Napoli, Antonio Conte in panchina anche il prossimo anno? Il sì con De Laurentiis è vicino
Il Mattino

Napoli, Antonio Conte in panchina anche il prossimo anno? Il sì con De Laurentiis è vicino

Sabato 16 maggio 2026
5 visualizzazioni

Gli esami, diceva Eduardo, non finiscono mai. E allora Conte non deve sentirsi offeso se De Laurentiis ha qualche perplessità sulla gestione dell?ultimo anno. Magari l?ego di...

Gli esami, diceva Eduardo, non finiscono mai. E allora Conte non deve sentirsi offeso se De Laurentiis ha qualche perplessità sulla gestione dell’ultimo anno. Magari l’ego di Antonio farà fatica ad accettarlo, ma il presidente ha avuto qualche dubbio che si è dovuto togliersi da dosso. E per questo che il patron va di fretta e nelle ultime ore tra Conte e De Laurentiis ci sono stati i primi contatti, le prime telefonate, i primi chiarimenti sulla stagione alle spalle e su quello che succederà. Sì, siamo vicini all’intesa sul Conte-ter. Anche se manca ancora la fumata bianca, il colloquio finale, il conclave.

APPROFONDIMENTI Rrahmani: «Napoli ora è casa mia. La sfida al Pisa? match point da sfruttare»Olivera: «Mie parole estrapolate. Non ho mai mancato di rispetto a Napoli e ai napoletani»Napoli, Romelu Lukaku convocato dal Belgio. Il ct Rudi Garcia: «Non sono sicuro che sarà al 100%, ma lo volevo assolutamente»

Lui, il numero uno del club azzurro, è un po’ amareggiato per la classifica e per il fatto che Pisa sia diventato un crocevia. Ha avuto qualche perplessità sull’andamento del campionato, ma pure bisogna mettersi nei suoi panni, prima o poi. Insomma, i primi contatti ci sono stati e sono stati franchi e illuminanti. De Laurentiis, in ogni caso, aspetta Conte per il vertice conclusivo appena arriverà la qualificazione in Champions: in quella sede gli spiegherà ancora che i piccoli passi indietro che deve fare (in termini di monte ingaggio e di contenimento dei costi nel prossimo mercato) non sono un capriccio, ma una cosa necessaria per garantire la sopravvivenza della società. Ecco, Conte è molto più aziendalista di quello che sembra. E lo ha fatto capire: Napoli lo ha cambiato e lui ha tutta la voglia di varare il Conte-ter. Anche perché né De Laurentiis ha mai pensato di licenziarlo, né Conte ha mai pensato a dimettersi: il patron ha tra le mani il tecnico che in serie A è una garanzia di rendimento come i buoni del tesoro. Male che va, arriva secondo. Succede dal 2012. Perché mai dovrebbe Conte andar via a meno che non sia lui, il tecnico, a decidere di farlo, rinunciando (dettaglio non di poco conto) allo stipendio da 8 milioni? Infatti non lo farà. O almeno i segnali sono questi.

I piani B

Per prima cosa, Conte non ha mai trattato in questi giorni né con la Nazionale né con altri club come il Milan o la Roma. Zero totale. E Conte la sua risposta a De Laurentiis sul fatto se vuole restare o no gliela ha già data: perché dopo l’appello americano del patron della Filmauro («Se deve andar via me lo dica adesso»), è calato il silenzio. Almeno quello pubblico. De Laurentiis è rimasto seccato dalla sconfitta con il Bologna ma ha preso atto che Conte non vuole andar via.

A meno che nel colloquio non percepisca un clima gelido nei suoi confronti, il tecnico non romperà. E viceversa. In queste settimane ha pensato solo a come tagliare il traguardo della Champions. E quello del secondo posto. E lo stesso De Laurentiis ha un suo piano B, ma che è come l’uscita di emergenza dell’aereo, ovvero da usare solo in caso di schianto. E in questa stagione, è rimasto stregato da Maurizio Sarri, e questo ormai sembra il segreto di Pulcinella, il solito Vincenzo Italiano ma anche da Raffaele Palladino. Apprezzamenti, ma la prima (e al momento unica) scelta resta Antonio Conte. Soprattutto se l’allenatore leccese si calerà nel “nuovo inizio” che De Laurentiis e l’ad Chiavelli stanno elaborando. Con la gara domani a mezzogiorno, l’appuntamento per il futuro potrebbe essere già lunedì mattina. 

La verità

Tutta la verità sotto la Torre di Pisa. Che è un po’ il simbolo di una squadra come quella del Napoli che ha dato la sensazione di pendere sempre ma di non cadere mai. Domani, in questo assurdo orario che ha mandato su tutte le furie anche Conte, il Napoli non avrà in ogni caso alibi. Né Conte li concederà: per prima cosa Pisa diventa una gara simbolo, perché a parte Lukaku che ormai ha nella testa solo il Belgio, tutta la rosa degli azzurri sarà convocata. Tutta. Sembra incredibile dopo l’assurda serie infernale di accidenti capitata agli azzurri ma oggi pomeriggio partirà anche Neres. Ha saltato 21 partite, ha giocato solo la gara con la Lazio poi ha avuto una ricaduta: totale 118 giorni che non mette piede in campo. Ora torna, almeno in panchina.

Rrahmani: «Napoli ora è casa mia. La sfida al Pisa? match point da sfruttare»

E sicuro tra i titolari ci sarà De Bruyne: l’incidente che lo ha mandato al tappeto con il Bologna è alle spalle. Con il Pisa sarà titolare. E attenzione alla sorpresa: perché sottopunta, con il belga al suo fianco, potrebbe tornare in campo dall’inizio Vergara. Un terzetto offensivo piuttosto inedito, con Alisson che potrebbe iniziare come riserva. Due gare consecutive, il Napoli di Conte, non le fallisce mai. Mai. Rrahmani a Crc dà la carica: «La partita contro il Pisa è molto importante, sappiamo che servono 3 punti per conquistare la Champions League».

Condividi questo articolo