Energia e infrastrutture, il piano Bei per il Sud: «Sì a nuovi investimenti»
Dalla transizione energetica, con le grandi reti che dall?Africa raggiungono il Nord Europa attraversando il Mezzogiorno, ai grandi progetti per la competitività delle imprese fino...
Dalla transizione energetica, con le grandi reti che dall’Africa raggiungono il Nord Europa attraversando il Mezzogiorno, ai grandi progetti per la competitività delle imprese fino agli interventi per la ricostruzione e la messa in sicurezza delle aree colpite da calamità, a partire dai Campi Flegrei, non escludendo, in caso di richiesta da parte del governo, anche un impegno sul fronte della collina franata a Niscemi.
APPROFONDIMENTI Scuola, la Regione Campania vara il piano: 23 istituti perdono l’autonomia«L’IA entra in classe: strumento utile ma attenti alle fake news»L’intervista Donato Liguori: «Porti collegati alla rete ferroviaria nazionale: c’è anche il sì dell’Ue»
Per il gruppo Bei (comprende la Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti), il braccio finanziario dell’Ue, il 2025 è stato un anno record, con oltre 12,3 miliardi di investimenti in Italia (più o meno lo 0,5% del Pil nazionale) su un portafoglio globale di 100 miliardi di euro. E, a fare la parte del leone, con una quota del 40% degli impegni complessivi, c’è il Sud dove, l’anno scorso, sono stati finanziati interventi per 4,9 miliardi di euro. E, anche in questo caso, si tratta di un record in termini di volumi assoluti. Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei, illustra le attività del gruppo nello spazio Ue intitolato a David Sassoli a pochi passi da Piazza Venezia.
E, al di là delle cifre, racconta di un gruppo sempre più vicino alle esigenze di cittadini, imprese e amministrazioni, con un’attenzione strategica particolare proprio sull’Italia: «Stiamo traducendo in investimenti concreti le priorità europee sulla transizione energetica, la competitività e autonomia strategica. Le operazioni finanziarie siglate nel 2025 mirano a rafforzare le infrastrutture, a sostenere l'industria e ad accompagnare la trasformazione del tessuto produttivo, contribuendo a rendere l'economia più resiliente, sostenibile e capace di affrontare le sfide globali».
La coesione
Un bilancio dove gli interventi per la coesione sono da sempre fra le priorità del gruppo Bei. «Gli interventi finanziati nel 2025 hanno sostenuto la convergenza territoriale, la resilienza infrastrutturale e le opportunità di crescita nei territori contribuendo a ridurre i divari regionali e a promuovere uno sviluppo più equilibrato e sostenibile del Paese». In particolare, per quanto riguarda la Campania, negli ultimi dieci anni, sono stati approvati progetti per oltre 7 miliardi di euro, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della mobilità sostenibile, come, ad esempio, la Napoli-Bari o la Metropolitana cittadina. Senza contare il grande progetto, da 1,4 miliardi, per la ricostruzione e la messa in sicurezza dei Campi Flegrei, per ridurre la vulnerabilità di edifici e infrastrutture, riparare i danni e rafforzare la resilienza secondo gli standard internazionali di build-back-better.
Scuola, la Regione Campania vara il piano: 23 istituti perdono l’autonomia
Ma il Sud è coinvolto direttamente anche su un altro fronte: quello della transizione e della sicurezza energetica. A partire dal finanziamento per 1,9 miliardi del Tyrrhenian Link di Terna, che collegherà la Sicilia con la Sardegna e la Campania attraverso un doppio cavo sottomarino. Un progetto che consoliderà il ruolo del Mezzogiorno come hub energetico del Mediterraneo. E, sempre in questa direzione, vanno i 3,6 miliardi di investimenti che il gruppo Bei ha dirottato sull’Africa e il Medio Oriente, due aree al centro del Piano Mattei del governo. Complessivamente, sul fronte dell’energia e delle risorse naturali gli investimenti hanno raggiunto i 7,43 miliardi (2,4 destinati alla produzione di energia rinnovabili e biocombustibili).