Metropolitana di Napoli, Paolo Carbone: «Navetta per l?aeroporto e poi arriverà la metro»
Il Mattino

Metropolitana di Napoli, Paolo Carbone: «Navetta per l?aeroporto e poi arriverà la metro»

Sabato 31 gennaio 2026
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Parla di tanti temi, nell?intervista concessa a Il Mattino, Paolo Carbone, il presidente di Metropolitana di Napoli S.p.a., concessionaria del Comune per la progettazione e la realizzazione...

Parla di tanti temi, nell’intervista concessa a Il Mattino, Paolo Carbone, il presidente di Metropolitana di Napoli S.p.a., concessionaria del Comune per la progettazione e la realizzazione della metro. Dalla stazione dell’aeroporto, per cui si aspetta di sbloccare le procedure per l’allestimento di una navetta a Poggioreale, fino alle opere a venire: dall’ascensore del Maschio Angioino all’uscita Duomo.

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Partiamo da Capodichino. Quanto e cosa manca alla fine dei lavori? Quando potrà essere attivata la stazione?

«Una cosa è lo stato di lavorazione della stazione di Capodichino, altra cosa è la sua apertura al pubblico. La distinzione non dipende dall’avanzamento dei lavori nella stazione. Difatti, ed è corretto, come è stato riportato - già quando è venuto a trovarci il ministro Salvini nel novembre scorso - che la stazione è in uno stato di completamento avanzato. In astratto, potrebbe essere conclusa in tempi relativamente brevi. Quando potrà essere aperta al pubblico? Dipende dal collegamento di Capodichino con la stazione di Poggioreale. Lo stato di questa stazione, per due eventi imprevisti, non è ancora prossimo alla conclusione. Anzi. Proprio per questa ragione si è ipotizzato di bypassarla almeno provvisoriamente con la cosiddetta “navetta” che colleghi la stazione Tribunale a Capodichino. Solo una volta che la navetta sarà pronta ed attiva, in grado cioè di raggiungere l’aeroporto e di uscire da Capodichino, la stazione, potrà essere aperta al pubblico e dirsi definitivamente finita».

Com’è lo scenario a Poggioreale, dopo i crolli degli anni scorsi?

«Lo snodo Poggioreale è il punto cruciale per il completamento dell’anello e in attesa di un quadro definitivo la questione della navetta diventa centrale. A oggi il dialogo con il Comune è serrato. Siamo in attesa dell’approvazione della delibera del consiglio comunale sulla rimodulazione del quadro economico della tratta. Solo una volta intervenuta tale approvazione potranno essere definiti con il Comune tempi e date per la realizzazione dei lavori, per l’ultimazione del servizio e per l’apertura al pubblico di Capodichino».

Ci può parlare del Maschio Angioino? I cantieri saranno chiusi entro il ’26?

«Immagino che si riferisca all’ascensore di collegamento tra Castel Nuovo e l’area archeologica, dove ci sono gli importanti ritrovamenti della linea di porto romana ed ellenistica, nonché le meravigliose pareti affrescate di età angioina di Palazzo del Balzo ed il connesso balneum. Nell’interlocuzione col Comune le sistemazioni superficiali che includono l’area di via Vittorio Emanuele, l’ascensore e la scala di collegamento tra Castel Nuovo e il cosiddetto “varco castello” di accesso alla stazione, dovrebbero essere completati entro la fine dell’estate ‘26. Ovviamente, il completamento delle opere potrebbe non corrispondere all’esercizio definitivo ed all’apertura al pubblico».

Come mai?

«I lavori dell’area archeologica sono oggetto di una complessiva valutazione su cosa sia possibile realizzare con le risorse al momento disponibili, dovendosi rimodulare l’attuale quadro economico. Per quanto riguarda invece l’area orientale, a oggi quasi del tutto completamente portata a luce, non riesco a fare previsioni, in quanto mancano i finanziamenti e aspettiamo determinazioni da parte del Comune sulla volontà di proseguire o meno su quello che, una volta completato e musealizzato, potrebbe essere uno dei musei all’aperto più comodamente accessibili al mondo. Un museo stratificato, come la storia della nostra città».

Avete altre opere in lavorazione?

«L’area archeologica di Duomo, con lo straordinario ritrovamento del “Tempio dei giochi isolimpici” e di diversi ulteriori ritrovamenti, ma come si è appena detto tutta l’area archeologica (Municipio e Duomo) è soggetta a una valutazione complessiva. Solo nei prossimi mesi, a seguito delle determinazioni congiunte con il Comune, sarà più chiaro comprendere i tempi definitivi di apertura. Il paradigma delle Stazioni dell’Arte nasce a Napoli e siamo davvero felici di verificare che questo modello innovativo di interazione tra infrastrutture pubbliche e cittadini stia prendendo piede anche fuori dalla nostra città. È per noi una grande soddisfazione che Roma stia realizzando, peraltro grazie a due nostri soci, le bellissime stazioni della linea C sul nostro modello che coniuga bellezza, arte, architettura e archeologia. Anche Parigi si appresta a percorrere lo stesso cammino».

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