Garlasco, la revisione del processo per Alberto Stasi è più vicina: ecco perché. E Andrea Sempio affila la difesa
Il Mattino

Garlasco, la revisione del processo per Alberto Stasi è più vicina: ecco perché. E Andrea Sempio affila la difesa

Sabato 13 giugno 2026
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L?eventuale concessione della misura alternativa ad Alberto Stasi non è collegata a un possibile procedimento di revisione del suo processo, ma sicuramente il parere favorevole...

L’eventuale concessione della misura alternativa ad Alberto Stasi non è collegata a un possibile procedimento di revisione del suo processo, ma sicuramente il parere favorevole rilasciato dalla Procura generale di Milano all’affidamento in prova ai servizi sociali lascia intravedere un’apertura nei confronti del 42enne, a cui già è stata riconosciuta la buona condotta e le relazione positive dell'equipe del carcere di Bollate. La Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni è la stessa chiamata a decidere, infatti, se procedere con l’impugnazione straordinaria della sentenza definitiva di condanna del “Bocconiano” a 16 anni di reclusione per l’omicidio della sua ex fidanzata Chiara Poggi.

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Il pg e l'avvocato generale Lucilla Tontodonati chiederanno ulteriori atti ai pm di Pavia prima di decidere se presentare una richiesta di revisione del processo. La necessità di avere altri documenti si impone per effettuare una serie di approfondimenti, alla luce del fatto che la Procura pavese finora ha trasmesso ai colleghi milanesi solo una memoria riassuntiva degli elementi di indagine raccolti. Elementi che farebbero spostare l’ago della bilancia dalla colpevolezza accertata nei confronti di Stasi alla colpevolezza ipotizzata nei confronti di Andrea Sempio.

IL COMPLEANNO

Nel frattempo, i legali di Alberto non restano con le mani in mano: contano di presentare entro l’estate una loro istanza di revisione del processo. «Ci sono assolutamente i termini», ha spiegato Giada Bocellari che, con il collega Antonio De Rensis, difende il 42enne. Alla luce delle nuove prove raccolte a carico di Sempio, ma soprattutto a discarico di Stasi, secondo la difesa ci sono i margini per avvalersi dello strumento di impugnazione straordinaria, previsto dal nostro ordinamento per correggere gravi errori giudiziari e ottenere il proscioglimento dell’imputato. Basta dimostrare che non ci sono prove sufficienti per confermare la colpevolezza di Stasi oltre ogni ragionevole dubbio. L’istanza di revisione del processo è un passo che può preludere alla richiesta della difesa di sospendere la condanna che Stasi sta scontando nel carcere di Bollate, da aprile 2025 in regime di semilibertà. Ma nel frattempo, se il Tribunale di Sorveglianza di Milano gli concederà l’affidamento in prova ai servizi sociali, Alberto potrebbe già uscire dal penitenziario - dove ora trascorre solo le ore notturne - prima del suo 43esimo compleanno (che cade il prossimo 6 luglio). Il fine pena è comunque previsto, al netto di ulteriori benefici di pena e di eventuali ribaltamenti del processo, per il 2028.

L’ESPOSTO

«Quando tutto sarà finito andrò con mio figlio sulla tomba di Chiara», ha detto Elisabetta Ligabò, la mamma di Stasi, rimasta vedova nel 2013 e da allora sola a lottare per ottenere la scarcerazione, una guerra che combatte da 19 anni convinta dell’innocenza del figlio. A lei si deve, sul finire del 2017, l’esposto che fece iscrivere sul registro degli indagati, per la seconda volta, Andrea Sempio (la prima volta era stato nel 2008). Ma per la seconda volta venne archiviato. Sempre alle indagini difensive volute dalla donna e da Alberto, la Procura di Pavia ha avviato il nuovo e ultimo filone che ha portato a indagare Sempio per omicidio. Ora i pm si apprestano a chiedere il suo rinvio a giudizio. Riguardo l’assassino di Chiara Poggi, che per la signora Stasi è ancora in libertà, ha detto a “Il Giorno”: «Mi auguro che questi anni abbia vissuto male, e io non sono abituata ad augurare il male a nessuno. Ma mi auguro non li abbia passati bene, se ha una coscienza». «Vivo questi giorni con trepidazione – ha aggiunto –, in attesa di riuscire a venire fuori da questa storia. E con fiducia in questi nuovi inquirenti e investigatori. Gli elementi su Sempio sono forti. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L’ho sempre detto: se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri». Un pensiero alla scomparsa di suo padre, prima dell’appello bis, lo aveva dedicato anche Alberto: «Se n’è andato il giorno di Natale a 57 anni, ma ha cominciato a morire il giorno in cui la Cassazione ha deciso di riaprire il processo. Sono convinto che la malattia che l'ha portato via è dovuta alla sofferenza e allo stress».

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