Acqua, energia e salute: il Piano Mattei accelera, già in campo 80 progetti
Acqua, salute, energia e tanto altro. Italia e Africa si aiutano a vicenda e il Piano Mattei è entrato nella seconda fase, quella più importante dell?attuazione. Costruita...
Acqua, salute, energia e tanto altro. Italia e Africa si aiutano a vicenda e il Piano Mattei è entrato nella seconda fase, quella più importante dell’attuazione. Costruita l’architettura, ora i benefici reali stanno cominciando ad arrivare e l’eco è rimbalzata forte a Sorrento durante il Forum “Verso Sud”, organizzato da The European House Ambrosetti.
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Due anni e mezzo di lavoro intenso hanno consentito al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di avallare l’ingresso del diciottesimo Paese nella collaborazione allargata dell’Italia con l’Africa. Un crescendo questa collaborazione, illustrata da Valerio De Molli, ceo di Teha Group Ambrosetti, e l’ambasciatore Lorenzo Ortona, vicario della struttura di missione del Piano Mattei.
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Il gruppo
«Siamo passati - ha detto Ortona - dai 9 Paesi del 2024, ai 14 del 2025, ai 18 del 2026 e messo in campo più di 80 progetti operativi in settori fondamentali come quelli che riguardano acqua, salute, formazione, energia e così via».
La dotazione finanziaria di questi interventi arriva a 5,5 miliardi di euro. De Molli è entrato nel dettaglio sottolineando la «visione chiara» che riguarda sei settori: istruzione e formazione, agricoltura, salute, energia, acqua, infrastrutture fisiche e digitali. In questo ambito, come dicevamo, sono 18 i Paesi coinvolti: nove iniziali (Algeria, Egitto, Tunisia, Marocco, Kenya, Etiopia, Mozambico, Repubblica del Congo e Costa d’Avorio), più i 5 coinvolti nel 2025 (Angola, Ghana, Mauritania, Tanzania, Senegal). A questi sono anche aggiunti Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia. I successi con cui si procede poggiano su due elementi ben definiti: la leadership in capo alla Presidenza del Consiglio all'interno di un’ampia e strutturata Cabina di Regia, e l’Internazionalizzazione del progetto grazie al coinvolgimento di nuovi attori e decisori come Unione Europea, G7, Banca Mondiale e così via.
I finanziamenti
Dalle domande del direttore del Mattino, Vincenzo Di Vincenzo, sono emersi anche altri punti molto interessanti: il Piano Mattei non opera come un fondo unico né eroga risorse direttamente, ma mobilizza capitali attraverso tre livelli complementari che sono i fondi pubblici italiani, i co-finanziamenti multilaterali e gli investimenti privati. I fondi pubblici italiani assommano, come dicevamo, a 5,5 miliardi di euro (3 dal fondo italiano per il clima) e 2,5 miliardi dalla Cooperazione allo Sviluppo. Poi ci sono 260 milioni come sostegno multilaterale. E qui va sottolineato che l’African Developmenti Bank amplifica le risorse italiane con un meccanismo di effetto leva 1:1 garantito. In pratica, contribuisce con risorse proprie pari a quelle investite dall’Italia. Infine, 4,1 miliardi di investimenti sono privati: Cdp, Sace, Simest e Terra, infatti, mobilitano capitali privati italiani e internazionali attraverso garanzie, co-investimenti e finanziamenti agevolati. «La piattaforma Verso Sud - ha sottolineato De Molli - intende promuovere la diffusione, presso le imprese, del metodo Piano Mattei, che può orientare gli investimenti privati e pubblici, raccogliendo da imprese e istituzioni, progetti che siano immediatamente cantierabili».
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La piattaforma
Per questo motivo, nell’ambito della piattaforma Verso Sud, Teha Group ha lanciato una piattaforma internazionale, a supporto del Piano Mattei, «volta a incoraggiare l’aumento degli investimenti privati nei Paesi africani e a generare un impatto positivo in settori strategici». E a tale proposito c’è da dire che il primo Investment Summit si svolgerà in Costa d’Avorio il prossimo 15 ottobre. Il contributo delle imprese al Piano Mattei si realizza attraverso la selezione e l’analisi delle progettualità esistenti, la messa a disposizione di risorse e competenze, l’identificazione di nuove opportunità di investimento e un’interlocuzione strutturata con la Struttura di Missione per renderle cantierabili.
Manforte su questi temi è arrivata anche dal vice presidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, intervenuto in video. Guardando alla prossima programmazione europea, Fitto ha ricordato che l’attuale bilancio Ue è composto da 14 fondi e oltre 540 programmi di intervento, mentre il bilancio 2028-2034 sarà articolato in quattro grandi fondi, con l’obiettivo di rendere l’azione europea più efficace e coordinata. E a conferma dell’interesse europeo verso il Piano Mattei, Fitto ha ribadito che tra questi quattro fondi, «particolare rilievo avrà il fondo Global Europe, destinato a rafforzare gli scambi commerciali e il protagonismo internazionale dell’Unione Europea. In questo contesto, la collaborazione tra Global Gateway e Piano Mattei potrà rafforzare la presenza europea nel Mediterraneo». Fitto ha anche definito la modernizzazione della politica di coesione un primo passo fondamentale, evidenziando come il futuro bilancio europeo 2028-2034 dovrà fondarsi su due principi chiave: semplificazione e flessibilità. «La semplificazione - ha sottolineato - è centrale per garantire l’efficacia delle politiche europee, mentre la flessibilità implica la capacità di adattare gli strumenti esistenti alle esigenze attuali». Il vicepresidente ha inoltre evidenziato l’impatto positivo degli strumenti attivati nel Mezzogiorno, in particolare Pnrr e Zes Unica, che hanno contribuito alla crescita economica grazie a una migliore governance, a una riorganizzazione amministrativa e a una maggiore capacità di spesa. «La Zes Unica, ha aggiunto, rappresenta uno strumento strategico per comparti fondamentali come il turismo ed è il risultato di una stretta collaborazione tra Governo italiano e istituzioni europee».