Annarita Capparelli: «Io, alunna di Scampia dico alle toghe: imparate la lezione di Giancarlo Siani»
Il Mattino

Annarita Capparelli: «Io, alunna di Scampia dico alle toghe: imparate la lezione di Giancarlo Siani»

Domenica 1 febbraio 2026
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È stata la più applaudita. Anzi per lei c?è stato il tributo più caloroso, con una standing ovation che ha salutato la fine del suo intervento. Tutti in piedi -...

È stata la più applaudita. Anzi per lei c’è stato il tributo più caloroso, con una standing ovation che ha salutato la fine del suo intervento. Tutti in piedi - tra magistrati, avvocati, addetti al funzionamento della giustizia - nel Salone dei Busti di Castel Capuano. Una accoglienza calorosa per Annarita Capparelli, studentessa di 18 anni dell’Elsa Morante di Scampia, una delle eccellenze cittadine in materia di formazione, ma anche presidio culturale irrinunciabile per un intero spaccato metropolitano.

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Accompagnata dal sua professoressa, la docente Ileana Manco, ha parlato a braccio, senza affidarsi alla lettura di comodi spartiti preconfezionati. E ha raccontato il suo progetto di vita, simile a quello di tanti ragazzi della sua età, alunni del Morante, pronti a schierarsi per la legalità contro ogni genere «di abuso o violenza», ma anche contro «ogni compromesso o scorciatoia». Lì al centro del Salone dei Busti, racconta il progetto di formazione vissuto anche grazie all’incoraggiamento del presidente della Corte di Appello Maria Rosaria Covelli, che da quando è giunta a Napoli dedica tantissimo impegno nel dialogo costruttivo con i giovani e le forze sane e produttive della società civile.

Napoli, standing ovation per una studentessa di Scampia: «Imparate ad essere tanti Giancarlo Siani»

Annarita, lei è la prima studentessa che ha preso la parola a Castel Capuano durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, per giunta davanti ad esponenti del governo e del Csm. Come nasce la sua richiesta di parola in un contesto del genere?

«Sono iscritta alla Elsa Morante, parlo anche a nome dei miei compagni di scuola, forte del lavoro fatto in classe assieme ai miei docenti».

Perché parlare a giudici e avvocati?

«Ringrazio la presidente Covelli che non ha mai rinunciato al dialogo con noi. Ringrazio la nostra professoressa e la dirigente, perché oggi sono qui con felicità e soddisfazione ma anche con un forte senso di responsabilità».

Su cosa verte il suo impegno?

«Stiamo facendo un lavoro di approfondimento sull’emergenza minorile, sulla criminalità giovanile. Pensi che a scuola abbiamo la possibilità di confrontarci in un museo della legalità, dove si analizzano i casi di violenza minorile, dove abbiamo la possibilità di intervistare persone impegnate o esponenti delle istituzioni».

Di tante storie e vicende che la cronaca offre, qual è il caso che ha maggiormente colpito la vostra sensibilità?

«Siamo cresciuti leggendo di Giancarlo Siani, abbiamo avuto la possibilità di approfondire la vicenda umana e giudiziaria del giornalista del Mattino Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra per aver fatto il suo dovere nel 1985».

Un nome, quello di Siani, che lei ha avuto modo di scandire davanti a centinaia di persone.

«Ho parlato a braccio, ho invitato tutti i presenti ad essere Giancarlo Siani, un nome e una storia personale che rievoca impegno e coraggio, senso di responsabilità e voglia di cambiare le cose».

Lei ha parlato a nome degli altri ragazzi del Morante, qual è il sogno della sua generazione?

«Di crescere e migliorare il nostro territorio».

Nessuna aspirazione di andare via da una periferia oggettivamente difficile?

«Nessuna voglia di scappare. Sono da Scampia, vivo a Scampia, orgogliosa della mia terra e forte di una convinzione: il futuro di Napoli passa da Scampia».

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