Inaugurato l'anno giudiziario, la presidente Covelli: «Ridotti gli arretrati: è la Corte di Appello più produttiva d?Italia»
Un tour de force che ha premiato il lavoro dei magistrati e degli impiegati e che consente di sfruttare al meglio i fondi del Pnrr. Dati lusinghieri, che assegnano alla Corte di Appello di Napoli...
Un tour de force che ha premiato il lavoro dei magistrati e degli impiegati e che consente di sfruttare al meglio i fondi del Pnrr. Dati lusinghieri, che assegnano alla Corte di Appello di Napoli un traguardo oggettivo: «Napoli ha la Corte di Appello più produttiva d’Italia».
I numeri danno ragione al presidente Maria Rosaria Covelli, che ha impresso una svolta nel lavoro quotidiano, come emerge dal trend sui fascicoli arretrati. Più nello specifico, in riferimento al settore civile e lavoro, nel primo semestre 2025, Covelli ha precisato che presso la Corte risultano pendenti 24.770 procedimenti, in diminuzione rispetto ai 27.029 del periodo precedente, a fronte di 13.664 sopravvenienze e di 15.959 definizioni. Sul fronte del settore penale, le cinque Sezioni della Corte di Assise di Appello hanno definito 164 procedimenti, 104 nel 2024 e 60 nel 2025; in 93 casi i delitti risultano commessi in contesto camorristico. Rilevante anche il dato delle sopravvenienze, 83 nel 2024 e 65 nel 2025. Complessivamente, presso le Sezioni ordinarie della Corte risultano pendenti, al 30 giugno 2025, 24.965 procedimenti (nel 2019 erano circa 60.000), mentre nei Tribunali del Distretto le pendenze ammontano complessivamente a 78.205 procedimenti. «Entrambi i i dati - ha puntualizzato la presidente Covelli - evidenziano una diminuzione rispetto all’anno giudiziario precedente, nel quale le pendenze erano rispettivamente pari a 30.027 e 80.091». Con riferimento alla tipologia di reati, centrale importanza ha assunto il contrasto alla violenza di genere. «Confrontando il 1° semestre 2024 con quello del 2025, si registra un incremento complessivo dei procedimenti sopravvenuti del 48,81% e del 28.53% su quelli definiti».
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L’equilibrio
Un lavoro che va decisamente al di là dell’approccio squisitamente tecnico o burocratico. Nel corso del suo intervento, la presidente Covelli insiste sulla metafora «della funzione giurisdizionale come artigiano di pace: perché ogni decisione giudiziaria rappresenta un atto di pacificazione, fondato sull’equilibrio tra rigore e umanità». Una premessa doverosa per ricordare l’importanza di mettere a frutto i fondi del Pnrr, sia nel penale che nel civile. Un lavoro che va avanti pancia a terra, che si avvale degli applicati all’ufficio del processo (che chiedono stabilizzazione) e che deve affrontare comunque delle criticità oggettive.
Gli arrivi
Come il numero delle «sopravvenienze», che attestano una realtà criminale in evoluzione. C’è «un aumento delle sopravvenienze rispetto all’annualità precedente».
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Complessivamente si sono registrate 123.610 iscrizioni e dunque più di 5000 rispetto all’anno precedente (118.334). Le definizioni sono state, comunque, maggiori delle sopravvenienze attestandosi sulle 126.651, cosicché si è registrata una diminuzione delle pendenze finali complessive di circa 3.000 processi (146.734 al 30.6.2025), con un leggero abbattimento del disposition time. Sul versante della Corte di Appello – Sezione Lavoro, l’annualità considerata evidenzia risultati di particolare rilievo. Le pendenze passano da 6.176 (al 01.07.2024) a 4.868 (al 30.06.2025), a fronte di 3.341 sopravvenuti e 4.560 definiti, con CR 136% e DT 389,65 giorni.Ma torniamo alla storia dei giudici di pace. Spiega il presidente Covelli: «Oggi siamo in una situazione drammatica anche presso l’ufficio del giudice di pace. Per il distretto questo oggi è il più grave dei problemi. Sono 39 gli uffici del giudice di pace, e 450.000 procedimenti pendenti. È un’emergenza enorme». Una ventina di uffici sono in gestione comunale - aggiunge la presidente - Ci sono Comuni commissariati per mafia che gestiscono gli uffici del giudice di pace, questo non va. Ci sono anche Comuni che hanno la gestione ma non hanno personale. Questa situazione deve ricevere un’attenzione importante da parte del CSM e del Ministero».