Caso Salerno, Schlein ora avverte De Luca: «Serve il campo largo»
Il Mattino

Caso Salerno, Schlein ora avverte De Luca: «Serve il campo largo»

Domenica 1 febbraio 2026
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È diretta la Schlein quando i cronisti le chiedono dei casi Salerno e Castellammare, le due mine del Pd. Più pericolosa la prima e pronta a deflagrare a breve. Ma la segretaria...

È diretta la Schlein quando i cronisti le chiedono dei casi Salerno e Castellammare, le due mine del Pd. Più pericolosa la prima e pronta a deflagrare a breve. Ma la segretaria chiude a tutte le soluzioni alternative. «Ho fiducia nel lavoro del partito regionale. Ma è chiaro che per noi la priorità è sempre tenere insieme la coalizione progressista con cui abbiamo recentemente vinto le regionali e eletto il presidente Roberto Fico», dice lanciando un messaggio all’ex governatore De Luca che si ricandiderà a Salerno con l’obiettivo di muoversi come un carrarmato mettendo in seria difficoltà, comunque, proprio il Campo largo.

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E anche il figlio Piero, numero uno del partito regionale. Ovvio se, dopo aver fatto fare le valigie prima del tempo al sindaco dem di Salerno Enzo Napoli (dimissioni che diventeranno effettive il prossimo fine settimana), è pronto a candidarsi a maggio con un paio di civiche a suo nome. Anche contro Pd ed M5s qualora non vogliano seguirlo. Sicuramente non i grillini che si sono dati appuntamento per stamattina a Salerno ed hanno già chiarito che non appoggeranno mai De Luca senior e sono pronti a mettere in campo un loro nome. Ecco la questione spinosa che i dem saranno costretti ad affrontare nelle prossime settimane. Segretaria compresa che tornerà a Napoli a metà febbraio.

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La segretaria 

Lo sa bene Elly Schlein che però non ha assolutamente voglia, ieri mattina, di farsi rovinare la giornata napoletana in cui si celebra ufficialmente l’ingresso nella sua maggioranza della corrente dell’ex avversario Stefano Bonaccini. Militanti e dirigenti venuti apposta da tutta Italia per ribadire, tra attestati di fedeltà e mea culpa del passato, che la linea del partito ora è unica. C’è un solo correntone ora, che scalda i motori per le prossime politiche. «Siamo uguali io e Elly? No, però dobbiamo e vogliamo lavorare assieme. E la nostra volontà, anche qui, oggi, è quella di dare un contributo al Pd perché irrobustisca il suo profilo di governo. Ecco a cosa serve energia popolare: non a chiedere posti, ma a proporre idee», dice Bonaccini alla platea fatta, per la maggior parte, di suoi sostenitori al congresso che hanno già ben digerito il passaggio in maggioranza. Ormai è un corpaccione unico come dimostrano i congressi provinciali dove gli iscritti in questi giorni hanno un solo nome da votare. Destini già scritti e ieri arrivano alla Stazione marittima, tra gli altri, i segretari in pectore di Salerno ed Napoli (Giovanni Coscia e Francesco Dinacci) che si prendono auguri ed abbracci.

C’è anche il sindaco di Castellammare Vicinanza ma non incontra la leader dem. «Stiamo dando al partito pace e compattezza, e sono orgogliosa di poter dire che il Pd non è mai stato così unito dalla sua nascita, ed è un risultato di tutti e di tutte. La maggioranza si è allargata, ma è sano che in un partito democratico ci sia anche una minoranza – sottolinea -. E la sua presenza è un valore, il pluralismo per noi è un valore e lo difendiamo». Ma oggi, aggiunge «c’è una maggioranza con una linea chiara. Si può non essere d’accordo - ragiona la Schlein - ma non si può dare all’esterno l’idea che ci siano linee diverse o i cittadini fanno fatica a capire».

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Ma il problema rimane il Campo largo in Campania da declinare, dopo palazzo San Giacomo e Santa Lucia, anche nel voto di primavera. E poi per le politiche del 2027 («Le regionali dimostrano come il centrosinistra ha più voti in assoluto», dice la Schlein). «Quest’incontro in vista di significative scadenze elettorali come referendum e amministrative, è l’occasione per stringere ancora di più alleanze. E mi fa piacere che si faccia a Napoli dove siamo stati i primi a mettere in campo questa alleanza che adesso governa anche la Regione Campania», evidenzia non a caso il sindaco Gaetano Manfredi quando arriva all’iniziativa dem. Ma in alcuni comuni la strada dell’alleanza è in salita. Si vota in cittadine importanti, come Portici, Ercolano, Pompei e San Giorgio, e Salerno dove non sempre i rapporti tra grillini e dem è ottimo. Anzi. E poi c’è la grana di Castellammare dove i dem sperano che il sindaco molli per dare il candidato sindaco ai Cinquestelle. E Salerno, appunto, dove il segretario dem Piero De Luca cerca di svicolare con i cronisti: «Poi affronteremo tutte le altre amministrative, avremo il tempo di farlo. L’obiettivo è assicurare una vita solida ai nostri cittadini e un futuro nella linea del risultato di questi anni». Ma il problema c’è eccome se uscendo la Schlein incrocia Nello Mastursi, il braccio destro dell’ex governatore. Abbracci, baci. «Come stai?», chiede lui. E la segretaria sorridente ma gelida: «Bene, quando non mi fate gli scherzetti...».

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