Il pressing del cardinale: «Ora alleanze educative non servono eroi solitari»
Il Mattino

Il pressing del cardinale: «Ora alleanze educative non servono eroi solitari»

Domenica 17 maggio 2026
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«Se un ragazzo cade, tutta la città ne è responsabile. Ed è tutta la città che deve inchinarsi e rialzarlo». «Napoli non ha bisogno di eroi solitari...

«Se un ragazzo cade, tutta la città ne è responsabile. Ed è tutta la città che deve inchinarsi e rialzarlo». «Napoli non ha bisogno di eroi solitari ma soprattutto bisogno di alleanze educative ed è per questo che noi siamo qui». Un lungo applauso sottolinea il passaggio più importante del breve, ma assai significativo, intervento del cardinale Mimmo Battaglia che sul sagrato del Duomo. È lì che, mentre il vento inizia ad alzarsi forte in una giornata non certo fortunata per le condizioni meteo, si è conclusa la marcia contro l’illegalità organizzata dal Libera e dalla Chiesa di Napoli. L’arcivescovo di Napoli è stato il primo firmatario dell’appello per chiedere un impegno maggiore nel contrasto alla povertà educativa. La sfida principale che Don Mimmo ha lanciato sin dal suo mandato.

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La marcia 

Il cardinale intercetta la marcia all’inizio di via Duomo, percorrendo alla testa del corteo e accanto ai giovani, l’ultimo tratto di strada che porta alla Cattedrale. «La città c’è - dice ai cronisti appena arrivato - Soprattutto ci sono i giovani che sono il presente di Napoli. Ci sono tante forze positive che vanno sostenute e i ragazzi sono il segno di questo sano protagonismo». La marcia è nata anche dall’urgenza dettata dai casi di violenza che nelle ultime settimane hanno segnato la cronaca cittadina. «Davanti a certi episodi io non posso tacere. Noi non possiamo tacere», spiega l’arcivescovo. Che aggiunge: «Poi bisogna dare continuità a queste parole per renderle davvero credibili. È necessario farsi carico delle situazioni di disagio che vive questo territorio e trasformarlo in opportunità. Io credo che sia davvero possibile».

La rete 

Lo strumento? È ancora quel patto educativo che Don Mimmo per primo ha lanciato come priorità per il futuro della città. «È la forma concreta - aveva spiegato il cardinale già alla vigilia dell’appuntamento di ieri - della speranza per Napoli. Una rete viva che tiene insieme istituzioni, Chiesa e società civile, e che non può permettersi di spezzarsi». Battaglia rilancia il potente messaggio di Papa Leone: «Non si spezzi questa rete che vi unisce, non si spenga questa luce che avete iniziato ad accendere nel buio. Continuate a portare avanti questo Patto, radunate le forze, lavorate insieme, camminate uniti per sollevare la città e restituire a Napoli la sua chiamata ad essere capitale di umanità e di speranza». Per il cardinale si tratta di «un appello che diventa responsabilità storica. Perché Napoli si salva solo restando insieme, e nessun futuro nasce senza un “noi” che resiste, educa e ricostruisce». «La camorra - aveva scritto il cardinale nel messaggio con cui annunciava l’adesione adesione alla manifestazione di ieri - si nutre della povertà educativa e del vuoto di futuro. Per questo si combatte prima di tutto nei luoghi della crescita, nei legami spezzati, nelle solitudini che feriscono i nostri ragazzi. Ogni giovane sottratto alla strada è una vittoria di civiltà. Ogni vita salvata è un argine al male». D’altronde già nei giorni scorsi, Battaglia aveva rinnovato l’appello: «È il momento di sporcarsi le mani. Nessuno può voltarsi dall’altra parte. Non possiamo essere rassegnati, è il momento di lottare. Perché cambiare è possibile. dobbiamo costruire quella rete a cui anche Papa Leone ci ha richiamato. Solo così saremo capaci di restituire un futuro a Napoli»

Il patto educativo 

Bene fare un passo indietro e ricordare cos’è il patto educativo: si tratta del percorso lanciato nel 2021 dall’arcivescovo per promuovere sinergie attraverso il dialogo e la collaborazione con le istituzioni civili, le scuole, le associazioni, i movimenti e tutte quelle organizzazioni coinvolte nella difesa e nella promozione della dignità dei minori e dei giovani. A coordinarlo per la Curia è Gennaro Pagano, che ieri era in piazza. «Il patto sta procedendo bene. Si tratta di un percorso che ha tempi molto lunghi come tutti i percorsi educativi. Per questo non ci si può attendere risultati nell’immediato. Si tratta di un investimento sul futuro», spiega facendo il punto della situazione. L’intesa istituzionale funziona secondo Pagano: «C’è una sinergia veramente molto forte, in questo momento, con il Comune, la Regione e la Prefettura. Stiamo cercando, insieme, di andare avanti per rispondere meglio ai bisogni dei figli di questa città». Infine Pagano chiosa: «Ora c’è bisogno di un’accelerazione perché c’è un’urgenza di investire in termini di politiche educative».

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