Zes europea, Fitto apre: «E nessuno toccherà i fondi della Coesione»
«L?Italia è uno dei Paesi che ha gestito meglio di tantissimi altri il Pnrr», dice sicuro Raffaele Fitto, vice presidente esecutivo della commissione Ue intervenendo al...
«L’Italia è uno dei Paesi che ha gestito meglio di tantissimi altri il Pnrr», dice sicuro Raffaele Fitto, vice presidente esecutivo della commissione Ue intervenendo al Forum in Masseria, la kermesse a Manduria organizzata da Bruno Vespa e Comin and Partners che ieri ha aperto i battenti. Prima di lui, ad aprire i lavori, in video collegamento da Bratislava, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola alla vigilia dei negoziati, a Bruxelles, di far entrare tra i paesi membri Montenegro, Ucraina e Moldavia. «Una scelta strategica, non beneficenza», puntualizza. E sui rapporti con la Russia, sia Metsola che Fitto, si dicono concordi con la premier Giorgia Meloni: «Serve una voce unica». «Dobbiamo finalmente prendere i passi concreti verso l’adesione dei Balcani. Noi pensiamo che, cominciando dal Montenegro, il paese più avanzato, non possiamo lasciare passare anni e anni e perdere popoli che sono molto vicini a noi. Che sono proprio questi, sono paesi piccoli. Stasera (ieri, ndr) a Bruxelles sarà presa una decisione, almeno spero, di aprire - spiega sempre la presidente del Parlamento Ue i capitoli dei negoziati con l’Ucraina e con la Moldavia. Almeno possiamo finalmente muoverci, perché l’allargamento non è una cosa di beneficenza, ma una scelta strategica». Più difficile invece un rientro della Gran Bretagna. Almeno in tempi brevi: «Sarebbe il mio sogno, ma non è realistico. Non è necessario che il Regno Unito diventi un nuovo paese della Ue, ma è necessario anche per noi, come Paesi europei, di essere più vicini a loro».
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LA COESIONE
«Siamo nel pieno dell’utilizzo delle risorse della politica di coesione alle quali, secondo me, è necessario cercare di dare un’accelerazione e anche utilizzare le opportunità di flessibilità che stiamo dando», spiega Fitto che, sollecitato da Vespa, svicola invece sui temi che riguardano la politica nazionale. «Se ne parla alla fine del mio mandato», puntualizza. Unico accenno è per chiarire di essere sulla stessa posizione della premier Meloni sull’Ucraina. «Sono assolutamente d’accordo con lei. Quando si tratta con la Russia serve una voce europea unica e non andare in ordine sparso e penso che sia necessario procedere in questa direzione. Noi abbiamo la guerra al confine con l'Europa. Non possiamo immaginare - aggiunge - che è un qualcosa che non ci riguarda, quello che accade in Ucraina». Posizione, tra l’altro, su cui concorda anche la Metsola.
Poi tutto il suo intervento è sui temi della coesione su cui di dice ottimista delle performance italiane. «Siamo in una fase conclusiva, ma che ancora produrrà molti effetti, del Pnrr - evidenzia -. La Commissione Europea, su richiesta dell’Italia, ha consentito a tutti gli Stati membri di poter ampliare anche all’energia una clausola prevista per gli scostamenti per la difesa». Poi il chiarimento sui fondi della Coesione «che nessuno vuole toccare, noi diamo questa opportunità su base volontaria». E ne puntualizza la ratio.
«Chi ritiene che le risorse programmate 2020-2021 bisogna spenderle oggi come è stato deciso all’epoca lo può fare. Ma noi - spiega - possiamo aggiungere ulteriore risorse, dirette. La base volontaria dà un’opportunità, ma non toglie un euro a nessuno. Chi lo vuole fare può continuare a spendere le risorse come crede. La polemica - ha aggiunto - c'è stata solo in Italia». Perché «noi abbiamo bisogno di andare avanti sul percorso di adeguamento delle risorse di bilancio. La politica di Coesione, che è la parte principale del mio portafoglio, è un terzo del bilancio». E ancora: «Con il Pnrr siamo stati abituati a maneggiare facilmente i miliardi, però il Pnrr si avvia alla conclusione e poi torneremo alla normalità. Ed è per questo che dobbiamo ricordare che ci sono delle disponibilità che vanno finalizzate in un contesto che cambia. Per questo il miglioramento della qualità della spesa diventa fondamentale». Tutto attraverso una semplificazione delle procedure grazie ad un commissario ad hoc. «La nuova struttura del bilancio europeo è molto più semplificata e flessibile. Le risorse europee per gli Stati membri confluiranno nel Piano nazionale e regionale di partenariato che saranno - ha riferito - uno strumento nuovo, che consentirà di poter dare molta più efficienza. Oggi abbiamo oltre 540 programmi, invece avremo un piano unico. Abbiamo 14 fondi, ne avremo 4. Il percorso di semplificazione - conclude - è molto importante».
Un concetto che allarga al modello Zes dopo la proposta del vertice di Confindustria di una Zona unica speciale in Europa in chiave antiburocrazia. «C’e' l'idea di estendere l’approccio della semplificazione in Europa e stiamo lavorando su una serie di provvedimenti: ci saranno segnali importanti in questo senso». Senza dimenticare di rimarcare come le Zes «sono un lavoro fatto da me quando ero ministro, d’intesa anche all'epoca con la Commissione Europea».