Napoli, chi è Antonio Vergara: da Frattamaggiore al gol contro il Chelsea in Champions
Il Mattino

Napoli, chi è Antonio Vergara: da Frattamaggiore al gol contro il Chelsea in Champions

Venerdì 30 gennaio 2026
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Due giorni più tardi, mamma Anna sta ancora provando a recuperare la voce. Non è facile, certo, quando per diversi minuti urli al cielo il nome di tuo figlio e devi farti sentire tra...

Due giorni più tardi, mamma Anna sta ancora provando a recuperare la voce. Non è facile, certo, quando per diversi minuti urli al cielo il nome di tuo figlio e devi farti sentire tra 50mila persone che fanno lo stesso. Mercoledì è ancora negli occhi, la “ruleta” alla Zidane lo resterà ancora un bel po’. «Un gesto che ha nel dna, mi fece innamorare proprio così». Ad aprirci le porte del mondo di Antonio Vergara ci pensa Salvatore Lodi, numero uno di quella che oggi è la FC Élite Academy Lodi, casa della famiglia Vergara dal 2010 a oggi. Antonio era giovanissimo: i capelli rasati e il sorriso sprezzante di chi la sa più lunga di te anche a 7 anni. Al “Torneo dei Gigli” di Crispano quel ragazzino che strappava palla dai piedi degli altri fece breccia nel cuore di qualcuno.

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«Con noi ci è rimasto un anno. Vederlo segnare in Champions mi ha fatto emozionare come fosse un figlio» ripete Salvatore. Oggi la sua scuola calcio è sulla bocca di tutti, ma anche fino a ieri era conosciuta da tutti. Ha abbandonato i campetti di qualche anno fa per spostarsi allo Stadio Ianniello. Frattamaggiore sempre al centro.

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Chiariamo: che Antonio sia di Frattamaggiore è un “falso” storico: per una casualità dovuta a interventi edilizi, il presidio del “San Giovanni di Dio” nel 2003 apparteneva al territorio di Frattaminore, mentre oggi è “tornato” dov’era prima. «Ma Antonio è di Frattamaggiore, è cresciuto qui. Qui ci sono i sacrifici suoi e della sua famiglia» raccontano tutti. Il telefono della scuola calcio suona da ore, da quando il bambino s’è fatto uomo sotto gli occhi delle stelle d’Europa. «E non avete ancora visto il vero Vergara...» aggiungono. Una carriera che è una corsa per lui, che di Frattamaggiore conosce tutto. Aveva la faccia classico da scugnizzo quando diceva di lavorare in pizzeria a nemmeno 10 anni, per sentirsi più grande, ma anche il piede delicato di chi può fare strada. «E la testa giusta per sfondare. Non abbiamo mai avuto dubbi su di lui. Anche quando ha rotto il crociato, sapevamo sarebbe tornato più forte di prima». Non si è arreso nemmeno a 9 anni, quando al Napoli non trovava spazio: «Io voglio giocare» ripeteva accigliato, forse non sentendosi all’altezza per quella maglia azzurra arrivata in fretta.

Papà Giovanni, preoccupato, è stato rassicurato. «Ci ha pensato Gianluca Grava a tranquillizzare tutti. Ripeteva sempre al papà che sarebbe stata solo questione di tempo» ricorda Lodi. E infatti: il giovanissimo Antonio non cresceva come gli altri, oggi invece è diventato un gigante tra i giganti. Con il passo felpato e il muso duro da veterano. Non ha paura di provare la giocata mai: quella vista contro il Chelsea l’ha provata tante volte negli anni di Napoli, un marchio di fabbrica diventato virale in queste ore. «Il suo motto? Se perdo la palla me la vado a riprendere. Avete visto con il Chelsea quanti contrasti? L’ha imparato da bambino, non si arrende mai».

Il segreto di Vergara è che non s’è mai montato la testa. Ha scelto la C a Vercelli nel 2022 per mettersi alla prova, la B un anno più tardi per imporsi. Tanti club avrebbero voluto anticipare il Napoli. E anche quest’anno le cose avrebbero potuto prendere un’altra piega: un mese fa, per Vergara, c’era la fila sul mercato. In prestito, s’intende, perché per il club azzurro è sempre stato incedibile. Allo stadio, mercoledì sera, c’erano tutti: mamma e papà, che hanno ripensato ai sacrifici di anni passati tra casa e campo, campo e casa, poi i cugini che quasi cantavano il suo nome dopo quel gol da urlo. Il primo di tanti, si spera. E ci saranno tutti anche quando il sindaco Marco Antonio Del Prete riuscirà a organizzare una “festa” in Comune per celebrare un figlio di Frattamaggiore.

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La terra che ha “partorito” Vergara, ma prima ancora Insigne, Lodi, DeSimone. Stelle che hanno abbracciato il firmamento del calcio. «Antonio è rimasto con noi anche in questi anni di Napoli. Viene a trovarci, la sua famiglia è la nostra famiglia» raccontano tutti allo stadio. Altri ragazzini stanno entrando in campo con il gol di Vergara negli occhi. Oggi, a Frattamaggiore ma non solo, tutti sognano di diventare come lui. Di voltarsi e andare verso la porta a fare gol.

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