Napoli, nuova stazione a Bagnoli. Dialogo tra Eav e Comune: «Dal degrado alla rinascita»
Il Mattino

Napoli, nuova stazione a Bagnoli. Dialogo tra Eav e Comune: «Dal degrado alla rinascita»

Domenica 1 febbraio 2026
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Restyling della stazione di Bagnoli?Città della Scienza e soluzioni tecniche per ridurre i tempi di chiusura del passaggio a livello di via Nuova Agnano sulla linea Cumana. Sono i...

Restyling della stazione di Bagnoli–Città della Scienza e soluzioni tecniche per ridurre i tempi di chiusura del passaggio a livello di via Nuova Agnano sulla linea Cumana. Sono i principali contributi operativi che Eav sta mettendo sul tavolo in vista dell’America’s Cup 2027, nell’ambito di un’interlocuzione tecnica con il Comune di Napoli e la Regione Campania sulle infrastrutture di supporto all’evento.

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Il confronto riguarda in particolare il nodo di Bagnoli, indicato come punto strategico sia per l’accesso all’area interessata dagli interventi di rigenerazione sia per la gestione dei flussi di cantiere legati alle opere a terra e a mare.

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 Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che opera come Commissario straordinario di Governo, ha scritto al presidente Eav Umberto De Gregorio chiedendo il supporto dell’azienda di trasporti in vista dell’evento. Ed Eav ha risposto con un progetto per la nuova stazione di Bagnoli. La linea Cumana è destinata a svolgere un ruolo di primo piano nel sistema di mobilità dell’area. Entro il 2027 è previsto il completamento del raddoppio del binario sull’intera tratta e la piena operatività della nuova stazione di Pozzuoli. E proprio in questo quadro si inserisce il progetto di riqualificazione della stazione di Bagnoli–Città della Scienza, fermata storica inaugurata nel 1889 e oggi classificabile come bene di interesse culturale presunto, in quanto immobile pubblico con oltre settant’anni di vita.

L’intervento 

La documentazione tecnica predisposta da Eav prevede un intervento di restauro e risanamento conservativo del fabbricato viaggiatori e degli spazi di pertinenza — banchine, sottopassi, aree di accesso — con opere mirate al recupero architettonico e funzionale. Le relazioni descrivono un quadro di degrado diffuso legato a fenomeni di bradisismo, infiltrazioni e ammaloramenti delle superfici, senza compromissione della stabilità globale ma con necessità di interventi strutturali puntuali. Il progetto ipotizza la rimozione delle superfetazioni, il ripristino delle finiture storiche — compresa la cromia esterna in rosso pompeiano —, la sostituzione delle impermeabilizzazioni, il risanamento delle parti in calcestruzzo e delle armature ossidate, l’adeguamento degli impianti e l’abbattimento delle barriere architettoniche con nuovi percorsi accessibili, scivoli e sistemi di movimentazione.

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Sono previste anche soluzioni di illuminazione e videosorveglianza e la riorganizzazione dei flussi di attraversamento. Accanto agli interventi conservativi, le ipotesi progettuali includono elementi architettonici collegati all’evento: pannelli decorativi metallici ispirati a onde e vele, vetrate serigrafate a tema nautico, installazioni luminose e una rosa dei venti integrata nella pavimentazione dell’accesso principale.

I finanziamenti 

Sul piano finanziario, Eav indica due possibili canali: un primo livello di intervento a taglio minimale coperto con risorse di manutenzione del bilancio ordinario aziendale; un secondo scenario di riqualificazione più ampia subordinato all’individuazione di fondi dedicati, da definire in sede di tavolo tecnico con struttura commissariale, Comune e Regione. La richiesta formale di attivazione del tavolo riguarda anche l’insieme della linea Cumana in funzione dell’evento. Parallelamente è aperto il dossier sul passaggio a livello di via Nuova Agnano, punto di attraversamento utilizzato dai mezzi diretti ai cantieri dell’area di Bagnoli–Coroglio. Nelle note trasmesse ad Eav, Manfredi evidenzia la necessità di garantire continuità e sicurezza della circolazione compatibilmente con le interruzioni ferroviarie. La logistica dei trasporti pesanti è stata già orientata verso fasce orarie notturne per ridurre l’impatto sul traffico diurno, mentre sono allo studio soluzioni tecniche per velocizzare le fasi di apertura e chiusura delle barriere e limitare i tempi di interferenza tra esercizio ferroviario e flussi dei mezzi.

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