Sharon Maccanico, ritrovati tutti i corpi: l'attesa per l'identificazione
Il Mattino

Sharon Maccanico, ritrovati tutti i corpi: l'attesa per l'identificazione

Venerdì 30 gennaio 2026
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Sono stati trovati tutti i corpi delle persone disperse in seguito alla frana a Mount Maunganui, in Nuova Zelanda. Sei in tutto. Al momento, sono due le vittime già identificate: il...

Sono stati trovati tutti i corpi delle persone disperse in seguito alla frana a Mount Maunganui, in Nuova Zelanda. Sei in tutto. Al momento, sono due le vittime già identificate: il quindicenne Max Furse-Kee, fidanzatino di Sharon Maccanico e il ventenne turista svedese Måns Loke Bernhardsson. Per gli altri, compresa la ragazza di origini avellinesi la cui famiglia è di Picarelli, si dovrà attendere l'esito delle procedure ufficiali di identificazione.

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Fonti della Farnesina confermano al Mattino che per Sharon Maccanico sarà necessario completare tutti i controlli prima di poter dichiarare formalmente il decesso, anche se le speranze purtroppo sono ormai svanite. La comunità della frazione Picarelli si è stretta attorno alla famiglia Maccanico, condividendo il dolore e offrendo sostegno in queste ore di profonda sofferenza.
Intanto, sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia. Tra i più toccanti quello di un amico del papà di Sharon. «Fissare le stelle aiuta a ritrovare, nel silenzio e nei ricordi, le persone care che non ci sono più accanto a noi - scrive Vinicio -. Oggi un altro piccolissimo e dolcissimo angelo sarà lì, tra loro. Un abbraccio infinito a papà Kar Mak (Carmine Maccanico, ndr) e mamma Allia, un abbraccio infinito a tutta la famiglia Maccanico». E ancora. «Gli amici, anche quando non si sentono e non si vedono più come prima, restano amici perché vivono nel cuore di chi custodisce ricordi bellissimi di uno spaccato di vita percorsa insieme. Fai buon viaggio dolcissima e bellissima Sharon».

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Le autorità locali continuano a gestire l'emergenza e supportano le famiglie delle vittime. Le famiglie seguono con attenzione e dolore le operazioni di identificazione. L'attesa per Sharon Maccanico pesa sul cuore dei suoi cari e su quello di tutti coloro che hanno seguito con apprensione questa tragedia dall'altro capo del mondo. L'altra sera è stata organizzata una veglia al Coronation Park per commemorare le vittime della tragedia e supportare le famiglie. È stata avviata anche una raccolta fondi per supportare le famiglie delle vittime. Medesima cosa anche la comunità di Picarelli che ha avviato una raccolta fondi per contribuire alle spese di viaggio dei familiari, alla logistica e ad altre necessità. L'iniziativa è stata promossa dalla Parrocchia del Santissimo Salvatore di Picarelli, dalla Pro Loco Picarelli, la Sezione Battenti Picarelli Starze e dal Serenissimo Ordine dei Cavalieri della Natività.
L'altro ieri in Nuova Zelanda si è svolta un'udienza presso la Corte dei medici legali per identificare formalmente la seconda vittima della frana avvenuta la scorsa settimana nel villaggio turistico a Mount Maunganui.

Il medico legale Louella Dunn ha confermato che si trattava di Måns Loke Bernhardsson, 20 anni, svedese. Il giovane si trovava nel campeggio da soli due giorni.
Le prove sono state presentate dal sergente investigativo Brent Griffiths, membro del team di identificazione delle vittime di disastri, presso il tribunale distrettuale di Tauranga Moana alle 17,30.
Il medico legale ha stabilito che l'identità del corpo era quella di Bernhardsson e che i suoi resti potevano ora essere restituiti alla famiglia. L'emergenza frane in Nuova Zelanda prosegue. Ieri oltre cento persone provenienti sono state evacuate a Ppmoa a seguito di un'altra frana nei pressi di una conduttura principale dell'acqua che porta al bacino idrico sopra il Mangatawa Marae.
Le ricerche dei dispersi in questi giorni hanno tenuto con il fiato sospeso il mondo intero e l'Irpinia. Ieri, purtroppo, il tragico epilogo.

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