Resistenza alle terapie per il tumore al pancreas, svolta dalla Vanvitelli: la terapia:
Il Mattino

Resistenza alle terapie per il tumore al pancreas, svolta dalla Vanvitelli: la terapia:

Venerdì 30 gennaio 2026
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Il tumore al pancreas è una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e dalla prognosi più infausta. Uno studio dell'Università Vanvitelli svela la causa della...

Il tumore al pancreas è una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e dalla prognosi più infausta. Uno studio dell'Università Vanvitelli svela la causa della resistenza alle terapie. La ricerca dell'Ateneo e del Policlinico Universitario è stata pubblicata su "Signal Transduction and Targeted Therapy", prestigiosa rivista del gruppo Nature. Individuate le basi molecolari della resistenza.

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«Nuove prospettive per la terapia di questa malattia, spesso poco curabile, vengono da questo studio - dice Gianfranco Nicoletti, il rettore -. Ora, infatti, si potrà ipotizzare una nuova classificazione metabolica della neoplasia pancreatica e questo faciliterà l'elaborazione di nuovi scenari terapeutici. Con orgoglio, come rettore e come medico, plaudo ai risultati raggiunti dall'equipe delle professoresse Altucci e Benedetti che, con l'impegno del dottore Chianese e di tanti altri ricercatori, sono riusciti a formulare una nuova arma da utilizzare contro questa terribile patologia».

LE REAZIONI

Soddisfazione, speranza e molto altro ancora per gli esiti dello studio. «Questo lavoro è nato dall'esigenza di comprendere in modo più profondo perché il tumore del pancreas sia così aggressivo e resistente alle terapie - spiega Ugo Chianese, ricercatore dell'Ateneo -. Ci siamo concentrati sul metabolismo tumorale, un ambito che sta emergendo come cruciale per spiegare il comportamento biologico di queste neoplasie».

Anche se aumentano le persone vive dopo la diagnosi di tumore del pancreas, nel 2024 erano 23mila, circa 21mila nel 2021, questa neoplasia resta sempre una delle più perniciose. Grazie ai progressi nella ricerca e nelle cure sono stati fatti passi avanti. Il gruppo di ricerca della Vanvitelli, insieme a Rosaria Benedetti, professoressa associata di questa università, ha «fatto luce - dicono dall'Ateneo - su uno dei principali nodi irrisolti della ricerca sul carcinoma pancreatico, una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole. Lo studio dimostra infatti che il tumore del pancreas presenta una marcata eterogeneità metabolica, in particolare nei processi di glicolisi, il meccanismo cellulare che utilizza il glucosio come fonte energetica».

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Il meccanismo con cui prende energia il tumore del pancreas è una variabile determinante per la risposta alle terapie. «Abbiamo osservato che non tutti i tumori pancreatici utilizzano il glucosio allo stesso modo - sottolinea la professoressa Benedetti -. Questa variabilità metabolica si riflette in differenze clinicamente rilevanti tra i pazienti e può spiegare, almeno in parte, la diversa risposta alle terapie». Uno studio prezioso, importante, che costituisce un esempio concreto di come la ricerca di base, integrata con tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari, possa generare conoscenze utili per migliorare la diagnosi e la cura dei tumori, rafforzando ulteriormente il ruolo dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" nel panorama internazionale della ricerca biomedica. «Per la prima volta siamo riusciti a collegare l'organizzazione spaziale delle cellule tumorali con il loro comportamento metabolico - aggiunge il dottor Chianese - Questo ci ha permesso di identificare specifiche traiettorie glicolitiche associate all'evoluzione della malattia». L'analisi ha consentito di stratificare i pazienti e di predire l'andamento clinico del tumore, aprendo la strada a una nuova classificazione metabolica con potenziali ricadute di grande rilievo in ambito clinico.

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