Garlasco, intervista a Giada Bocellari: l?avvocato storico di Alberto Stasi
Il Mattino

Garlasco, intervista a Giada Bocellari: l?avvocato storico di Alberto Stasi

Sabato 16 maggio 2026
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La penalista Giada Bocellari è l?avvocato storico di Alberto Stasi. Lo ha seguito dai primi interrogatori dopo il ritrovamento del cadavere della fidanzata Chiara Poggi e continua a...

La penalista Giada Bocellari è l’avvocato storico di Alberto Stasi. Lo ha seguito dai primi interrogatori dopo il ritrovamento del cadavere della fidanzata Chiara Poggi e continua a rappresentarlo anche ora che per lui si prospetta la possibilità di una revisione della sentenza di condanna per l’omicidio di Garlasco.

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Come sta Alberto Stasi?
«Siamo tutti molto concentrati a leggere gli atti di indagine, una lettura non superficiale ma attenta per predisporre la richiesta di revisione, un atto complesso che deve essere ben calibrato rispetto alla sentenza di condanna. Anche lui, Alberto, è concentrato su questo. Appena avuta la notizia sicuramente ha vissuto dei momenti di serenità  perché il quadro è molto solido  e ci sono elementi di prova molto importanti»
Il caso Garlasco farà scuola?
«Credo sia un caso unico. Non è mai accaduto che per un condannato, in carcere per scontare una pena per un omicidio, si riaprano le indagini. per giunta a carico di un’altra persona. Sicuramente è un unicum che probabilmente farò scuola ma è anche un bell’esempio di giustizia, voglio sottolineare un messaggio positivo: lo Stato che verifica se stesso in presenza di elementi nuovi da approfondire».
L’opinione pubblica, che è al di fuori delle dinamiche giuridiche, è perplessa che, nel dubbio di un altro colpevole, ci sia ancora una persona in carcere...
«È quello che prevede il nostro ordinamento, a differenza di altri... È necessario promuovere una richiesta di revisione e, contestualmente, richiedere una sospensione dell’esecuzione della pena»
Richiederete la sospensione?
«Dipende dalle condizioni del nostro assistito. Dopo un lungo calvario giudiziario e tanti anni di carcere, tornare a casa significa cambiare vita con il rischio che, se la revisione non viene accolta, dovrà far rientro in carcere e riprendere a scontare la pena»
Nel caso di Stasi non è valso il concetto giuridico dell’oltre ogni ragionevole dubbio, soprattutto dopo due assoluzioni... 
«Anche il ministro della Giustizia ha affrontato questo tema. Da un punto di vista giuridico è percezione comune che se anche un solo giudice ha avuto un dubbio, questo dovrebbe essere tenuto in considerazione. C’è poi un doppio controllo attraverso l'Appello, nel caso di Stasi anche in questo caso è stato assolto. In altri ordinamenti sarebbe bastato questo, nel nostro c’è la Cassazione e i giudici hanno deciso per la colpevolezza nonostante la richiesta di assoluzione del pg. In Italia si è cercato di introdurre una modifica dell’ordinamento  ma è stata dichiarata incostituzionale» 
Se il delitto Poggi fosse avvenuto ai nostri giorni, si sarebbe scritta una storia diversa?
«Credo assolutamente di si, anche al di la delle tecniche investigative innovative per la presenza, oggi, di una indagine fatta senza errori. L’indagine del 2007, al netto delle metodologie di accesso alla scena del crimine, è stata caratterizzata da molteplici errori, non dolosi, ma gli errori ci sono stati e sono stati parecchi. Probabilmente il caso si sarebbe risolto in dieci giorni».
In un prossimo futuro, laddove il quadro indiziario della procura fosse confermato, qualcuno potrebbe pagare per gli errori?
«Credo proprio di sì, sono valutazioni che faremo non appena ci saranno evoluzioni giudiziarie a noi favorevoli».

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