La morte di Domenico Caliendo, l'avvocato della famiglia: «Ospedale Monaldi senza medico legale? Dg si dimetta»
Il Mattino

La morte di Domenico Caliendo, l'avvocato della famiglia: «Ospedale Monaldi senza medico legale? Dg si dimetta»

Sabato 16 maggio 2026
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«Se entro lunedì non avranno trovato un altro medico legale o 'ritrovato il dottore Maiorino' dovrò dinuovo chiedere a Fico con forza e magari stavolta di persona, le...

«Se entro lunedì non avranno trovato un altro medico legale o 'ritrovato il dottore Maiorino' dovrò dinuovo chiedere a Fico con forza e magari stavolta di persona, le dimissione della dottoressa Anna Iervolino, direttore generale dell'Azienda dei Colli di Napoli».

È quanto fa sapere l'avvocato Francesco Petruzzi, da alcune settimane impegnato in una trattativa con l'ospedale Monaldi di Napoli dove, lo scorso 21 febbraio è deceduto il piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto a seguito di un trapianto di cuore fallito.

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«Siamo ormai all' inverosimile: il Monaldi dopo avere, nei primi due incontri, paventato dapprima un'indisponibilità della cartella clinica di Domenico, la loro cartella clinica, non sottoposta a sequestro, e prospettato una inesistente corresponsabilità di Bolzano, adesso sostengono di non avere un medico legale strutturato. A questo punto viene da chiedersi che fine abbia fatto il medico che ha preso parte ai due incontri finora sostenuti, il dottore Cosimo Maiorino, impegnato a prepare la relazione per l'Azienda dei Colli, che figura nei verbali come medico legale dell'azienda ospedaliera».

«L'altro medico legale, il dottore Maiellaro, - fa sapere l'avvocato Petruzzi - si è dimesso: emerse, infatti, che difendeva uno degli indagati nel procedimento penale a carico dei sette sanitari». «Viene da chiedersi se tutto questo sia collegato al fatto che i legali degli indagati hanno intimato e diffidato il Monaldi dal raggiungere qualsiasi tipo di accordo risarcitorio, se la famiglia non riununcia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale», conclude Petruzzi. 

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