Napoli, l?appello di residenti e ristoratori: «Più divise: serve un presidio fisso»
Chiaia è stanca ed è scossa, dopo l?ennesima notte di violenza al ?Brew Bridge? preso d?assalto dai teppisti azzurri. Una violenza che è arrivata anche...
Chiaia è stanca ed è scossa, dopo l’ennesima notte di violenza al “Brew Bridge” preso d’assalto dai teppisti azzurri. Una violenza che è arrivata anche in un locale del centro storico, danneggiato stavolta da mani di teppisti inglesi. Imprenditori del by night e comitati di residenti, spesso contrapposti su tanti temi, sono uniti dalla richiesta di «aumentare la sicurezza nella zona dei baretti». Tra via Bisignano, vico Belledonne e dintorni «serve un presidio fisso notturno». Il coro è unanime.
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Gli appelli
Dopo i danni subìti, il titolare del pub danneggiato ha scritto: «È curioso come per alcuni il tifo significhi distruggere il lavoro degli altri e creare pericolo. Questo non è sport». Ha le idee chiare, Massimo Di Porzio, presidente di Confcommercio Napoli e titolare del ristorante Umberto a Chiaia: «Troppi episodi di violenza anche minorile. Serve un presidio fisso delle forze dell’ordine. Poi chiediamo che ci sia un sistema di telecamere di videosorveglianza che possa agire da deterrente. È grave che questi teppisti abbiano potuto danneggiare il locale con le spranghe senza che nessuno potesse ostacolarli. Esprimo solidarietà ai tifosi inglesi».
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«Una violenza incredibile - osserva Caterina Rodinò del Comitato Chiaia Viva e Vivibile – C’è stato il caos. Spranghe e vetri rotti. Purtroppo le forze dell’ordine non sono arrivate in tempo. Chiederemo presidi più vincolanti. Purtroppo, viste le tempistiche di questi interventi, spesso si può intervenire soltanto se si è già in zona. Crediamo che i presidi siano anche dei deterrenti». Il calcio sa essere espressione di tutti i popoli, anche nel male. La violenza è arrivata anche da mani inglesi.
La violenza
«Abbiamo avuto un’aggressione da due tifosi inglesi, prima che finisse la partita – spiega Lisa Greco del “Karmacore”, in zona Bellini – Erano molto aggressivi, e noi nel locale eravamo quasi tutte donne. Hanno dato un pugno in petto a un nostro cliente urlando “fuck Naples”. Li abbiamo allontanati e loro hanno rotto un vetro e buttato i tavoli a terra. Abbiamo chiuso alle 23.30, per lo spavento». Torniamo a Chiaia: Alessandro Allarà, titolare del locale “Around Corner”, spiega che «probabilmente gli aggrediti di via Bisignano erano turisti-tifosi del Chelsea a Napoli anche per turismo». Non un bell’episodio, che intacca proprio il turismo sportivo.
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«Non c’era tanta gente a Chiaia - aggiunge Roberto Galdieri, titolare di Grotta Borbonica - Abbiamo sentito le urla. I tifosi alloggiavano al Majestic, quindi probabilmente le forze dell’ordine erano in allerta. Il “Brew Bridge” è un locale tranquillo, ed è tra i pochi a fare birre alla spina in via Bisignano, forse perciò era stato scelto dai tifosi inglesi». Luca Mazzarella, di un locale vicino, racconta: «Non c’era stata nessuna provocazione, all’improvviso sono arrivate queste persone mascherate e hanno fatto un agguato».