Niscemi, la frana avanza. Nei tunnel trovati strumenti di monitoraggio dimenticati da 20 anni: servivano ad avvertire dei rischi
In fondo ai tunnel che erano stati scavati fino a cinquanta metri di profondità, intorno al centro storico di Niscemi franato nel 1997, giacciono strumenti di monitoraggio...
In fondo ai tunnel che erano stati scavati fino a cinquanta metri di profondità, intorno al centro storico di Niscemi franato nel 1997, giacciono strumenti di monitoraggio dimenticati da 20 anni .Si tratta- riferisce 'La Stampa' - di inclinometri che servono ad avvertire se il terreno si muove e di piezometri, dispostivi che monitorano il livello dell'acqua di falda. Avrebbero dovuto essere controllati ogni mese, ma dal 2007 a oggi - dopo i primi due anni di controlli a cura della ditta che li installò su incarico del Comune - sono stati abbandonati. .«Non ricordo nulla di questo sistema di monitoraggio», ha detto al quotidiano torinese Valeria Spadaro, responsabile dei Lavori pubblici del Comune di Niscemi.
APPROFONDIMENTIA Niscemi sono franati centinaia di milioni di metri cubi di terra. Una massa enorme, più grande di quella movimentata nel disastro del Vajont. L'immagine evocata dal capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano per descrivere la frana di Niscemi, città della provincia di Caltanissetta da domenica scorsa sospesa sull'orlo di un precipizio di 50 metri, mette i brividi e richiama alla mente una delle più gravi tragedie del '900.
L'area è destinata ad allargarsi
Numeri destinati a crescere visto che il fenomeno è ancora attivo. «La linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato, l'area rossa è destinata a allargarsi», dice il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci.
Se altri pezzi del costone di sabbia e argilla venissero giù, insomma, automaticamente la zona dichiarata off limits, di 150 metri, potrebbe arretrare e coinvolgere altre case. Di certo però da domani si allargherà l'area di rischio. «Con decreto, ne disporrò l'estensione di circa 25 chilometri quadrati. Su questi territori sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta», annuncia il segretario generale dell'Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro.Gli sfollati
Il decreto, che aggiornerà il Piano di assetto idrogeologico, si è reso necessario dopo il monitoraggio dei tecnici che hanno sorvolato la frana con i droni. L'area interessata dal decreto si estenderà anche a valle del costone crollato. Resta costante invece il numero degli sfollati: 1309, al momento, per la Protezione civile. Quasi tutti hanno scelto di alloggiare, almeno in questo periodo, da familiari o amici. Sono pochi quelli che si sono recati nelle strutture mese a disposizione dal Comune. Le loro case «non solo non potranno più essere ripopolate - dice Ciciliano - ma andranno distrutte, sempre che l'arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata, perché la forzatura nell'identificazione di una zona non va bene».
Sospese le rate di mutuo
Il Governo, intanto, pensa ai primi aiuti. Dopo la promessa di indennizzi veloci, fatta mercoledì dalla premier, ci sarà «una sospensione del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione. - annuncia Musumeci - Con la ministra Calderone stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per sollevare quelle aziende, ora inattive, che dovrebbero pagare i contributi per i lavoratori. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri». E sempre da Musumeci arriva la notizia della istituzione di una commissione d'indagine che accerti cosa sia stato fatto per mettere in sicurezza il territorio dopo la frana che già nel '97 mise in ginocchio Niscemi. Un fronte su cui indaga anche la Procura di Gela che ha aperto una inchiesta per disastro colposo.
Respinge le accuse di inerzia il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti. «Solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. - dice - Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare. In questa fase noi ci occupiamo dell'immediatezza delle esigenze e dell'assistenza dei cittadini». Di certo però per tre volte, tra il 2021 e il 2023, il Comune è stato sollecitato dall'Autorità di Bacino siciliana a presentare un progetto esecutivo a completamento delle richieste di intervento per il consolidamento del versante ovest del paese e del belvedere. Nessuno, però, ha dato esito alle sollecitazioni. L'amministrazione comunale, nel 2014 e nel 2019, aveva presentato tramite la piattaforma Rendis delle proposte progettuali, documenti che vanno poi integrati con i progetti esecutivi, per i due interventi per un ammontare complessivo di oltre 11 milioni di euro. Ma l'assenza della progettazione esecutiva ha bloccato l'iter.
Perché è franata, il terreno come una spugna
Giovanna Pappalardo, docente all'Universita di Catania e referente dell'Associazione italiana di geologia applicata e ambientale spiega: «Mai vista una cosa simile, in termini di volumi e piu grande del Vajont. Per fortuna non ci sono state vittime ma la frana di Niscemi avra, tristemente, anche questo primato. E' un fenomeno molto complesso, per tipologia e perche e molto esteso. Quell'area e su uno strato di sabbie molto permeabili, come una spugna per intenderci, che a sua volta poggia su uno strato di argilla che invece non permette piu all'acqua di passare. Ed e proprio per queste due litologie che hanno caratteristiche cosi particolari che si vengono a creare debolezze e dissesti lungo i versanti». E ancora: «Il ciclone ha inciso su condizioni gia molto precarie, come dire che ha dato l'ultima spinta. Ma non credo che sia una conseguenza diretta, ritengo che tutto questo sarebbe accaduto a prescindere. Semmai parlerei di una concomitanza di cause».