Corteo Askatasuna, poliziotto accerchiato e preso a martellate durante gli scontri a Torino. Crosetto posta il video choc: «Si comportano da terroristi»
Il Mattino

Corteo Askatasuna, poliziotto accerchiato e preso a martellate durante gli scontri a Torino. Crosetto posta il video choc: «Si comportano da terroristi»

Sabato 31 gennaio 2026
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Circondato, ferito con calci e pugni e infine colpito a martellate. Un agente di polizia di un reparto mobile è stato vittima di un'aggressione da parte di un gruppo di antagonisti...

Circondato, ferito con calci e pugni e infine colpito a martellate. Un agente di polizia di un reparto mobile è stato vittima di un'aggressione da parte di un gruppo di antagonisti durante gli scontri alla manifestazione per Askatasuna, a Torino. In un video pubblicato sui social si vedono una decina di persone che si avvicinano al poliziotto e lo colpiscono con calci, pugni e un martello, puntandogli contro anche una luce laser verde. Il poliziotto, a terra, perde il casco e cerca di allontanarsi coprendosi la testa con le mani. Poi viene soccorso da alcuni colleghi e gli antagonisti si allontanano. I feriti nel complesso tra le forze dell'ordine al momento risultano undici, ma si tratterebbe, a quanto si apprende, di un numero destinato a crescere.

APPROFONDIMENTI FotoVideo

Il video choc

Askatasuna, poliziotto aggredito e preso a martellate a Torino.

Le immagini mostrano l'agente a terra, colpito da un gruppo di persone: https://t.co/66LssIj1pEpic.twitter.com/s7yBXkyQ0Z

— Adnkronos (@Adnkronos) January 31, 2026

«Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante». Lo ha scritto sui social il ministro della Difesa Guido Crosetto, postando il video dell'agente di polizia accerchiato e pestato da manifestanti a volto coperto a Torino, durante la manifestazione per Askatasuna. «La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono», conclude Crosetto.

 

Le reazioni

Immediata la risposta del mondo politico. «Immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi. In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge», ha scritto su X il vicepremier Matteo Salvini, postando il video dell'aggressione al poliziotto nel corso degli scontri a Torino. «Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l'autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili». Lo dichiara il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. «Anche in questa occasione - aggiunge - ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno 'compresi' ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta».

A commentare la vicenda anche la premier Giorgia Meloni: «Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l'impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l'obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni».

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