Torre del Greco, festa amara per Antonio nella casa famiglia: «Voglio i mei giochi»
Sarà un compleanno diverso quello di oggi per il piccolo Antonio (nome di fantasia), dall?8 gennaio scorso collocato in una casa famiglia di Caivano per le troppe assenze a scuola....
Sarà un compleanno diverso quello di oggi per il piccolo Antonio (nome di fantasia), dall’8 gennaio scorso collocato in una casa famiglia di Caivano per le troppe assenze a scuola. Antonio, originario di Torre del Greco, compirà 12 anni ma, questa mattina, non sarà un bacio della sua amata mamma a dargli il buongiorno della giornata di festa. Festa che però si farà nel pomeriggio. Alle 17, infatti, la sua famiglia e la zia materna, la quale si è resa disponibile ad accoglierlo a casa sua, potranno andare nella struttura dove il piccolo è stato sistemato e festeggiare con lui. Sono stati tutti autorizzati dalla curatrice e dal tribunale dei Minori.
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I genitori porteranno la torta di compleanno per Antonio e i regali che da giorni sono impacchettati e conservati nella stanzetta di casa che condivideva con il fratello maggiore. Regali che lui non vuole, come ha detto alla sua famiglia al telefono, perché vuole «solo vedere il cartello con su scritto Torre del Greco». Il piccolo, in pratica, intende il segnale di località, quello che accoglie nel centro abitato. Insomma, vuole tornare a casa dove ha i fratelli, i genitori, il cane e i suoi amici. Anche il papà marittimo, per l’occasione del compleanno, è sbarcato e potrà unirsi ai suoi figli per i festeggiamenti. Niente amici, però. Almeno oggi. Ma qualche novità potrà forse arrivare nelle prossime settimane.
La vicenda
Tutto parte da una segnalazione della scuola di Torre del Greco per evasione scolastica, segnalazione fatta nel 2024. Ma l’epilogo si è avuto soltanto a gennaio di quest’anno quando il tribunale dei Minori ha deciso di allontanare il ragazzino da casa. Un provvedimento che, secondo gli avvocati della famiglia, Rosanna D’Avino e Lucrezia Chierchia, «non avrebbe tenuto conto dell’iter procedurale in quanto il pm della procura dei Minori aveva chiesto un percorso di recupero della genitorialità per i genitori di Antonio e dell’affiancamento al piccolo di un tutor. Entrambe le richieste non sarebbero state soddisfatte».
Di qui la decisione della famiglia e delle loro legali di denunciare la vicenda attraverso le pagine de Il Mattino e l’apertura di un nuovo canale di comunicazione con i Servizi sociali. Quindi la possibilità che Antonio possa essere affidato alla zia materna con la quale ha un buon rapporto. La zia abita nelle immediate vicinanze di casa sua. Un ambiente a lui molto familiare che potrebbe consentirgli di riprendere la sua vita e le sue abitudini ma anche di iniziare un nuovo percorso. Il ritorno a casa del ragazzino, del resto, si rende necessario anche per consentirgli di iniziare un percorso didattico, formativo e clinico diverso in quanto potrebbe avere un disturbo dell’attenzione mai diagnosticato. Da nessuno.
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Il percorso
Qualcosa, comunque, nell’ultima settimana è accaduto. La mamma e il papà di Antonio sono stati chiamati per seguire il percorso di recupero della genitorialità mentre questa mattina i Servizi sociali del Comune faranno accesso a casa della zia per verificare le condizioni di vivibilità dell’appartamento e redigere una relazione per il tribunale che dovrà poi esprimersi sulla possibilità di un lento rientro di Antonio in famiglia. Anche la Casa famiglia che ospita il dodicenne dovrà consegnare nelle mani del giudice una propria relazione sul comportamento del bambino nella struttura, sul suo modo di reagire alla situazione e sulla sue condizioni psicofisiche.
I genitori, d’altro canto, continuano a ribadire che ogni volta che vanno a trovare il bambino «è uno strazio» perché lui non accetta il distacco dal suo mondo e dai suoi affetti. Vuole tornare a casa e ogni volta piange e si dispera. Nei primi giorni il piccolo era arrivato a minacciare anche il suicidio.