Napoli, a Chiaia raid di teppisti nei bar: «Aggrediti tifosi del Chelsea»
Il Mattino

Napoli, a Chiaia raid di teppisti nei bar: «Aggrediti tifosi del Chelsea»

Venerdì 30 gennaio 2026
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A finire male non c?è soltanto il risultato finale della partita di Champions contro il Chelsea. Peggio ancora è andata a un giovane tifoso inglese arrivato a Napoli per...

A finire male non c’è soltanto il risultato finale della partita di Champions contro il Chelsea. Peggio ancora è andata a un giovane tifoso inglese arrivato a Napoli per seguire la sua squadra, aggredito e ferito da un gruppo di delinquenti travestiti da tifosi azzurri: il 22enne è stato accoltellato ad un gluteo ed è finito in ospedale, per fortuna senza gravi conseguenze. E malissimo ne è uscita - ancora una volta, purtroppo - l’immagine della città le cui proverbiali tradizioni di accoglienza evidentemente non appartengono a quella teppaglia che nel tifo sportivo cerca puntualmente uno sfogo di brutale e gratuita violenza. Perché, la sera successiva all’accoltellamento, un altro gruppo di napoletani ha tentato di dare la caccia ad un gruppetto di altri tifosi britannici che guardavano la partita all’interno di un locale di Chiaia.

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La lama

Due diversi episodi, non collegati. Il primo avviene la sera di martedì, in pieno centro storico. Siamo a ridosso di Santa Maria la Nova, quando una decina di napoletani identificano come inglesi alcuni turisti in strada: spunta una lama, ed un 22enne - di lui si sa solo il nome di battesimo, Mark, londinese - viene colpito al gluteo.

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«C'erano circa 20 o 30 persone - ha riferito - tutte vestite di nero, che si sono avvicinate a noi; alcuni dei nostri hanno capito cosa stava succedendo e sono scappati subito. Indossavo dei pantaloncini corti, ho avvertito un colpo e poi mi sono reso conto che avevo la gamba piena di sangue». Il giovane è stato medicato al Pellegrini e dichiarato fuori pericolo. Di certo porterà un ricordo nero di Napoli.

L'assalto

Il secondo episodio avviene a Chiaia, nella zona dei baretti. Qui una decina di inglesi - anch’essi tutti giovani - non essendo riuscita a trovare i biglietti per entrare al “Maradona” decide di assistere alla partita sullo schermo di un locale, il “Brew Bridge” di via Bisignano. Mangiano e bevono, esultano al gol del tre a due dei “blues” e tutto sembra essere filato liscio.

Le cose si mettono male quando manca poco alla mezza, quando all’esterno del pub si materializza un gruppaccio composto da circa 20 persone. Quasi tutti indossano felpe con cappuccio, non è escluso che siano di ritorno proprio dallo stadio, lanciano lo sguardo all’interno del locale e si accorgono degli inglesi: qui comincia un furioso assedio ai britannici. Minuti di puro terrore ripresi anche da alcuni video di residenti che dalle finestre dei palazzi riprendono la scena con i loro cellulari, ma anche da un paio di impianti di videosorveglianza della zona.

Buona parte degli aggressori - che sembrano tutti molto giovani - sono armati di mazze, bastoni e caschi: urlano, minacciano, insultano i londinesi asserragliati nel pub. Uno degli stranieri che era all’esterno per fumare una sigaretta riesce miracolosamente a rientrare, chiudendo la pesante porta di vetro rinforzato; ma la furia dei napoletani è incontenibile: i più violenti tentano prima di forzare l’ingresso, poi iniziano a scaricare la loro rabbia contro le vetrate del locale. Immagini choc riprese, come detto, dai fotogrammi di diversi video. Il “branco” opera indisturbato per un paio di minuti, prima di allontanarsi: ed è un miracolo se non si conteranno feriti o vittime tra gli inglesi.

Poco prima che avvenisse tutto questo, sempre nella zona dei baretti di Chiaia ci sarebbe stato un altro episodio, un altro tentativo di pestaggio ai danni di altri tifosi del Chelsea, in un altro locale non distante dal “Brew Bridge”. A proposito di quest’ultimo, i danni materiali arrecati alle vetrate e all’ingresso sono ingenti.

Le indagini

Altre due pessime parentesi che espongono Napoli, e soprattutto chi tifa sportivamente e in maniera pacifica, ad una valutazione che - adesso - avrà il suo peso nelle valutazioni della Uefa, anche se non nell’immediato. E ricordiamo anche che ai tifosi napoletani è già stato imposto il divieto di trasferte fino alla fine del campionato di calcio.

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Su questi due ultimi episodi indaga la Digos, diretta dal primo dirigente Walter Dian. Gli investigatori stanno visionando tutti i filmati acquisiti sia nella zona dell’accoltellamento di martedì sera al centro, sia dell’assedio di Chiaia. Non escludono che nel secondo caso i protagonisti del raid contro il locale danneggiato siano persone che rientravano dallo stadio.

Sebbene gli inquirenti abbiano già alcuni indizi precisi, non si sbilanciano però ancora sulla possibile partecipazione ai due raid di personaggi appartenenti a frange della tifoseria organizzata. E d’altronde poco cambia, se si guarda ai risultati di questa ennesima notte che avrebbe dovuto essere solo una notte di sport, di calcio e di tifo: quello vero.

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