Giustizia a Napoli, cura Gratteri: «Più arresti convalidati e meno fascicoli fermi»
Più arresti, sequestri, conferme nei vari gradi di giudizio. Più convalide da parte del Tribunale del Riesame, ma anche una svolta decisiva su un altro fronte: quello dello...
Più arresti, sequestri, conferme nei vari gradi di giudizio. Più convalide da parte del Tribunale del Riesame, ma anche una svolta decisiva su un altro fronte: quello dello smaltimento dei fascicoli arretrati. Eccoli i punti cardine dell’attività della Procura di Napoli, alla luce del lavoro svolto negli ultimi anni. Dal 2023 ad oggi, lo scenario sembra migliorato su una delle questioni cruciali nel rapporto tra pm e utenza del distretto: sono state abbattute pendenze, tanti fascicoli sono stati affrontati e posti su un binario nuovo, in vista di un doppio possibile sbocco: l’esercizio dell’azione penale o l’archiviazione.
Giustizia ai raggi x, il bilancio del lavoro svolto dalla Procura di Napoli (la più grande d’Europa) ma anche del lavoro svolto dai giudici del distretto di Corte di Appello verrà ufficializzato domani mattina, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Una cerimonia che si presenta densa di spunti, tra numeri e statistiche da un lato, e interventi di natura strettamente politica dall’altro.
Anno giudiziario e riforme: «Mantovano sfida Gratteri»
Restiamo a quest’ultimo aspetto: domani nel Salone dei Busti, ci sarà una sorta di doppia mobilitazione. In campo quelli del Sì e quelli del No alla separazione delle carriere, con gli avvocati per lo più schierati a sostegno della riforma Nordio e magistrati che invece si battono per dare una spallata al progetto di legge sostenuto dall’esecutivo.
Le ordinanze
Funziona la cura Gratteri. È aumentato il numero di misure cautelari eseguite nel corso degli ultimi anni, mentre si è contestualmente ristretta la forbice tra gli arresti concessi e le revoche in sede di Riesame. Più arresti, ma anche più convalide. Un capitolo a parte invece riguarda la storia dei fascicoli smaltiti. Il trend è in crescita. C’erano casi pendenti in diverse sezioni della Procura, quanto basta a spingere gli inquirenti a fornire soluzioni draconiane. O si va a processo o si archivia.
Il confronto
Stesso lavoro condotto in questi anni da parte dei vertici del distretto. Appena un anno fa, sono stati il procuratore generale Aldo Policastro e la presidente di Corte di Appello Maria Rosaria Covelli a sottolineare il lavoro svolto in materia di arretrati. Una zavorra che va ricondotta a precedenti gestioni che oggi si sta assottigliando in relazione alla task force allestita anche grazie a un uso sapiente dei fondi del Pnrr. Una giustizia che sembra essere più aderente alle richieste di una utenza composta da milioni di cittadini.
Un anno fa, emergeva il saldo positivo tra fascicoli in entrata ex novo e fascicoli da smaltire, mentre era stato confermato un lavoro capillare per la risoluzione degli arretrati. Chiara la mission: superare l’antico collo di bottiglia della giustizia. Vicende che verranno ripercorse alla luce degli interventi della presidente Covelli e del pg Policastro, al cospetto degli inviati di Csm e del ministero, in una conferenza stampa tenuta dopo la cerimonia. Come è noto a rappresentare via Arenula è il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Alfredo Mantovano. Non un politico tra tanti, ma un magistrato prestato alla politica che, nel suo ruolo istituzionale, ha sempre mostrato una naturale propensione al dialogo e al confronto tra posizioni differenti.
Lo scenario
Ma come cambia la criminalità del distretto? Alla luce delle relazioni di polizia giudiziaria arrivate in questi ultimi mesi ai piani alti del Palazzo di Giustizia, appare confermato il trend legato ai più giovani. Minori e giovanissimi sono infatti protagonisti di inchieste legate al traffico di sostanze stupefacenti e all’uso di armi. Basta un dato numerico di appena qualche mese fa: tra 2024 e 2025 sono stati aperti 409 procedimenti penali per armi e 1086 per lesioni per la maggior parte gravi e gravissime, spesso commesse al cospetto di passanti e cittadini estranei al crimine. È il caso dei reati consumati durante la movida, che diventa sempre più terreno di scontro tra bande di giovanissimi. Emblematico quanto accaduto lo scorso 9 gennaio, quando la Procura di Napoli (e quella dei Minori) ha eseguito dei fermi contro giovanissimi armati che stavano organizzando un agguato nella zona dei baretti di Chiaia.