Napoli, il Prefetto Michele di Bari in audizione alla Camera: «La nuova camorra non ha gerarchie precise»
«La camorra non ha un'organizzazione piramidale e non vi sono precise gerarchie all'interno dei clan. Una situazione caotica che porta ad avere alcuni clan dominanti che si...
«La camorra non ha un'organizzazione piramidale e non vi sono precise gerarchie all'interno dei clan. Una situazione caotica che porta ad avere alcuni clan dominanti che si contrappongono a sodalizi minori o satelliti, che operano in ambiti più ristretti, come quartieri o zone del centro». Lo ha sostenuto oggi, 16 giugno, il prefetto di Napoli Michele di Bari intervenuto in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. Facendo la geografia dei clan, di Bari si è soffermato su Napoli, spiegando come «da una parte vi sono l'Alleanza di Secondigliano e i Mazzarella e dall'altra una novità legata al fatto che si sta irrobustendo una moltitudine di sodalizi che si contende la gestione delle principali attività criminali».
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La geografia dei clan a Napoli
Per il prefetto di Napoli «nell'Area sud, da Torre Annunziata in giù, la situazione è ancora più complessa, con organizzazioni come il clan Gionta che risultano affiancati dall'operatività di più gruppi camorristici, alcuni di recente formazione, che spesso si contrappongono ai clan storici. A Castellammare di Stabia troviamo il clan D'Alessandro-Cesarano, che estende in aree limitrofe e nella Penisola Sorrentina il clan Esposito di Santa Maria la Carità. Questa situazione ha provocato interventi della Dda e procura di Torre Annunziata e Napoli Nord e Nola».
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Il prefetto si è poi concentrato sul problema della criminalità minorile. «Rispetto al passato - ha aggiunto di Bari - registriamo un'evoluzione, a Napoli e nella sua Città Metropolitana ma più in generale un po' su tutto il territorio nazionale, dei fenomeni di devianza minorile. Fenomeni sui quali è giusto prestare un'attenzione almeno pari a quella rivolta ai clan camorristici. In una situazione in cui la criminalità risulta frammentata e nella quale a delinquere ci sono sempre soggetti più giovani, bisogna fornire la dovuta attenzione a quei ragazzi che di notte si trovano in piazze di spaccio, collaborano e delinquono».
Il prefetto: «Registriamo un'evoluzione dei fenomeni di devianza minorile»
«Spesso - ha continuato il prefetto - poi parliamo di non imputabili perché infra 14enni. Per questo, con la presidente del tribunale dei minorenni di Napoli e con il procuratore per i minorenni di Napoli, si sta pensando di adottare un protocollo che abbia un'incidenza su questo fenomeno, arrivando a valutare se sia possibile adottare misure di sicurezza ancora più stringenti rispetto a quanto previste dalle leggi nazionali anche per imputati infra 14enni. Da un anno sono stati usati metal detector all'ingresso degli istituti scolastici, al fine di controllare se i ragazzi avessero armi. Si è trattato di un servizio molto efficace, tanto che alcuni dirigenti scolastici hanno chiesto di portare tali strumenti anche nei bagni, dove in alcuni casi abbiamo trovato anche qualche coltello».
Di Bari ha parlato anche di «due ragazzini di 8 anni» tra i soggetti segnalati per fenomeni connessi alla criminalità organizzata, chiedendosi e chiedendo «dove stanno i genitori se questi bambini, perché tali sono, si trovano fino alle 3 di notte in strada?». Infine, i dati: a Napoli il numero di minori denunciati, fermati e arrestati per questioni legate alla criminalità organizzata è passato da 285 nel 2024 ad oltre 300 nel 2025; se invece si considera l'intera Città Metropolitana, si è passati da 380 a 423. Sulle tipologie di reato: minori arrestati per omicidi sono passati da 2 nel 2024 ad 8 nel 2025, sei dei quali per omicidio di tipo mafioso; per tentato omicidio da 14 a 17.