Napoli, l?Archivio rinasce. Libri, mostre e caffè: «Ora tocca ai privati»
Il Mattino

Napoli, l?Archivio rinasce. Libri, mostre e caffè: «Ora tocca ai privati»

Mercoledì 17 giugno 2026
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Non più un edificio storico come mero luogo di conservazione solo per studiosi. Affatto. Parte infatti il progetto per trasformare l?Archivio di Stato come un vero luogo delle...

Non più un edificio storico come mero luogo di conservazione solo per studiosi. Affatto. Parte infatti il progetto per trasformare l’Archivio di Stato come un vero luogo delle persone, perfettamente e davvero integrato con la città. Come? Con un punto ristoro, una caffetteria e uno spazio per il co-working per aprirsi sempre di più al pubblico, specie a quello più giovane. Qualcosa di più dinamico e moderno rispetto alla naturale staticità degli Archivi di Stato.

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Sta accadendo già a Milano e a breve si parte con Napoli: subito nei chiostri della chiesa dei Santi Severino e Sossio, nel cuore dei Decumani, e subito dopo per la sede di Pizzofalcone. E qui l’idea è allestire un ristorante in uno dei luoghi più suggestivi e panoramici della città. È il nuovo modello di valorizzazione impresso dall’attuale vertice degli archivi di Stato, grazie anche all'Agenzia del Demanio nell’ambito di un accordo sottoscritto due anni fa, per una fruizione più aperta e moderna del patrimonio culturale. Da qui il bando, che sarà pubblicato nelle prossime ore, per dare in concessione ai privati alcuni spazi dell’Archivio di Napoli per i prossimi 60 mesi. Appalto del valore complessivo stimato di oltre 1,2 milioni di euro (le offerte sono da presentare entro il 28 agosto).

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Lo scenario

Dopo l’esperienza avviata a Palazzo del Senato a Milano, infatti, Napoli rappresenta il secondo grande progetto che punta a trasformare gli Archivi di Stato in luoghi sempre più aperti, attrattivi e integrati nel tessuto culturale delle città. E, quindi, oltre all’apertura di un punto di ristoro, come nel caso milanese, il bando vuole individuare operatori economici interessati a garantire una serie di servizi.

Si va da quelli di accoglienza alla biglietteria, passando per la gestione del bookshop sino all’apertura di una caffetteria-buvette ed un punto di ristoro leggero. In questo modo, gli edifici che ospitano 50mila metri lineari di scaffalature contenenti tutta la storia meridionale dal X secolo in poi, diventeranno qualcosa di più fruibile e di più familiare. Un altro luogo della città, insomma, di cui un pubblico più vasto si può riappropriare.

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Nel progetto, ancora, viene previsto espressamente come grazie al presidio degli accessi dal varco di Vico Monte di Pietà, l'Archivio sarà per la prima volta realmente aperto ai frequentatissimi Decumani e ai flussi turistici che percorrono via dei Tribunali, rafforzando la propria integrazione con il tessuto urbano e culturale della città. Ma questo nuovo progetto è solo un altro capitolo di un ampio processo di valorizzazione curato dal direttore generale Archivi Antonio Tarasco e dal direttore generale dell’Agenzia del Demanio Alessandra Del Verme. Il bando per la gestione infatti si inserisce in un più ampio programma di investimenti da circa 12 milioni di euro che negli ultimi anni ha interessato le sedi dell’Archivio di Stato di Napoli, con interventi finanziati dal Grande Progetto Unesco, dal Pnrr e dal Programma nazionale Cultura 2021-2027. Fondi che hanno permesso il recupero e la rifunzionalizzazione del complesso monumentale dei Santi Severino e Sossio, il restauro dei giardini storici, gli interventi per l’accessibilità dei percorsi di visita e i progetti di efficientamento energetico e miglioramento sismico della sede di Pizzofalcone. Tutti lavori in vista del nuovo contesto degli Archivi di Napoli: renderli davvero fruibili al pubblico e contestualizzarli in nella città.

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