Stellantis aumenta la produzione: «Tre nuovi modelli a Pomigliano»
Il Mattino

Stellantis aumenta la produzione: «Tre nuovi modelli a Pomigliano»

Sabato 31 gennaio 2026
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Saranno Pomigliano e Melfi a trainare quest?anno, insieme con Mirafiori, l?aumento della produzione e la riduzione della cassa integrazione annunciati da Stellantis al tavolo...

Saranno Pomigliano e Melfi a trainare quest’anno, insieme con Mirafiori, l’aumento della produzione e la riduzione della cassa integrazione annunciati da Stellantis al tavolo sull’automotive convocato ieri dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Un impegno messo nero su bianco dal responsabile per l’Europa del gruppo automobilistico, Emanuele Cappellano, che ha anche ricordato i 7 miliardi di acquisti da fornitori italiani nel 2025. Una quota confermata anche per quest’anno.

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Un piccolo spiraglio in una situazione che resta critica. Ieri, mentre era in corso l’incontro sull’automotive, c’è stato un presidio dei lavoratori organizzato da tutte le sigle dei metalmeccanici per denunciare «la grave crisi di un settore fondamentale per il Paese». Punta il dito su Bruxelles il ministro Urso che, dopo aver rivendicato l’anticipo della revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 e il rinvio delle supermulte che avrebbero portato al collasso del sistema industriale, ha chiesto una svolta: «Servono cambiamenti radicali, non maquillage. E servono subito: il tempo è scaduto».

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La strategia

Il governo, intanto, è pronto a mettere sul tavolo le risorse del Fondo Automotive fino al 2030, per un totale di circa 1,6 miliardi, per offrire alle imprese «una prospettiva pluriennale». Nel dettaglio, la quota principale è riservata agli accordi per l’innovazione, con 750 milioni per ricerca e sviluppo, seguiti dai contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti. Sul fronte della domanda, una parte rilevante delle risorse sarà destinata all’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine.

Il piano

Ma le novità più rilevanti sono arrivate da Stellantis, che ha confermato il proprio impegno per l’Italia che resta «punto di riferimento per il futuro del Gruppo». Per Pomigliano, in particolare, l’azienda ha confermato la produzione della “Pandina”. Vettura che sarà affiancata, a partire dal 2028, dall’arrivo di due nuovi modelli sulle piattaforme “Stla Small”. Il primo potrebbe essere quello vettura compatta che si andrebbe a collocare tra Junior e la futura Tonale, con una lunghezza intorno ai 4,2-4,3 metri. Il secondo modello, invece, dovrebbe essere un nuovo crossover compatto. Sempre a Pomigliano dovrebbe essere avviato un nuovo modello Alfa Romeo, con una forma più da Suv. Novità anche a Melfi, dove, nelle prossime settimane, sarà riavviato un secondo turno produttivo per «andare incontro alle richieste che stanno arrivando per la nuova Compass», ha spiegato Cappellano, annunciando anche che «nel corso del 2026 sarà avviata la produzione prima di un nuovo modello DS e, successivamente, della nuova Lancia Gamma, entrambe con motorizzazione elettrica e ibrida. Infine, entro il 2028 sarà avviato un terzo modello». Novità anche a Mirafiori, con la nuova Fiat 500 ibrida, e ad Atessa, dove si sta «lavorando per portare una nuova generazione della famiglia dei LCV di grandi dimensioni».

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I nodi

Impegni che non hanno soddisfatto i sindacati. La Fiom, che continua a puntare il dito sulla riduzione del fondo per l’automotive da 8 a 1,6 miliardi in cinque anni. «Le produzioni di Stellantis sono ai minimi storici, poco meno del 60% dei dipendenti sono in ammortizzatore sociale e sono circa 10.000 i lavoratori che stanno terminando gli ammortizzatori sociali e a rischio licenziamento», spiegano in una nota Michele De Palma e Samuele Lodi, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale della Fiom-Cgil. Per il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, «la revisione del green deal è importante ma non sufficiente. Serve una strategia che coniughi la transizione in atto nel settore con la sostenibilità sociale e industriale». I buoni propositi ci sono, ha avvertito il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, «ma bisogna passare agli impegni e poi al rispetto degli impegni».

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