Claudio Carlomagno, il lavoro al cimitero e le macabre competenze acquisite: così ha scavato la tomba della moglie Federica Torzullo
Ha scavato in poco tempo e con cura senza avere necessità di informarsi su come tumulare un corpo. Perché lui, come seppellire una salma, lo sapeva. E non c?è nessuna...
Ha scavato in poco tempo e con cura senza avere necessità di informarsi su come tumulare un corpo. Perché lui, come seppellire una salma, lo sapeva. E non c’è nessuna ricerca fatta nelle ore successive all’omicidio della moglie Federica Torzullo, quanto più una conoscenza sedimentata e frutto dell’esperienza. Perché Claudio Carlomagno, il 44enne accusato di femminicidio e occultamento di cadavere, aveva lavorato nei cimiteri. La società del padre Pasquale, aperta più di trent’anni fa come ditta individuale e diventata poi una srl, nel corso degli anni aveva eseguito più di un lavoro proprio nei luoghi destinati ai defunti. E anche Claudio ne aveva assorbito i “saperi”. Da ultimo la Carlomagno srl pare che stesse lavorando proprio in un cimitero: quello di Prima Porta.
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La ricostruzione
Il giorno prima del delitto, o il giorno stesso stando all’ipotesi investigativa che vedrebbe Federica morire per mano del marito la sera dell’8 gennaio, l’indagato insieme al padre e a un operaio si recano nelle primissime ore del mattino in una cava di Anguillara per acquistare della ghiaia. Materiale che gli sarebbe servito proprio per il cantiere a Roma. In tutto ne sono stati caricati due metri circa, una quantità sufficiente per un pavimento di non oltre 10 metri quadri. Ma di quel materiale, pare che una parte sia rimasta sul camion e che dunque, la sera, sia tornata al deposito della società di famiglia, ad Anguillara.
Quando domenica 18 gennaio i carabinieri sono arrivati spediti alla ditta iniziando a scavare fra gli ulivi e trovando così il corpo della Torzullo, l’evidenza è stata immediata. Quella buca era stata scavata non grossolanamente ma con cura e con un leggero strato di ghiaia che avrebbe assorbito i liquidi corporei del cadavere fungendo come drenante. Il corpo della vittima era nudo ma avvolto parzialmente in un telo, probabilmente di plastica, usato per trasportare il cadavere che Carlomagno - secondo la ricostruzione - avrebbe provato a bruciate prima di interrare. Basta questo a poter valutare la premeditazione? La Procura di Civitavecchia resta ferma su quest’ipotesi, il punto è riuscire a raccogliere prove sufficienti a poterla contestare.
Di certo la scelta del terreno dell’azienda era sicura perché il 9 gennaio nessuno degli operai si trovava nella ditta, poiché impegnati a Prima Porta, e Carlomagno ha potuto assolvere a tutte le azioni in tempi abbastanza veloci. Dopo aver caricato il cadavere della moglie nella propria auto è arrivato in azienda, scaricando il corpo in un cassone insieme agli stracci usati per pulire il sangue in casa e provando a darvi fuoco. Poi ha desistito, messo il cadavere nel cassone del camion Iveco ed è uscito per andare prima in un’azienda di smistamento rifiuti comprando alcuni chili di scarti per poterlo occultare meglio.
In questa azienda i carabinieri hanno trovato un asciugamano sporco di sangue mentre qui è stato quasi certamente abbandonato per essere distrutto il cellulare della vittima. Poi Carlomagno fa una sosta a casa di dieci minuti per finire di pulire e torna in azienda. Parcheggia il camion con il corpo della moglie nel cassone e, a bordo della sua auto, va a Prima Porta per prendere le chiavi dell’escavatrice. Torna infine in azienda e scava la fossa, gettandoci della ghiaia prima e poi il cadavere della moglie. La ghiaia recuperata nella tomba e quella in vendita saranno ora confrontate in laboratorio per arrivare al “match”. L’arma del delitto non è stata ancora trovata ma in base a quanto riferito dalla governante, il coltello non si trovava nel bidet del bagno come invece ha detto Carlomagno.
L’amica
Federica era pronta a lasciare il marito, come pure emerso nel corso delle indagini ma ora una nuova testimone, ascoltata dagli inquirenti, ha raccontato cosa è accaduto la sera di Capodanno. Una cena a sei, tre coppie, fra cui i Carlomagno. In quell’occasione proprio la Torzullo confidò all’amica che all’inizio del nuovo anno avrebbe confidato al marito della nuova relazione che aveva con un uomo di Ancona. I due hanno davvero litigato soltanto per il figlio?