Garlasco, Sempio si difende: «Non avevo alcun interesse per Chiara. Intercettazioni? Dicevo un'altra cosa»»
Il Mattino

Garlasco, Sempio si difende: «Non avevo alcun interesse per Chiara. Intercettazioni? Dicevo un'altra cosa»»

Sabato 16 maggio 2026
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«Io non ho mai visto i video di Chiara, non c'è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c'è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine...

«Io non ho mai visto i video di Chiara, non c'è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c'è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene». Andrea Sempio, per la prima volta da quando sono state chiuse le indagini per omicidio nei suoi confronti, replica alle accuse che gli muove la Procura di Pavia nell'intervista esclusiva andata in onda ieri sera a "Quarto Grado" su Retequattro. «Non sono io, cioè non ho commesso l'omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. La mia posizione è sempre quella degli inizi. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla - aggiunge il 38enne - Francamente sono talmente saturo da questa storia che ho pensato: "Meno male che finalmente possiamo vedere cosa c'è sotto"».

APPROFONDIMENTI

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Riguardo quella che gli inquirenti hanno definito una «difesa d'ufficio» da parte del suo amico Marco Poggi, Sempio osserva: «Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c'è stato. Capisco l'odio che ci può essere contro di me, essendo la persona indagata, ma verso la famiglia Poggi o verso Marco stesso, a me è sembrato proprio il punto più viscido e basso della vicenda».

Sempio ai microfoni di "Quarto grado" si definisce «come un pugile che prende sessanta pugni: dal ventesimo in poi li incassa e fine». Sui soliloqui in macchina, precisa: «audio che, se ascoltati meglio, in realtà dimostrano che dicevo un'altra cosa». «Per ora non posso dire di essere una vittima, perché se ci sono dei sospetti, è giusto che la legge faccia il suo lavoro, è giusto che ci sia l'indagine. Non sono contento di questa situazione, ma non posso neanche dire "magistrati cattivi" che se la prendono con me».

Riguardo gli sfoghi sui forum online e sui suoi diari, in cui l'indagato parlava di stupri, aggressioni predatorie e cercava su internet il "test del serial killer", Sempio risponde nel programma su Retequattro: «Lo so che gli ho dato una mano a sembrare un tipo strano, già quando erano uscite delle intercettazioni nelle precedenti indagini. Ovviamente sono intercettazioni fatte nel momento in cui ero indagato. Facile indovinare che cosa avessi in testa in quel momento. Ovviamente i pensieri girano attorno a quell'argomento, come da un anno e mezzo. È un anno e mezzo che dico che io mi sveglio e penso solo a questa storia».

Intanto scoppia la polemica sulle parole pronunciate a "Porta a Porta" dalla giornalista Concita Borrelli, che, nel blocco relativo al delitto di Garlasco, ha detto: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c'è lo stupro». «Parole inaccettabili, che banalizzano il tema della violenza sessuale», hanno precisato i componenti democratici della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. La redazione del programma condotto da Bruno Vespa si è detta «rammaricata per quanto accaduto».

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