Eurovision 2026, vince la Bulgaria con ?Bangaranga?: quinto posto per Sal Da Vinci
Nonostante i pronostici avversi, Sal Da Vinci ha affrontato la finale dell?Eurovision Song Contest, ieri sera sul palco della Stadthalle, con la stessa mentalità vincente mostrata sin...
Nonostante i pronostici avversi, Sal Da Vinci ha affrontato la finale dell’Eurovision Song Contest, ieri sera sul palco della Stadthalle, con la stessa mentalità vincente mostrata sin dai party di presentazione a Londra ed Amsterdam, e con un pizzico di commozione al tripudio collettivo al termine della sua esibizione, che gli è valsa anche i complimenti di Adriano Celentano.
Le giurie nazionali hanno premiato la Bulgaria di Dara con il tormentone di «Bangaranga», prima classificata con bel distacco dalla superstar australiana Delta Goodrem con «Eclipse», il danese Søren Torpegaard Lund con «Før vi går hjem», la francese Monroe con «Regarde!» e gli strafavoriti della vigilia, i finlandesi Linda Lampenius e Pete Parkkonen («Liekinheitin»). Sesta «Per sempre sì» (solo Azerbajan e Albania ci hanno dato il massimo del punteggio). Il televoto conferma la vittoria di Dara, davanti al contestatissimo israeliano Noam Bettan con «Michelle», che ha recuperato molte posizioni. Quinto Sal, dietro a Romania e Australia.
Archiviato il risultato, e con esso una settantesima edizione dell’Eurovision Song Contest poco brillante per show, canzoni e conduzione (quella viennese come quella italiana di Corsi e Lamborghini), EuroSal ha ormai preso il volo. Ieri per lui in riva al Danubio c’era anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi per anticipargli il ruolo da ambasciatore «della candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio dell’umanità»: il 5 giugno parteciperà, in diretta eurovisiva - appunto - dall’Arena di Verona, all’evento di lancio Unesco assieme a Massimo Ranieri, Gigi D’Alessio, Serena Rossi, Vittorio Grigolo e due stelle internazionali, Placido Domingo e Patti Smith. «In repertorio grandi classici come “Te voglio bene assaje” a “Era de maggio”, “O surdato 'nnammurato” e “Dicitencello vuje”. Da Vinci canterà “Tu ca nun chiagne”», anticipa ancora il ministro: «Il dossier scientifico di candidatura sarà a cura del gruppo di studio guidato da Renzo Arbore».
Ma ormai sono tutti pazzi per Sal Da Vienna: il 30 giugno il conservatorio Nicola Sala di Benevento, ad esempio, gli conferirà la laurea honoris causa in canto pop. Ma, soprattutto, in vista dell’uscita del suo album, titolo inevitabilmente «Per sempre sì», atteso per il 29 maggio, è l’Europa intera a incoronarlo. Con oltre 60 milioni di streaming complessivi su tutte le piattaforme digitali, Sal è primo nelle classifiche italiane di Spotify, YouTube e Apple Music, ma quello che fa scalpore è il gradimento suscitato all’estero. Su Spotify «Per sempre sì» è arrivata al sesto posto della top ten in Lituania, entrando anche nelle classifiche di Finlandia e Austria.
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Su Apple Music è secondo a Malta, nella top ten in Grecia, ma anche nelle classifiche di Lituania, Austria, Cipro, Svizzera, Svezia, Belgio e Paesi Baltici. Su iTunes eccolo tra i primi dieci in Austria, Lussemburgo e Svizzera, e un po’ indietro in Germania, Australia, Paesi Bassi e perfino Argentina. Shazam lo vede ben piazzato in Croazia, Austria, Svizzera, Grecia, Belgio, Israele e Scandinavia. È tempo di dimenticare le polemiche del dopo Sanremo, con le accuse di Cazzullo alla «canzone da matrimonio della camorra». Sal Da Vinci è ormai una certezza della musica italiana, popolare quanto si vuole, ma popolare non può essere un insulto. Lo sono stati Claudio Villa, Domenico Modugno, Claudio Baglioni, lo sono Geolier e Ultimo. La canzone napoletana classica, quella che ha rappresentato e rappresenta l’Italia nel mondo, era ed è popolare. Per sempre, sì.