Il disagio di Chiara Magaddino: «Lungomare, il restyling va adeguato a chi si muove in carrozzina»
Milioni di euro spesi per un lungomare che ignora chi si muove in carrozzina, in barba a norme vecchie di oltre trent'anni. Chiara Magaddino lo dice senza giri di parole. La psicologa 35enne...
Milioni di euro spesi per un lungomare che ignora chi si muove in carrozzina, in barba a norme vecchie di oltre trent'anni. Chiara Magaddino lo dice senza giri di parole. La psicologa 35enne è disabile al 100% per un'atrofia muscolare spinale che le lascia libere le mani, mentre il resto del corpo è immobile. Eppure la sua vita sociale non si è mai fermata.
A frenarla, ora, è la nuova pavimentazione del lungomare, disseminata di barriere architettoniche. Il suo unico mezzo è la carrozzina elettronica, che governa sfiorando i comandi con le dita. Per muoversi in sicurezza servono però gli scivoli stradali, e lì non sono tutti completi. Sabato sera era uscita con gli amici per una cena in un bel locale. Ha parcheggiato l'auto, si è immessa sullo scivolo di via Petronio e ha imboccato via Nazario Sauro. Dopo appena 75 metri, all'incrocio con via Cuma, ecco la sorpresa: al posto dello scivolo c'è un gradino.
«L'alternativa è percorrere, in controsenso, la strada dove sfrecciano le automobili», racconta. «Oppure percorrere la strada di fronte, da non posso raggiungere i ristoranti per il cordolo della pista ciclabile che la carrozzina non può scavalcare». I problemi non finiscono qui. «Dallo scivolo dal quale sono salita, inizia la pista tattile per non vedenti: solo che il percorso finisce contro un muro». E poi l’appello: «Chiedo a chi ha eseguito i lavori di intervenire, verificare che tutta la pavimentazione sia a norma e di rimediare agli errori commessi. È nostro diritto vivere in una città accessibile e rispettosa di tutti».