Salerno, Teresa Giordano con "Due di noi" è ufficiale di Mattarella: «Lotto per me e gli altri»
Il Mattino

Salerno, Teresa Giordano con "Due di noi" è ufficiale di Mattarella: «Lotto per me e gli altri»

Domenica 1 febbraio 2026
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Combattiva, tenace, solare: non bastano gli aggettivi per descrivere Teresa Giordano, la giovane donna salernitana che ha raccontato la sua malattia nel docufilm «Due di noi». Un...

Combattiva, tenace, solare: non bastano gli aggettivi per descrivere Teresa Giordano, la giovane donna salernitana che ha raccontato la sua malattia nel docufilm «Due di noi». Un racconto, per la verità, che lei fa quotidianamente sul suo profilo social ed in occasione dei tanti progetti da lei sostenuti per aiutare le donne che si ammalano di cancro. In seguito alla testimonianza contenuta nel docufilm e «per aver fatto dell'arte uno strumento per abbattere gli ostacoli della malattia e della disabilità», Teresa Giordano è stata nominata Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, onorificenza conferita ieri dal presidente Mattarella complessivamente a 31 persone tra cui l'altra protagonista del film, la veneziana Chiara Ruaro. La cerimonia di consegna si terrà il 3 marzo al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica.

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L'EMOZIONE

«Sarà un momento bellissimo come bella e inattesa è stata la notizia dell'onorificenza - racconta Teresa Giordano - Molto probabilmente andrò con mia madre Francesca, una combattente come me. Non ci credevo quando mi ha chiamato la segreteria del Quirinale per annunciarmela. Mi sembra ancora oltre ogni immaginazione». Tutto è cominciato quando l'azienda Gilead Sciences, che ha promosso il film, l'ha contattata proponendole la partecipazione a «Due di noi», realizzato in collaborazione con Europa Donna prodotto da Tapelessfilm con la regia di Mattia Colombo e Davide Fois, e presentato al Milano Film Fest 2025. «La storia mia e quella di Chiara s'intrecciano. Una troupe è venuta a Salerno e mi ha seguito nella mia quotidianità - racconta Giordano - Ero nel pieno dei preparativi per il mio matrimonio, era l'ottobre scorso. Sono stata ripresa quando vado a comprare l'abito da sposa, lo indosso o mentre organizzo il ricevimento.

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Racconto la mia malattia e come il fatto di avere un tumore al seno metastatico non impedisce di avere progetti. Già programmare un matrimonio un anno prima che ciò avvenga significa avere fiducia nel futuro, nella mia condizione. Questo racconto serve a dare coraggio a me e agli altri, a non perdere la speranza». Viene evidenziato nella motivazione con cui le due donne sono state scelte, che Chiara Ruaro e Teresa Giordano raccontano una storia di resilienza e che questa forma di comunicazione può rappresentare, come evidenziato anche dai medici, «una preziosa condivisione per le persone che affrontano lo stesso percorso». «Sono pienamente d'accordo e lo dimostro con l'uso che faccio dei social che se impiegati correttamente hanno un grande potenziale - racconta Giordano - Racconto la mia vita quotidiana di persona che convive con la malattia che rappresenta una virgola sia pure importante, ma che non cambia il sorriso. Sono una donna prima che una paziente oncologica metastatica. Non ho fatto della mia malattia la mia vita».

L'IMPEGNO

38 anni, Teresa Giordano lavora in un'azienda che opera nel settore medico. «Mi hanno fatto sentire una persona normale e di questo sono grata alla mia azienda - racconta - Ho fatto il colloquio quando avevo da poco scoperto una recidiva, ho ricevuto grande comprensione, tante donne malate perdono il lavoro o incontrano enormi difficoltà». Teresa è molto impegnata in progetti concreti nel campo oncologico, in particolare in quelli che hanno portato all'acquisto dei caschi refrigeranti, strumenti che consentono di bloccare la perdita dei capelli in seguito alla chemioterapia. Ne sono stati acquistati due, destinati al reparto di oncologia del Ruggi e possono essere utilizzati contemporaneamente da quattro pazienti. Il secondo casco è stato consegnato nel giugno scorso ed è stato possibile comprarlo grazie ad una sinergia tra la comunity Oltre lo Specchio, la Lilt e l'azienda ospedaliera Ruggi, e grazie soprattutto alla tenacia di Teresa.

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