?Marcia per la legalità a Napoli, mille persone per dire stop alla violenza. Battaglia: «Non possiamo tacere»
Il Mattino

?Marcia per la legalità a Napoli, mille persone per dire stop alla violenza. Battaglia: «Non possiamo tacere»

Sabato 16 maggio 2026
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Un migliaio di persone in piazza, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza oggi per urlare «Liberiamo Napoli dalle violenze» come recita lo striscione alla testa del corteo. Gli...

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Un migliaio di persone in piazza, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza oggi per urlare «Liberiamo Napoli dalle violenze» come recita lo striscione alla testa del corteo. Gli episodi di violenza in questi giorni in città hanno portato a una manifestazione nata dal basso per chiedere più attenzione alle fasce più deboli della città. L’appello a scendere in piazza è stato lanciato da Libera e dalla Chiesa di Napoli.

Il corteo, partito da piazza Garibaldi, raggiungerà il Duomo (e non piazza Dante come previsto inizialmente) dove interverrà anche il cardinale Domenico Battaglia, primo firmatario dell’appello contro la violenza che ha rilanciato il suo «patto educativo» con istituzioni e associazioni. In marcia anche bambini, studenti e tanti rappresentanti delle associazioni del terzo settore.

Le istituzioni hanno risposto all’appello: in marcia con la fascia tricolore il vicesindaco Laura Lieto e l’assessore regionale al Welfare Andrea Morniroli. Anche i sindacati sono in piazza con i segretari regionali della Cgil Nicola Ricci e della Uil Giovanni Sgambati, così come esponenti del Pd guidati dal segretario metropolitano Francesco Dinacci.

«La città c'è. Soprattutto ci sono i giovani che sono il presente di questa città. E questo non è dobbiamo mai dimenticarlo perché ci sono tante forze positive. E i ragazzi sono davvero segno di un sano protagonismo». Sono le prime parole di Don Mimmo Battaglia che all’altezza dell’incrocio di via Duomo con il Corso Umberto si è unito alla marcia.

«Davanti a certe cose - dice rispondendo a una domanda sui suoi tanti interventi contro la violenza - io non posso tacere noi non possiamo tacere.

Poi tutto chiaramente dipende dalla capacità di dare continuità a queste parole che noi diciamo per renderle davvero credibili. Per me la cosa importante è esserci e farmi carico delle situazioni di disagio che vive questo territorio e trasformare questo disagio in opportunità. Io credo che questo sia davvero possibile. Non dobbiamo mai dimenticarci - chiosa Battaglia - è che se un ragazzo cade è tutta la città che è responsabile. Ed è tutta la città che deve inchinarsi e rialzarlo perché Napoli non ha bisogno di eroi solitari ma soprattutto bisogno di alleanze educative ed è per questo che noi siamo qui».

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