Occupazione, la crescita trainata da Sud e Donne: «Gli incentivi funzionano»
Il Mattino

Occupazione, la crescita trainata da Sud e Donne: «Gli incentivi funzionano»

Sabato 13 giugno 2026
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Anche nel primo trimestre del 2026, la dinamica del mercato del lavoro italiano è in chiave Sud, confermando la tendenza iniziata nel dopo-Covid e consolidatasi negli ultimi tre anni....

Anche nel primo trimestre del 2026, la dinamica del mercato del lavoro italiano è in chiave Sud, confermando la tendenza iniziata nel dopo-Covid e consolidatasi negli ultimi tre anni. È nel Mezzogiorno, infatti, che si registra anche ad inizio anno il maggiore incremento del tasso di occupazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,3% contro +0,2% del Centro e -0,3% del Nord), trascinato soprattutto dalle donne (+0,9% rispetto al +0,3% della media nazionale) nonostante la loro partecipazione attiva al lavoro non raggiunga ancora il 40%. Ed è sempre al Sud che si riscontra il calo maggiore del tasso di disoccupazione (-3,3% contro il -1,5% della media Italia), con le donne ancora una volta protagoniste (-4,0% rispetto al -1,8% della media Italia). Sull’altro piatto della bilancia va però registrato un nuovo aumento degli inattivi (+2,5%) anche se l’Istat, che ha diffuso ieri i dati del primo trimestre, ricorda che la tendenza è nazionale (+1,0 punti), «con un aumento più marcato tra gli uomini, nel Mezzogiorno e tra i giovani fino a 35 anni». Tra gli inattivi, inoltre, la crescita «si concentra tra coloro che dichiarano di non cercare lavoro perché in attesa di esiti di passate azioni di ricerca, perché in pensione o non interessati, o per motivi di studio (+157 mila, +3,5%)», mentre «si riduce ulteriormente il numero di scoraggiati, ovvero di quanti non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo, (-147 mila, -18,1%)».

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PRIMO TRIMESTRE

La “tenuta” del Mezzogiorno, spinto dal Pnrr e dalla Zes unica, emerge in un primo trimestre caratterizzato sul piano nazionale da un'occupazione record e dalla disoccupazione ai minimi, inattivi a parte, in un contesto segnato dal boom degli indipendenti e dal calo dei lavoratori stabili. Il tasso di occupazione in Italia tra 15 e 64 anni sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,3% (-0,4 punti): si tratta rispettivamente del livello più alto e più basso dall'inizio delle serie storiche trimestrali, partite nel 2004. Peraltro, è proprio l’Italia a guidare l’andamento positivo del mercato del lavoro che si registra in tutta l'UE, con un +0,5% che segna il miglior risultato tra i Paesi membri. Gli occupati si sono attestati a 24 milioni 207mila, con circa 6,4 milioni al Sud, con un aumento di 67mila unità rispetto al quarto trimestre 2025, spinto dai dipendenti a tempo determinato (+9mila) e soprattutto degli indipendenti (+72mila). Nel confronto annuo la crescita prosegue a ritmi meno intensi, segnando comunque +50mila occupati. 

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«Le statistiche diffuse dall'Istat confermano il consolidamento di una fase molto favorevole per l’occupazione nel Mezzogiorno. Nel primo trimestre del 2026 il tasso di occupazione si attesta al 50%, mantenendosi sui livelli dei massimi storici», dice il sottosegretario al Sud, Luigi Sbarra. E aggiunge: «Lavoro e occupazione sono al centro dell’agenda politica del Governo Meloni per il Mezzogiorno e i dati dimostrano che gli strumenti messi in campo per favorire la crescita del Sud stanno dando risultati concreti». Sbarra cita il Decreto Lavoro sottolineando che «per la prima volta, gli incentivi sono riservati esclusivamente alle imprese che applicano il salario giusto, nel pieno rispetto dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Nel Decreto viene riservato un sostegno ancora più significativo alle regioni della Zes Unica: gli sgravi vengono incrementati da 500 a 650 euro per l’assunzione di giovani e da 650 a 800 euro per l’assunzione di donne; è inoltre previsto un bonus dedicato agli over 35 esclusivamente nelle regioni Zes». Critico invece il capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera, il napoletano Arturo Scotto, secondo il quale invece dai dati Istat emerge «il tonfo dei contratti a tempo indeterminato e la crescita dei lavoratori inattivi: è la trappola costruita in questi anni». Per la segretaria confederale Uil Ivana Veronese, «dietro una debole crescita dell'occupazione si nasconde un mercato del lavoro precario che lascia indietro giovani, donne e Sud».

LE URGENZE

A proposito di Sbarra e di Zes, da registrare ieri anche l’intervento in Aula alla Camera del sottosegretario in risposta ad una serie di interpellanze urgenti. «La Zes Unica è uno strumento strategico per attrarre investimenti e sostenere la crescita del Mezzogiorno, precisando che la semplificazione delle procedure non incide in alcun modo sul rispetto delle norme urbanistiche, edilizie e ambientali». I quesiti, in effetti, riguardavano, in particolare, le possibili conseguenze della procedura di autorizzazione unica per gli investimenti sulla pianificazione urbanistica locale, nonché il coinvolgimento degli enti territoriali nei processi decisionali, la disponibilità delle infrastrutture necessarie per i nuovi investimenti produttivi e il monitoraggio della trasformazione delle aree agricole. Sbarra ha chiarito che «le autorizzazioni rilasciate in variante rappresentano meno del 30% del totale e che il ricorso al silenzio-assenso è residuale, con appena 33 casi su oltre 1.350 Conferenze di servizi svolte». Inoltre, «ogni intervento autorizzato resta soggetto agli oneri di urbanizzazione e al rispetto degli standard previsti dalla normativa vigente».
 

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