Camorra, arrestato in Spagna Pietro Izzo: era il reggente del clan Licciardi
Game over per il boss di Secondigliano. Pietro Izzo, alias ?Pierino il pompiere?, considerato dagli inquirenti antimafia il reggente del clan Licciardi è stato catturato in...
Game over per il boss di Secondigliano. Pietro Izzo, alias “Pierino il pompiere”, considerato dagli inquirenti antimafia il reggente del clan Licciardi è stato catturato in Spagna, nella città di Alicante. La retata è scattata alle prime luci di ieri e ha visto entrare in azione i poliziotti della Squadra mobile di Napoli, ma anche lo Sco e lo Scip, supportati dalla policia nacional.
Il sessantenne Izzo era ricercato dalla fine di giugno scorso, quando è riuscito a sottrarsi all’esecuzione di un decreto di fermo per una tentata estorsione a un cantiere edile. In quel caso le indagini erano state condotte dai poliziotti della sezione investigativa del commissariato Secondigliano e avevano portato all’arresto di Luca Gelsomino e Giovanni Napoli, che nel frattempo sono stati anche condannati a cinque anni in primo grado.
«Lo sai che sei proprio scostumato? Ma come, vieni a fare lavori nel Gescal” e non ti sei nemmeno venuto a presentare? Lo sai che è buona educazione chiedere il permesso?». Così si sarebbe rivolto Pietro Izzo, presunto esponente di spicco del clan Licciardi, a un imprenditore edile che stava svolgendo con la sua ditta lavori di ristrutturazione edile nel rione Gescal e nella Masseria Cardone.
Una minaccia culminata successivamente nella richiesta di 5.000 euro di “pizzo” da saldare in due rate, avanzata in maniera più chiara da Luca Gelsomino e Giovanni Napoli. Il massimo della massima pressione sulla vittima si è avuta tra l’8 e il 10 giugno, quando Napoli si presentò nell’ufficio dell’imprenditore minacciandolo esplicitamente. «Pierino ha detto che questa cosa me la devo vedere io. Hai aperto due cantieri e stai intascando 40mila e 70mila euro e da noi non sei proprio venuto. Ci devi fare un regalo perché io da poco sono uscito di galera e stiamo senza soldi. Ci devi dare 5.000 euro». Con la retata scattata ieri in Spagna il cerchio delle indagini è adesso chiuso. Decapitato il vertice di uno dei clan più temibili di Napoli.