Giro della Campania, torna la corsa ideata dal Mattino nel 1911. Zabatta: «Volano per il territorio»
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Rieccolo, venticinque anni dopo. L’aria del Girod’Italia, arrivato a Napoli il 14 maggio per la quinta volta di fila, ha dato la spinta all’istituzione - la RegioneCampania, in particolare l’assessore allo Sport Fiorella Zabatta - per rilanciare un’altra gara storica: il Giro della Campania. Appuntamento domenica 20 settembre, partenza dalla Reggia di Caserta e arrivo a Napoli, quasi certamente in Piazza del Plebiscito, dove un mese fa era stato piazzato il traguardo della sesta tappa della corsa rosa. Saranno giorni entusiasmanti per lo sport napoletano. A inizio mese, la prima sfida Champions del Napoli di Allegri. Nella settimana successiva al Giro professionistico regionale che si rivede dopo un quarto di secolo, dal 24 al 27 settembre ci saranno le pre-regate dell’America’s Cup. «E un evento rappresenterà il volano per l’altro», spiega l’assessore Zabatta, a capo dell’organizzazione di questa grande manifestazione ciclistica che è nel cuore degli appassionati campani. E del Mattino.
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Il Giro nacque nel 1911 da un’idea di EdoardoScarfoglio, fondatore del quotidiano con MatildeSerao. Sulle strade della Campania sono passati - e hanno vinto - campioni di tutte le epoche, esaltando la gara che ha avuto grandi giornalisti sul ponte di comando, come i capi della redazione sportiva Gino Palumbo e Riccardo Cassero, esemplari anche come organizzatori.
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L’ultima corsa nel 2001. «L’idea del Giro della Campania è venuta dopo la tappa Capaccio Paestum-Napoli, con un percorso che si è sviluppato tutto nella regione. Una splendida vetrina per il territorio. Il ciclismo ha una peculiarità: è lo sport che “raggiunge” le persone, arrivando davanti alle loro case, senza che esse debbano muoversi per entrare in uno stadio o in un palazzetto. È una grande festa. Dopo l’idea, siamo entrati nella fase dell’organizzazione di un evento fortemente identitario, in cui sarà coinvolta tutta la Campania, dai luoghi più celebri alle zone interne. Puntiamo a mettere il Giro in programmazione ogni anno», l’auspicio dell’assessore Zabatta.
Al fianco della Regione la Città Metropolitana, la Lega del ciclismo professionistico con il presidente Roberto Pella e il consigliere Stefano Feltrin, la Federciclismo con il presidente regionale Umberto Perna e l’Esercito Italiano con il generale di divisione Andrea Di Stasio, comandante del Comando Territoriale Sud. L’Esercito sta dando un significativo contributo per il rilancio del ciclismo a Napoli con la riattivazione dello storico velodromo (dove vinse Coppi nel 1955) dello stadio Albricci, la prima casa della squadra di calcio nel 1926. «Ho recentemente partecipato a una manifestazione al velodromo, dove si sono presentati tanti bambini anche per imparare ad andare in bici. È uno spazio importante per Napoli», dice l’assessoreZabatta. Per una città in cui si registrano lamentele per la impraticabilità delle piste ciclabili.
«Ci siamo seduti intorno a un tavolo per sviluppare questo progetto in tempi rapidi perché era per noi importante partire subito». Ci sarà una nutrita carovana che sbarcherà in Campania da Roma, dove sabato 19 settembre si concluderà il Giro del Lazio. Una fortunata coincidenza che ha consentito a Palazzo Santa Lucia di ripartire dopo 25 anni, senza dover aspettare il 2027. «È un evento che doveva essere riproposto perché rappresenta un pezzo di storia della Campania. Basta leggere l’elenco dei campioni che hanno partecipato, tra questi leggende come Fausto Coppi e Gino Bartali che hanno dato vita a una rivalità che ha esaltato lo sport italiano. E poi tutti coloro che vorremmo ospitare in Campania in occasione di questo evento che segna un momento di ripartenza». Tra questi c’è FrancescoMoser, che ha un legame particolare con Napoli e non soltanto perché è graditissimo ospite alle tappe del Giro nel capoluogo. Anche quest’anno trascorrerà qualche ora a Dimaro, nel ritiro trentino del Napoli, per incontrare giocatori, tecnici, dirigenti e tifosi a lui legatissimi. «L’obiettivo è creare eventi nei giorni precedenti alla gara che coinvolgano tutte le province appunto con questi personaggi».
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Province che saranno riprese dalle telecamere. E tutta Italia potrà ammirare le bellezze del territorio campano. Il successo delle tappe del Giro nazionale è anche questo, testimoniato da un focus: sono le immagini colte lungo il percorso a colpire l’attenzione del telespettatore ancor prima della fatica e del cuore dei corridori. È la grandezza delle due ruote, sport amatissimo in questa regione, anche se da tempo non vi sono più atleti di livello nazionale. Il rilancio del Giro della Campania, abbinato allo sviluppo del velodromo dell’Esercito, può aiutare a creare una nuova e forte generazione di ciclisti. Il Campania 2026 anticiperà il Mondiale in Canada, in calendario la domenica successiva: un altro importante elemento tecnico.