Federico II, via alla sfida tre candidati in campo: a luglio il nuovo rettore
Il Mattino

Federico II, via alla sfida tre candidati in campo: a luglio il nuovo rettore

Giovedì 18 giugno 2026
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La partita per il rettorato dell?Università degli Studi di Napoli Federico II entra nel vivo. Scaduto il termine per la presentazione delle candidature, fissato per ieri alle 12, il...

La partita per il rettorato dell’Università degli Studi di Napoli Federico II entra nel vivo. Scaduto il termine per la presentazione delle candidature, fissato per ieri alle 12, il quadro appare definito e conferma una sfida a tre tra Andrea Mazzucchi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Santolo Meo, professore ordinario di Convertitori, macchine e azionamenti elettrici, e Alessandro Pezzella, docente di Chimica organica. Si apre così una delle competizioni accademiche più rilevanti del Mezzogiorno. La Federico II, fondata nel 1224 e oggi tra i maggiori atenei italiani per dimensioni e articolazione dell’offerta formativa, si prepara a scegliere il successore di Matteo Lorito in una fase segnata da trasformazioni profonde: dalla gestione dell’eredità del Pnrr alle nuove sfide della ricerca internazionale, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla didattica e sull’organizzazione universitaria. Le elezioni si svolgeranno il 2 e 3 luglio. Qualora nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, è previsto un secondo turno il 7 e 8 luglio. Se anche questa consultazione non dovesse risultare decisiva, si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati il 14 e 15 luglio.

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I programmi 

La corsa si presenta particolarmente aperta. I tre candidati provengono da aree disciplinari differenti e propongono letture diverse del futuro dell’ateneo, pur muovendosi all’interno di alcuni temi comuni, come il rafforzamento della ricerca, l’attenzione agli studenti, l’internazionalizzazione e la semplificazione amministrativa.

Andrea Mazzucchi in 53 pagine organizza il proprio progetto attorno a nove grandi impegni programmatici. Tra questi emergono la centralità degli studenti, una nuova stagione per la ricerca, il rapporto tra università e società, l’internazionalizzazione, la sostenibilità dei campus, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella governance e il rafforzamento delle politiche di reclutamento e gestione delle risorse umane. Una visione che insiste sul concetto di università come bene comune e comunità della conoscenza.

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Santolo Meo in 112 pagine costruisce invece la propria proposta attorno all’idea di un’università pubblica, autonoma e partecipata. Al centro del programma figurano la centralità dello studente, il contrasto agli abbandoni, il rafforzamento dei servizi, una maggiore integrazione tra le aree disciplinari, il potenziamento della ricerca competitiva e il consolidamento del ruolo della Federico II come polo euro-mediterraneo. Ampio spazio è dedicato anche alla governance condivisa, al welfare universitario e alla valorizzazione del personale.

Alessandro Pezzella in 35 pagine punta infine su un modello fondato sull’integrazione tra le diverse componenti dell’ateneo, sulla semplificazione amministrativa e sulla trasformazione digitale. Nel suo documento programmatico sottolinea il valore della collaborazione tra docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, indicando come priorità il miglioramento dei processi organizzativi, il rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche e una maggiore presenza dei dipartimenti nei processi decisionali dell’ateneo.

Il sistema

Sul piano elettorale, il sistema di voto prevede una platea ampia e articolata. Hanno diritto a partecipare tutti i professori ordinari, associati e ricercatori dell’ateneo. Prendono parte alla consultazione anche i rappresentanti degli studenti negli organi collegiali e il personale tecnico-amministrativo, il cui voto viene ponderato secondo quanto previsto dalla normativa interna dell’università. Si tratta di un meccanismo che mira a garantire la rappresentanza delle diverse componenti della comunità accademica, mantenendo al tempo stesso il peso prevalente del corpo docente. Gli aventi diritto sono 2.943 e ciascuna votazione è valida se vi partecipa la metà più uno degli aventi diritto al voto.

Per essere eletto al primo turno, un candidato deve ottenere la maggioranza assoluta degli aventi diritto. In assenza di tale soglia si procede a una seconda votazione. Se anche il secondo passaggio non produce un vincitore, la sfida si restringe ai due più votati attraverso il ballottaggio tra i due candidati più votati nella seconda votazione e risulta eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

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