Sprint regate, a Bagnoli prende forma il villaggio: ecco francesi e americani
Il Mattino

Sprint regate, a Bagnoli prende forma il villaggio: ecco francesi e americani

Lunedì 15 giugno 2026
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Il golfo di Bagnoli è tutto un cantiere: dal lato di Nisida c?è la Marina militare che sta preparando l?accoglienza dei team per le preregate della Coppa America di...

Il golfo di Bagnoli è tutto un cantiere: dal lato di Nisida c’è la Marina militare che sta preparando l’accoglienza dei team per le preregate della Coppa America di settembre che si terranno sul lungomare di via Partenope. Di fronte - sulla colmata - si corre senza sosta, e siamo già al rush finale, per attrezzare le piattaforme sulle quali i team allestiranno le loro officine per mettere a punto le astronavi che volano sull’acqua perché queste sono le imbarcazioni che si sfideranno tra un anno.

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Le regate della Coppa America vera e propria, quelle dove si assegnerà il trofeo più prezioso della competizioni tra le barche a vela che si terranno la prossima estate. In gara ci sono 7 team: i defender, cioè i campioni in carica di Emirates Team New Zealand, gli sfidanti dei neozelandesi sono Luna Rossa per l’Italia, GB1 per la Gran Bretagna, Tudor Team Alinghi per la Svizzera, La Roche-Posay Racing Team per la Francia, American Racing Challenger Team Usa e Team Australia. E alcuni di questi equipaggi già stanno prendendo possesso dei loro spazi: il primo è stato quello degli inglesi di Gb1 la settimana scorsa. Entro fine mese arriveranno gli svizzeri di Alinghi dell’industriale farmaceutico Ernest Bertarelli. Voleva essere lui il primo nel 2006 a portare la Coppa America in Italia, a Napoli e proprio a Bagnoli. Sogno sfumato perché Napoli non era pronta, non c’era nemmeno il piano di rigenerazione urbana per l’area ex Italdiser.

La road map

Dopo gli svizzeri sono attesi i francesi e gli americani. In mezzo ci potrebbe essere la sorpresa, del resto sono loro i neozelandesi che già hanno scelto lo spazio sotto il Pontile di Bagnoli e la cui piattaforma è pronta da tempo. Come tutte le star il loro arrivo è ammantato dal mistero. Questione di marketing e di business oltre che di sport, i campioni del resto sono loro. Tutti vogliono Napoli perché come dice Edoardo Bennato - che come sanno i lettori de Il Mattino sta scrivendo la sigla della Coppa America - «Napoli e l’area Flegrea sono il luogo ideale per ospitare un simile evento, una occasione di riscatto per tutto il territorio».

Cambia, anzi è già cambiata moltissimo Bagnoli nell’ultimo anno, la colmata è già una terrazza sul golfo e le bonifiche a terra e a mare sono al massimo della velocità. Su Bagnoli ci ha scommesso lo Stato che ha sbloccato con la premier Giorgia Meloni 1,2 miliardi per il risanamento e ha chiuso il patto con i neozelandesi per portare la competizione a Napoli. Come cambia dunque Bagnoli con la Coppa America di vela entro 18 mesi il mare tornerà balneabile, poi dai circoli ai lidi, alle strade in rifacimento alla viabilità alla nuova stazione della metro della linea Fs, alla illuminazione e a quella che in gergo urbanistico si chiama “attrezzatura urbana di quartiere”.

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Su questo insistono i cantieri. A partire da quello per l’installazione del Villaggio della Coppa America aperto al pubblico: immediatamente adiacente alla base operativa. Così composto: “Spazi espositivi, aree commerciali e di ristorazione, oltre a zone dedicate ad attività divulgative, culturali e di intrattenimento” Inseriti in contesto che così descrive il sindaco commissario per Bagnoli Gaetano Manfredi nell’ultima relazione sullo stato dell’arte delle opere. «Accessibilità e connessione esterna all’area evento; mobilità interna e parcheggi, accoglienza e qualità urbana per il pubblico». Ovvero «un insieme coordinato di interventi collegati all’evento sportivo, ma che assumono un duplice significato: da un lato, contribuiscono a predisporre in tempi rapidi le condizioni di accessibilità, accoglienza e fruizione dell’area; dall’altro, costituiscono strumenti concreti per riavvicinare progressivamente la collettività a un’area che per decenni è rimasta dismessa, inaccessibile e sottratta all’uso pubblico». Le opere previste includono la realizzazione di un collegamento tra “La Porta del Parco” e via Diocleziano per consentire la mobilità sostenibile mediante navette elettriche». E il capitolo accoglienza che prevede «la riqualificazione e manutenzione del pontile Nord e del pontile Sud, compresi gli accessi alle aree interne» che significa poter fruire nuovamente di questi due siti. Quindi la «sistemazione e illuminazione dell’area fronte mare dell’ex Città della Scienza, per migliorare l’accoglienza e la percezione dell’intero waterfront e la manutenzione straordinaria del Circolo Ilva. La sostanza è che si tratta di interventi «mirati a recuperare anche il mitico Lido Pola, spazio simbolico della balneazione popolare, che tornerà accessibile in chiave inclusiva e sostenibile». L’obiettivo degli interventi è così sintetizzato: «Accoglienza e fruizione pubblica, con azioni di riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici e delle infrastrutture esistenti, anche in funzione della percezione estetica e dell’identità dell’area».

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